C’è un segreto nascosto dietro Il Bacio di Klimt ed è un segreto che risiede nella dinamica del bacio.
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Secondo Irenäus Eibl-Eibesfeldt (etologo austriaco) almeno un decimo degli esseri umani non pratica l’arte del bacio.

Addirittura per alcune culture, come quella cinese, il bacio è qualcosa di oltraggioso.

Incredibile vero?

Nella storia dell’arte l’archetipo del bacio è protagonista nei dipinti e nelle sculture. Dai baci più cupi, come ad esempio quello di Munch, ai più “preziosi”, come quello di Klimt.

In questo articolo analizzerò il Bacio di Klimt per scoprire il segreto che porta con sé.

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Il Bacio di Klimt
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Il bacio (Der Kuss) è un dipinto di Klimt datato 1907/1908.

Ho avuto la fortuna di poterlo vedere dal vivo qualche anno fa all’Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

Quando entrai nella stanza del Belvedere di Vienna nella quale era esposto il quadro, ebbi una reazione strana. Percepivo molta energia, ma c’era altro…

Non era l’Eros il messaggio del quadro, mi sentivo turbato.

Il bacio di Klimt è decisamente un fermo immagine del momento onomatopeico dello Smack!

Proprio nell’anno in cui lavora al Bacio, Klimt si lamenta della fatica del suo lavoro, si sentiva nervoso, vecchio e stupido, in preda al caos.

Le decorazioni dorate del quadro nascondono il suo malessere interiore attraverso la bellezza. Ecco perché di fronte al quadro provavo una sensazione di caos e turbamento. 

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L’Archetipo del Bacio
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Le labbra sono uno dei terminali nervosi più sensibili del nostro corpo.

Ma come è nato il bacio a livello etologico?

Come mai baciamo?

Desmond Morris osservò che le madri dei primati masticavano il cibo e poi lo passavano ai figli attraverso un “bacio”. Secondo l’etologo inglese questa è l’origine evolutiva del bacio. La pressione sulle labbra serviva a placare le richieste di fame da parte dei cuccioli.

Da questo punto di vista posso affermare che il bacio è nutrimento. Anche Freud descrisse l’azione del bacio collegandola all’oralità, quindi al nutrimento.

Ma di cosa ci nutriamo? 

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Bacio ed eros
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Il bacio è erotico. L’eros è relazione e trasformazione.

Il bacio porta con sé un potere di trasformazione. Basti pensare alla favola della principessa che trasforma il rospo in principe attraverso un bacio, o alla bella addormentata nel bosco. O pensa anche al mito nel quale Pigmalione trasforma una statua in donna attraverso un bacio.

Il bacio è comunque uno scambio nel bene o nel male.

Può trasmettere eros, forza, ma anche tradimento (il bacio di Giuda), o una malattia.

Il bacio libera ma allo stesso tempo vincola e stringe un patto.

Possiamo baciare il partner come possiamo baciare un oggetto. In entrambi i casi, baciamo per dare e ricevere qualcosa: eros.

Il bacio ci nutre attraverso l’Eros.

Desmond Morris aveva visto bene identificando l’origine etologica del bacio nello scambio nutritivo.

L’essere umano si nutre principalmente di Eros ed è per questo che siamo cercatori d’Eros.

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Potrei fermarmi qui e nessuno protesterebbe: il bacio è portatore di Eros.

Ma non è solo questo!

C’è altro. Se ti fermi a sentire il momento del bacio sai benissimo che mentre baci, c’è altro che non è Eros, bensì qualcosa di più arcaico.

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Bacio
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Ho detto che il bacio genera Eros.

Se il bacio genera Eros, il Bacio non è Eros. Possiamo dire che il Bacio è il padre di Eros.

Ma chi è il padre di Eros?

James Hillman (padre della psicologia archetipica) nel Mito dell’analisi ci ricorda che Eros è figlio di Chaos.

Chaos è il principio generante del mondo.

E anche la meccanica quantistica ce lo ricorda: è l’entropia (Caos), non l’energia (Eros), a trascinare il mondo (Carlo Rovelli, L’ordine del Tempo, p. 137)

Come afferma anche Carlo Rovelli nel suo ultimo libro L’ordine del Tempo è l’entropia che fa girare il mondo e non l’energia.

La risposta immaginale è come sempre nella mitologia: Eros non è il motore della vita, bensì anch’esso ha un padre: Chaos, ed è lui a generare la vita. 

Ce lo ricorda bene Esiodo nella Teogonia: dunque in principio era il Chaos.

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Come ho detto all’inizio dell’articolo, questa è proprio la sensazione che ho avuto quando ho guardato il Bacio di Klimt: caos.

Un caos ordinato.

Per la fisica quantistica il mondo, per accadere, ha bisogno di bassa entropia, una sorta di caos ordinato, ovvero un punto di partenza, una qualsiasi struttura predefinita.

Man mano che il caos mette in disordine, accade la vita.

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Il segreto del Bacio di Klimt
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Ora posso tornare alla domanda iniziale: qual è il segreto che è dietro il Bacio di Klimt?

Il bacio è Chaos che genera Eros. 

È una sensazione che conosciamo bene ogni volta che baciamo. 

Attraverso il bacio mettiamo in disordine noi stessi e il mondo. In questo modo ci permettiamo di accadere e di vivere.

Proprio questo è il segreto che nasconde Il bacio di Klimt: è un bacio che non porta con sé Eros, bensì Chaos. 

Il giardino ai piedi degli amanti che limita la natura, l’abbraccio che circoscrive, le forme precise e definite delle decorazioni, il contorno aureo che circonda l’uomo e la donna, sono elementi che rappresentano la bassa entropia dalla quale si genera la vita. 

Il Chaos è in attesa di generare Eros. Il gesto del bacio contiene il disordine che porta alla vita.  

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Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L’Anima Fa Arte e Presidente dell’associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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