Campo di grano con volo di corvi




L’opera d’arte che è stata scelta per la lettura in trasparenza è Campo di grano con volo di corvi del pittore olandese Vincent Van Gogh.

In questo articolo ti racconterò una storia. Anzi il quadro stesso ti racconterà una storia. La storia della potenza creatrice di Vincent Van Gogh.

Ho sentito dire che bisogna essere asettici e neutrali nelle analisi psicologiche di un quadro.

Però… parliamoci chiaro: come si fa?

Il quadro è stupendo! Quando parliamo di emozioni dobbiamo lavorare con le emozioni, immergendoci con esse.
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Tutto allo stesso tempo è realtà e simbolo (Vincent Van Gogh)

Queste parole del pittore mi permettono di cominciare subito un lavoro simbolico.

Campo di grano con volo di corvi
è un dipinto che risale al 1890. È l’ultimo dipinto di Vincent Van Gogh –almeno a livello immaginale-. 

Inoltre alcuni lo considerano come la prima opera d’arte contemporanea.

Ti faccio subito notare la contrapposizione tra il primo e l’ultimo.

Osservando il quadro ci troviamo di fronte ad un percorso di vita condensato in “poche” pennellate.

In particolare ci troviamo di fronte alla fine di un percorso

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Campo di grano




Nella mitologia greca Demetra è la dea del grano e dell’agricoltura, madre di Persefone, Regina degli Inferi.

Demetra è creazione e nurtimento.

Sicuramente l’archetipo Demetra ha permesso a Van Gogh di creare le opere d’arte e nel contempo di nutrire i posteri con emozioni e sentimenti. 

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La notte
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A volte penso che la notte sia più viva e più ricca di colori del giorno (Vincent Van Gogh)

Notte, Nyx nella mitologia greca, è una divinità primordiale che dimora nell’Ade, ovvero nel mondo infero.

La notte del quadro è una notte nuvolosa. – Ne approfitto per suggerirti, da buon direttore scientifico, di scaricare l’ultimo numero della nostra rivista di psicologia che tratta proprio le Nuvole – Clicca QUI per leggerlo GRATUITAMENTE –

La notte ci porta al cospetto di Ade/Plutone, colui che strappò Persefone dalle braccia di Demetra facendola cadere in una lunghissima depressione. 

Ade è una presenza potente ma invisibile. È la discesa nella parte oscura. Il Quadro sembra scisso nettamente tra una parte diurna – il campo di grano – e una parte notturna – il cielo – .

Il cielo del Campo di grano con volo di corvi rappresenta la follia plutonica di Vincent Van Gogh.

Sono le forze più oscure che lo possiedono.

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Corvi




Ho appena detto che il quadro sembra scisso in due parti nette, ma in realtà le due parti sono collegate dal volo dei corvi.

Il corvo è un simbolo potente.

Nella maggioranza delle mitologie ha assunto il ruolo di psicopompo, viaggiatore tra mondo terreno e mondo spirituale, tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, tra mondo supero e mondo infero.

Ad esempio nella mitologia norrena Odino è il dio o il signore dei corvi, ed era sempre accompagnato da due di questi animali: Huginn, pensiero e Muninn, memoria; in Africa il Corvo ha un ruolo di guida e spirito protettivo; anche nella religione Mitraica e in quella Cristiana – penso all’Arca di Noè – il corvo è un messaggero divino.

Il Corvo ha sempre arricchito l’immaginazione collettiva attraverso una pluralità di significati. Ambivalente tra aspetti di luce e aspetti oscuri

Nel quadro i Corvi sono presenti sia nella parte di Luce, sia nella parte Oscura e hanno proprio il ruolo di psicopompi. Ci portano emotivamente da una parte all’altra.

I corvi ci traghettano tra i due mondi apparentemente opposti.

Ciò che desidero, è che tutto sia circolare e che non ci sia, per così dire, né inizio né fine nella forma, ma che essa dia, invece, l’idea di un insieme armonioso, quello della vita. (Vincent Van Gogh)

Ti potresti chiedere I corvi volano verso di me o lontano da me? Dove mi conducono? 

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Conclusioni
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Non ha importanza se i Corvi stiano andando verso il cielo o verso il campo. Essi ci conducono nell’eterno viaggio di andata e ritorno che è la vita.

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Concludo questa storia archetipica con due osservazioni psicologiche

1. Questo quadro rappresenta la psiche di Van Gogh al massimo della sua potenza e della sua ampiezza, ovvero in punto di morte.

Una psiche ricca che gioca con la contrapposizione tra Demetra e Ade, tra il mondo diurno e il mondo notturno. Contrapposizione che abbiamo visto a livello immaginale anche all’inizio dell’articolo quando ho detto che il quadro è il primo e l’ultimo.
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2. Campo di grano con volo di corvi prepara Vincent alla morte. Come se la Psiche già sapesse che la fine di Vincent sarebbe arrivata da lì a poco.

I corvi lo traghettano quindi verso la morte sussurandogli Mai più, così come fece il Corvo di Edgar Allan Poe.

Eccone infine un piccolo estratto:

Qual è il tuo nome nobile sulle plutonie rive?
Disse il Corvo: Mai più.
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Ma quel Corvo posato solitario sul placido busto,
Come se tutta l’anima versasse in quelle parole,
Altro non disse, immobile, senza agitare piuma,
Finché non mormorai: Altri amici di già sono volati via:
Lui se ne andrà domani, volando con le mie speranze
Allora disse il Corvo: Mai più.

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Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L'Anima Fa Arte e Presidente dell'associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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