Quando il cielo è così blu, le cose cantano se stesse. (Wallace Stevens)
Stavo scrivendo un articolo per il blog con tanto di musica in cuffia, quando Valentina mi chiede Cosa stai ascoltando? Ho voglia di musica. 
Proprio in quel momento stavo ascoltando questa canzone Fall into me di Alev Lenz. Una cantante che non avrei mai scoperto se non avessi visto il telefilm Black Mirror, del quale prima o poi parleremo. Fall into me è stato lo strumento che mi ha permesso di cadere inaspettatamente verso l’abisso della psiche, proprio quell’abisso popolato da demoni, mostri e pazzia.
Ovviamente vi consiglio di cliccare QUI per ascoltare il brano che è semplicemente una condivisione di un mood, ovvero di uno stato d’animo particolare. Questo sentimento è stato talmente forte che mi ha portato ad abbandonare l’articolo che stavo scrivendo, per immergermi completamente in quest’altro.
Non possiamo resistere ad un certo tipo di sentimenti. Dobbiamo lasciarci trasportare, ovunque siamo e qualunque cosa stiamo facend
o. Pronti? Cuffie alle orecchie e cominciate ad addentrarvi in questo mood musicale…

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Follow me
Seguimi
I’ll show you the way
Ti mostrerò la via

Out of this blue
Fuori da questo blu 

Out of this blue
Fuori da questo blu
Fall into me

Cadi dentro me
And drown inside me

E annega dentro di me
I know you will see

So che cosa vedrai
The beauty of me

La bellezza dentro me
The beauty of me

La bellezza dentro me
Now you see

Ora puoi vedere
All that I can be

Tutto ciò che posso
I know you will see

So che cosa vedrai
The beauty of me

La bellezza dentro me
Tired are your splendid soldiers

Sono stanchi i tuoi splendidi soldati
Tired are they

Sono stanchi
Here they go

Qui loro vanno
Tired are your splendid soldiers

Sono stanchi i tuoi splendidi soldati
Tired are they

Sono stanchi
Here they go

Qui loro vanno
Tired are your splendid soldiers

Sono stanchi i tuoi splendidi soldati
Tired are they

Sono stanchi
Here they go

Qui loro  vanno

Emilia, Italia, 1990 Franco Fontana



La voce femminile che ascoltiamo è Psiche. Siamo quindi al cospetto dell’Anima che ci guida con la sua voce e le sue note. 
Fuori da questo blu
è un idioma inglese che significa improvvisamente, inaspettatamente, riferito ad un evento di fronte al quale non possiamo fare nulla. La caduta dentro le profondità della psiche è inaspettata, come la caduta improvvisa di un cielo blu, di fronte alla quale siamo impotenti. 
C’era un cielo azzurro, ma sembrava il mare, non coperto da nubi, ma da zolle di terra bruna. Sembrava che le zolle si allontanassero l’una dall’altra e lasciassero scorgere l’acqua azzurra del mare. Quest’acqua era però il cielo azzurro. Improvvisamente dalla destra giungeva, librandosi nell’aria un essere alato… le sue ali erano quelle di un martin pescatore con i loro caratteristici colori. (C.G.Jung, Ricordi, sogni, riflessioni)

Metaforicamente mi sembra di cadere proprio dentro le profondità psichiche del mondo infero descritto da James Hillman: un mondo fatto di immagini, di mostri, di demoni e di follia. L’anima ci vuole dentro di essa, vuole mostrarci le sue profondità e ci dice…seguimi.
Il mondo infero è un regno di sola psiche, un mondo puramente psichico. Ciò che si incontra là è l’anima
(James Hillman, Il sogno e il mondo infero)

Quando qualcuno viene in analisi per la prima volta uso chiedergli Quali sono i demoni che ti hanno condotto qui? C’è sempre un timore reverenziale ad esplorare gli abissi dell’Anima. Lasciandoci però cadere dentro le profondità della psiche scopriremo la bellezza che si cela dentro di essa.
Sono sicuro che si tratti di Psiche perché Psiche è inlocalis, ovvero senza luogo. Non c’è un luogo definito indicato nella canzone ma semplicemente un dentro di me.
Solo quando i nostri splendidi soldati, metafora delle nostre difese psichiche, sono stanchi, possiamo concederci a Psiche e alle sue bellezze. Il mondo di Psiche è ricco di bellezze, ma troppo spesso dimentichiamo di averlo e rimaniamo in superficie. 
La Psiche ha un mondo meraviglioso da offrirci, così come ci suggerisce anche l’oracolo di Delfi.
“Ti avverto, chiunque tu sia. Oh, tu che desideri sondare gli arcani della natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il tesoro degli dei. Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo degli dei.” (Santuario di Delfi)

Guardando le profondità infere dell’Anima da lontano ci aspettiamo mostri, demoni e pazzia. Tuttavia non basta guardare, bisogna immergersi nella casa di Psiche per osservarli da vicino. Così facendo scopriremo che  i mostri non sono come ce li aspettavamo.
Ognuno di noi è portatore di un proprio mostro, un demone, una follia, e sono queste le caratteristiche che ci rendono unici e meravigliosi.

P.S. Se avete condiviso questo sentimento fatemelo sapere nei commenti qui sotto. Grazie!

Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L’Anima Fa Arte e Presidente dell’associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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