Fernando Pessoa




Ciò che mi ha sempre colpito di Fernando Pessoa è la sua presenza psicologica e archetipica. La semplicità complessa con la quale fa emergere l’anima attraverso il logos della poesia. 

In questo articolo ti farò alcuni esempi del profondo legame del poeta portoghese con la psiche. Inoltre ti presenterò alcuni degli eteronimi di Fernando Pessoa. 

Ma cominciamo dal principio…

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Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.
A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.

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Pessoa nacque il 13 Giungo del 1888 portando con sé sogni e personaggi. Infatti secondo alcuni studiosi esistono più di centotrenta eteronimi creati da Pessoa durante la vita.

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Tempo fa entrai in libreria con mia moglie, Valentina, e mi diressi verso il reparto poesia.

Mi avvicinai ad uno scaffale e presi “quel” libro. Proprio quel libro che mi chiamava da lontano. Fu una scelta istintiva.

Lo aprii e lessi una frase.

Dio non ha unità come potrei averla io?

Mi catturò. Mi sentii in quella frase! Mi sentii molteplice, proprio come ci suggerisce la psicologia archetipica.

Continuai a leggere…

Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
Hanno detto.

Fanno?
È fatale.
Non fanno?
È uguale.

Perché
aspettare? 
– Tutto è sognare 

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Tutto è sognare?!?!

Mi sentii nuovamente dentro le pagine del libro!

Così comprai subito il libro Una sola moltitudine Vol.1 e 2, uscii dalla libreria, e tornai a casa. 




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Cominciai a leggere, una dopo l’altra, le pagine di questi due volumi stupendi.

Ho pena delle stelle 
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo…
ho pena delle stelle.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose, 
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?

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Mi accorsi subito che in Pessoa, Poesia e Psicologia Archetipica avevano un forte legame.

 (Clicca qui per scoprire la Psicologia Archetipica)

Così, nel tempo, ho imparato a conoscere molti dei personaggi di Pessoa: gli eteronimi, gli ortonimi, i semi-eteronimi…

Fernando Pessoa è il poeta della psiche. Il poeta che, mettendo in gioco la propria molteplicità, mette in ombra la luce della coscienza.
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Ora ti presento alcuni degli eteronimi di Fernando Pessoa. 

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Álvaro de Campos
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Campos nasce in Portogallo e si trasferisce in Scozia. Studia ingegneria meccanica e navale.

Álvaro è un poeta decadente, simbolista e futurista.
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Il poeta superiore dice ciò che effettivamente sente. Il poeta medio dice ciò che decide di sentire. Il poeta inferiore dice ciò che ritiene sia suo dovere sentire.

(…)
tanto quanto questo può essere fuori dallo Spazio e dal Tempo? (il molo)

Si, in un molo in qualche maniera materiale,
reale, visibile come molo, realmente molo,
il Molo Assoluto sul cui modello incoscientemente imitato, 
insensibilmente evocato,
noialtri uomini abbiamo costruito
i nostri moli nei nostri porti,
i nostri moli di pietra attuale su acqua vera,
che una volta costruiti si rivelano all’improvviso
Cose-Reali, Spiriti-Cose, Entità in Pietra-Anime, 
in certi nostri momenti di sentimento radice
quando nel mondo esterno è come se si aprisse una porta
e, senza che nulla si alteri,
tutto si rivela diverso. 

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In questo estratto di poesia, Fernando Pessoa descrive l’essenza del concetto di Archetipo, ovvero un Molo Assoluto, al di là dello Spazio e del Tempo, tuttavia sempre reale e visibile. L’archetipo, secondo il poeta, è un modello incoscientemente imitato, ovvero un’immagine evocata.

L’archetipo è la struttura fondante della Psiche. Un vero e proprio molo: un punto di riferimento per le navi/persone che solcano il mare, simbolo della psiche.

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Ricardo Reis 
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Reis è un medico latinista e monarchico.

Il dott. Ricardo Reis nacque nella mia anima il 29 gennaio del 1914, verso le 11 di sera. 

Gli dèi sono dèi 
perché non si pensano. 

Il mito, il simbolo e la divinità intesa psicologicamente come accadimento, sono elementi ricorrenti in tutta la poesia di Pessoa. 

Niente si sa, tutto si immagina.
Circòndati di rose, ama, bevi,
e taci. Il resto è niente

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Nella visione psicologica di Ricardo Reis tutto fa fede all’immagine e all’immaginazione, così come nella tradizione psicologica archetipica di Jung e Hillman, ma anche nella filosofia di Corbin.

