Io sono Groot!

Ci sono alcune soddisfazioni nella vita che non possono essere dimenticate.

Entrare in sala per vedere i Guardiani della Galassia e accorgersi di essere stati pagati ben 36 euro per questo film stupendo, è una di queste soddisfazioni: quindi ribadisco Io sono Groot!

I Guardiani della Galassia vol. 2 è un film divertente, ritmato e apparentemente d’intrattenimento. Ma è proprio l’intrattenimento che spesso cela profondità psicologiche inaspettate.

I fumetti sono una forma di mitologia moderna. Su di essi possiamo quindi basare una psicologia che parli di miti e con i miti.

La psicologia è fatta di narrazioni e i fumetti sono narrazioni. 

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I Guardiani della Galassia
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Guardiani della Galassia vol. 2 / Io sono Groot

Guardiani della Galassia vol. 2

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Per chi non li conoscesse, i Guardiani della Galassia sono eroi Marvel creati da Arnold Drake e Gene Colan nel 1969, in piena rivoluzione ideologica. Il film però si basa sulla versione del 2008 del fumetto ideato da Dan Abnett e Andy Lanning.

Quando guardiamo un film lo dobbiamo vedere come una messa in scena di parti di noi all’interno di un copione. Questo ci permette di esplorare e sondare la psiche attraverso le immagini e i personaggi del film stesso. 

Guardiani della Galassia Vol. 2 è un film che descrive il processo di crescita di ognuno di noi.

Ho detto crescita, ma è una parola che preferisco non usare perché spesso la usiamo come capro espiatorio per le nostre cristallizzazioni. Piuttosto parlerei di costruzione e creazione della propria identità.

Il protagonista è Star Lord, nome d’arte di Peter Jason Quill, ed è semplicemente un uomo che cerca sé stesso. Cercare sé stessi significa costruire una propria famiglia interiore, fatta di personaggi e relazioni.

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Ego
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Un modo per cercare noi stessi è attraverso le immagini genitoriali

In Guardiani della Galassia vol. 1, se ricordi, Star Lord ha cercato l’immagine materna; in questo secondo film c’è invece la ricerca del Padre

Il padre di Star-Lord, si chiama Ego, ed è proprio la personificazione dell’Io della psiche. Infatti Ego è il termine latino per dire Io

Che cos’è l’Io?

Io è semplicemente una parola, e in particolare un pro-nome, ovvero qualcosa che si trova a sostituire un nome.

L‘Io è una parte di noi che si sta manifestando in quel momento, un soggetto temporaneo che va sempre accompagnato da un azione (Io dormo, Io studio, Io amo…). Non esiste un Io senza niente che lo accompagni.

Ego è un pianeta autogenerante che non ha bisogno di nulla per essere se stesso. L’utilizzo divorante che fa degli altri e dei suoi figli è per puro Egoismo (appunto!), ovvero per accrescere sé stesso.

Quindi l‘Io rappresentato dal film è onnipotente, autogenerante, egoista, e divoratore. Assomiglia proprio all’immagine mitologica di Cronos, il dio divoratore di figli. 

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Un padre
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Ego è il padre di Star Lord ma non è Un Padre.

In tempi non sospetti scrissi questa frase: 

Il padre, quindi, è colui che rinuncia alla sua onnipotenza, colui che decide di rinunciare alla propria solitudine. (Michele Mezzanotte, Essere un padre)

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Ego è un Dio onnipotente che non rinuncia all’onnipotenza e rimane solo.

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Yondu
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Yondu Udonta non è il padre ma è un padre, al contrario di Ego.

Si sostituisce al paterno inflazionato e divorante di Star Lord. Yundu sacrifica la propria onnipotenza fino a rinunciare alla propria vita. Salva il figlio più volte. Ma soprattutto lo salva dal divoratore Ego/Cronos.

Significativo è il momento nel quale Yondu perde la vecchia cresta, per poi acquisirne una nuova: cambia maschera e svela la sua nuova personalità. 

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La famiglia
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La ricerca delle immagini materne e paterne non avviene in solitudine. Anche nella vita reale per costruire noi stessi abbiamo bisogno di relazioni. 

I personaggi che accompagnano Star Lord sono appunto i Guardiani della Galassia. Il nome stesso è profondamente simbolico se consideriamo la Galassia come una metafora per descrivere il nostro mondo interiore. 

I personaggi che lo accompagnano sono Rocket Racoon, Drax il distruttore, Mantis, Gamora e la sorella.

Sono personaggi ben caratterizzati che arricchiscono la psiche del film.

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Io sono groot
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Infine il vero protagonista del film… Io sono groot! 😄

Il nome Groot è una crasi che deriva dall’inglese Growth e Root, ovvero crescita e radice. Contiene in sé i due concetti archetipici di solidità (radice, radici parentali, essere radicati in…) e mutamento (crescita, trasformazione, evoluzione…). 

L’albero contiene in sé l’essenza della vita stessa. Mi viene in mente Yggdrasil, il maestoso frassino della tradizione scandinava che percorre mondi e realtà.

Groot è simbolo di vita, morte, trasformazione e rinascita.

Mi ha colpito molto il fatto che pronuncia solo tre parole: Io sono Groot.

Il tre nelle tradizioni simboliche, matematiche e mitiche è il numero della perfezione. E queste tre parole contengono una perfezione di comunicazione spiazzante. Con questa semplice frase, l’alberello della Marvel, riesce a comunicare qualsiasi stato emotivo o concetto.

A volte l’analisi stessa è fatta di ripetizioni. Le giornate sono fatte di routine, le relazioni sono ripetitive, le azioni che compiamo sono sempre le stesse. Tuttavia quanto sono diverse ogni volta? 

Ogni volta che ripetiamo un’azione è una nuova volta che compiamo quell’azione.

Groot sicuramente è la parte più sensibile della psiche rappresentata dal film. Il personaggio che ci emoziona perché portatore di emozioni vive, spogliate dalle sovrastrutture culturali chiamate parole.

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Conclusioni
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Concludendo, i Guardiani della Galassia vol. 2 è stato un bel film che mi ha permesso di riflettere sul tema della ricerca interiore e sulle modalità con le quali percorrere la propria vita.

La ricerca del protagonista oscilla costantemente nel gioco tra la famiglia d’origine, e la famiglia acquisita, andando oltre la dicotomia tra questi due concetti.

La famiglia infatti è casa e possiamo trovarla in noi stessi, in un’altra persona e in ogni luogo del mondo anzi… in ogni angolo della galassia.

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Cosa ne pensi del film? Scrivilo nei commenti qui sotto! 

P.S. Se ti interessa l’argomento puoi leggere anche l’articolo che ho scritto su Logan, l’altro fumetto Marvel uscito ques’anno, CLICCANDO QUI – LOGAN. COME CAPIRE IL SENSO DELLA MORTE ATTRAVERSO UN FILM DELLA MARVEL.

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Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L’Anima Fa Arte e Presidente dell’associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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