La gelosia è davvero la prova di un vero amore?




Ognuno di noi ha avuto modo di sperimentare la gelosia, attraverso la nascita di una sorellina o di un fratellino, verso un genitore, un amico o in altre situazioni quasi come se fosse un sentimento naturale della nostra esistenza.

In particolare la maggior parte di noi dirà di aver sperimentato gelosia in un rapporto d’amore.

Jung scriveva: Il nocciolo della gelosia è la mancanza d’amore

E’ veramente così?

Scopriamolo attraverso la psicologia archetipica…

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1. La gelosia è DESIDERIO
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Spesso pensiamo che la gelosia sia un forte desiderio dell’altro.

A livello etimologico la parola “desiderio” vuol dire “mancanza di stelle”: ha un’accezione negativa che ci porta a percepire una mancanza.

La gelosia, dunque, è il desiderio di qualcosa che manca. Una mancanza che può essere nostra, dell’altro o della coppia.

Diveniamo gelosi per colmare questo vuoto, ma non riusciremo nell’intento finché questa mancanza non avrà un volto e un nome.

Parlo della gelosia che svuota le vene all’idea che l’essere amato penetri un corpo altrui, la gelosia che piega le gambe, toglie il sonno, distrugge il fegato, arrovella i pensieri, la gelosia che avvelena l’intelligenza con interrogativi sospetti, paure, e mortifica la dignità con indagini, lamenti, tranelli facendoti sentire derubato. Oriana Fallaci

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2. La gelosia è PUER
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James Hillman parla di gelosia come intorpidimento dell’anima.

La gelosia è un eterno bambino tra le braccia materne.

E’ quel puer che si chiede come abbiamo imparato ad amare. Rappresenta quell’infantilismo che deve essere sacrificato per poter crescere e maturare.

La gelosia è quel restare bambini pur essendo divenuti adulti. E’ quel tendere verso una maturazione ancora in cammino.




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3. La gelosia è ISTINTO
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Crediamo di non poter controllare la gelosia in quanto istinto irrazionale.

Molti studi antropologici sembrano dimostrare che la gelosia sia innata, sia un istinto legato alla sopravvivenza.

Istinto vuol dire incitare.

Allora cosa dobbiamo incitare attraverso la gelosia?

Si ricorre all’incitamento quando c’è insoddisfazione, quando si cerca quel qualcosa in più che manca, quando c’è bisogno di spronare o essere spronati.

In fondo usiamo la gelosia per agire.

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4. La gelosia è ERA
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La gelosia è Era nei continui tradimenti di Zeus. E’ quel sentimento doloroso che ne scaturiva.

La gelosia di Era è sicuramente dettata dall’amore, ma mira al possesso dell’oggetto amato.

Eppure, almeno una volta nella vita, tutti lo siamo stati:  forse non fino al punto di Era ma lo siamo stati… ed abbiamo sofferto … eccome… La gelosia, dunque, viene a configurarsi come possessione e allora dobbiamo chiederci se amare e possedere sono sinonimi e se nella gelosia c’è più amor proprio che amore …

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5. La gelosia è EROE
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La gelosia è combattimento.

Si combatte per contendersi qualcosa e sperare nella vittoria.

È un viaggio verso il significato. È lotta. È coraggio. È difesa dei valori. È conquista e ri-conquista. È quel mostro da cui l’eroe esce vittorioso. La gelosia è ricerca di un perché nella speranza di una trasformazione e di un nuovo inizio.

Se la gelosia è un segnale d’amore, è come la febbre dell’ammalato, per il quale averla è un segnale di vita. Miguel de Cervantes

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Conclusioni




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Ci siamo interrogati sul rapporto fra Gelosia e Amore. Ovviamente, è un’impresa pressoché impossibile arrivare a un punto di svolta, unico e decisivo.

Scomponendo, però, le varie componenti emotive e gli archetipi di riferimento, possiamo affermare che la gelosia non è solo una prova, né, tantomeno, è una prova semplice.

Superando, scavalcando, abbattendo la Gelosia, però, sarà sempre possibile incontrare davvero l’Amore…

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A me pare uguale agli dei 
chi a te vicino così dolce 
suono scolta mentre tu parli 
e ridi amorosamente. Subito a me 
il cuore si agita nel petto 
solo che appena ti veda, e la voce 
si perde sulla lingua inerte. 
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle, 
e ho buio negli occhi e il rombo 
del sangue alle orecchie. 
E tutta in sudore tremante 
come erba patita scoloro: 
e morte non pare lontana 
a e rapita di mente.

Saffo

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Laureata in Psicologia Clinica e della salute presso l’università G.D’Annunzio di Chieti. Appassionata di Psicologia analitica e archetipica.

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