Amo andare al cinema e amo vedere i film.
Amo lasciarmi accarezzare dalle storie, proprio quelle Storie che curano di James Hillman. Le Storie che curano sono racconti che penetrano dentro la psiche lasciando un segno, una modificazione e un’emozione che trasforma. Ogni film che vediamo può lasciare una traccia dentro di noi.

Tuttavia, nonostante tutta questa saggezza, ci sono film che compaiono sulla mia lista nera, e che eviterei piacevolmente. Questa settimana, ad esempio, sono stato letteralmente “trascinato” al cinema da mia moglie per vedere La La Land. In altre occasioni, probabilmente, non sarei mai andato a vederlo. A volte però dobbiamo fare cose che non faremmo mai. Così d
a buon cinefilo ho messo da parte la mia personale lista nera e ho dato un’opportunità al film.

La la land (vincitore di 6 Oscar 2017) è un film diretto da Damien Chazelle (il regista di Whiplash) e racconta una particolare storia d’amore; anzi direi piuttosto che racconta una storia d’Amore con la A maiuscola: Amore inteso come forza archetipica che muove le cose e il mondo. L’Amore raccontato è anche Desiderio: desiderio di raggiungere l’Altro. In questo caso l’Altro da raggiungere è inteso come la realizzazione del proprio sogno.

I due protagonisti sono un musicista jazz (Sebastian) ed un’attrice (Mia) che aspirano a realizzare la loro carriera artistica. Nonostante i ripetuti fallimenti non si arrendono e continuano a sperare. Per questo La la land è un film dedicato ai folli e ai sognatori.
Sebastian e Mia si incontrano più volte fortuitamente e, come ci si aspetta all’inizio del film, tra di loro scoppia l’Amore: una forza passionale e dirompente che li travolge e li porta al di là della realtà. Fin da subito però la coppia si accorge che il loro Amore è qualcosa di diverso:

Mia: Non è strano che continuiamo a incontrarci?
Sebastian: Forse vuol dire qualcosa.
Mia: Non penso.
Sebastian: Sì, in effetti.

Mia e Sebastian sanno che ciò che li unisce non è amore finalizzato alla loro relazione, bensì Amore che tende alla realizzazione dei loro sogni. Ognuno di loro aiuterà l’altro ad afferrare i propri desideri.

Quando desideriamo etimologicamente tendiamo alle stelle così lontane, tuttavia così vicine. Quando de-sideriamo, non abbiamo alcuna stella fra le mani, ma la aneliamo. L’Amore è energia che può permetterci di raggiungere il cielo stellato per toccare ed afferrare le stelle.

Empedocle di Agrigento parlava di Odio ed Amore intendendoli come forze primordiali che muovono il mondo. In particolare l’Amore è ciò che distrugge parti separate per crearne una nuova: un’unione che distrugge le singolarità. La la land è l’esempio di questa forza primordiale che distrugge i frammenti impazziti di due anime e li ricompone nel loro sogno.

Il film è direttamente collegato al tema del desiderio, delle stelle, e della realizzazione. A tal proposito mi piace riportare alcune parti della traduzione del testo della bellissima canzone che mi ha accompagnato in alcuni viaggi in macchina: City of stars

Città di stelle
Brilli soltanto per me?
(…)
Sì, tutto quello che cerchiamo è l’amore da parte di qualcuno
(…)
Uno sguardo negli occhi di qualcuno
Per illuminare i cieli
Per aprire il mondo e farlo girare
Una voce che dice, Io ci sarò
E tu starai bene
Non mi importa se so
Soltanto dove andrò
Perché tutto di quello di cui ho bisogno è soltanto questo pazzo sentimento




Qui la colonna sonora del film

Cerchiamo l’Amore di qualcuno per far sì che ci accompagni nella realizzazione di noi stessi. Tutto ciò di cui Sebastian e Mia hanno bisogno è soltanto questo pazzo sentimento, per aprire il mondo e farlo girare, raggiungendo i propri sogni e desideri. Di fatti, nel film, questa canzone appare proprio nei momenti in cui Sebastian e Mia condividono Amore attraverso la loro immaginazione condivisa. L’Amore si impadronisce dei due protagonisti e li conduce lungo la strada dell’individuazione. Non mi soffermo sul finale del film per non togliervi il gusto di scoprilo… 

Il nostro è un mondo parco di sogni, povero di fantasia, dove i sogni rimangono sogni e le fantasie ci strappano dalla realtà. Crediamo che non ci sia spazio per i nostri desideri e spesso ce ne priviamo: “tanto non accadrà mai”, “tanto non posso riuscirci”, “ma è solo un sogno”. Queste, ed altre frasi simili, spopolano sulle bocche di molte persone.

Per realizzare un sogno basta farlo accadere (Wittgenstein, Spinoza) e per farlo accadere non bisogna parlare, bensì bisogna agire. Non fatemi sentire frasi come: “ho tentato tutte le strade possibili” o “non potevo fare di più di quanto ho fatto”. Nel primo caso, se non avete trovato la strada giusta, si vede che non avete guardato nella giusta direzione. Nel secondo invece, vuol dire che non avevate energie per realizzare il sogno, quindi non cercate cause al di fuori di voi.

Abbiamo il dovere di vivere i nostri sogni. Abbiamo il dovere di farlo per rispettare noi stessi, per rispettare i sogni, per onorare le persone scomparse che non hanno potuto realizzarli, e soprattutto per educare i nostri figli a credere sempre nei propri desideri.




Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L'Anima Fa Arte e Presidente dell'associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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