Infatti, in psicologia, l’Immagine è il dato psicologico primario. È il punto di vista dal quale si osserva il mondo attraverso la Psiche. 

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Alberto Caeiro
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Caeiro è un contadino senza studi. Tuttavia è considerato da Fernando il suo maestro e il maestro di tutti gli eteronimi.

Conobbi il mio maestro Caeiro in circostanze eccezionali – come lo sono tutte le circostanze della vita e soprattutto quelle che, non essendo niente in se stesse, sono invece tutto nei risultati.

Parlando di tipologia junghiana, lo possiamo definire un uomo “sensazione”, ovvero un uomo che faceva poesia con le mani e con gli occhi.

Per Caeiro la vita è sensazione declinabile nell’essere e nel qui ed ora. Una visione molto vicina agli psicologi esistenzialisti e alla terapia gestaltica di Fritz Perls.

Ecco alcuni passi di Caeiro.

Il Mondo non è stato fatto perché lo si pensi 
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma perché lo si guardi e si sia d’accordo con esso…

Io non ho filosofie: ho sensi…
Se parlo della Natura non è perché sappia cosa essa è,
ma perché la amo, e la amo per questo, 
perché chi ama non sa mai quello che ama 
né sa perché ama, né sa cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza, non pensare…

Ma se Dio è i fiori e gli alberi
e i monti e il sole e il chiarore lunare, 
allora credo in lui,
allora credo in lui in ogni momento,
e la mia vita è tutta una preghiera e una messa,
e una comunione con gli occhi e attraverso gli orecchi.

Ma se Dio è gli alberi e i fiori 
e i monti e la luce della luna e il sole,
perché lo chiamo Dio? 

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Bernardo Soares
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Soares è l’autore del Libro dell’inquietudine. Probabilmente il capolavoro di Fernando Pessoa. Per me, un vero e proprio trattato di psicologia archetipica. 

Fernando definì Soares una mutilazione della propria personalità, senza raziocinio e affettività.

E vedo che tutto ciò che ho fatto, tutto ciò che ho pensato, tutto ciò che sono stato, è una specie di inganno e di follia. Mi meraviglio di non essere riuscito a vederlo. Mi stupisco di quello che sono stato, vedendo che alla fine non sono. 

Il poeta portoghese descrive con parole poetiche l’inganno e la follia del passato; dell’evento inteso come trauma che ci deresponsabilizza dall’essere noi stessi.

Così come laviamo il corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria – non per preservarla, come quando mangiamo e dormiamo, ma per quel rispetto altrui per noi stessi, che propriamente chiamiamo pulizia. 
In molti la mancanza di pulizia non è una disposizione della volontà, ma un’alzata di spalle dell’intelligenza. 

Laviamo il corpo ogni giorno, la casa e i pavimenti, ma troppo spesso dimentichiamo di lavare la psiche. Mi viene in mente il processo alchemico che descrive il bagno che ripulisce l’anima dalle scorie della fase nigredica del caos. 

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L’ambiente è l’anima delle cose. 

Fernando Pessoa richiama spesso l’attenzione sull’anima mundi, quindi sull’inconscio collettivo; temi fondanti della filosofia platonica e quindi della psicologia archetipica. Concetti secondo i quali l’universo, del quale facciamo parte anche noi, è un unico grande organismo. 

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Scoprendo Pessoa, ho scoperto la parte poetica della psiche, l’espressione psicologica dell’anima artistica dell’essere umano. 

Ogni poesia, ogni frase, ogni parola del poeta portoghese mi aprono ad una riflessione profonda e infera sulla psiche. 

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Infine concludo lasciandoti ad una riflessione sulla vita di Fernando Pessoa alias Bernardo Soares. 

Tutta la vita dell’anima umana è un movimento nella penombra. Viviamo, nell’imbrunire della coscienza, mai certi di cosa siamo o di cosa supponiamo essere. Nei migliori di noi vive la vanità di qualche cosa, e persiste un errore il cui angolo non conosciamo. Siamo qualcosa che accade nell’intervallo di uno spettacolo: a volte, attraverso delle porte intravediamo ciò che forse non è altro che scenario. Tutto il mondo è confuso, come voci nella notte. 




Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L'Anima Fa Arte e Presidente dell'associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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