L’Amazzonia brucia dentro di noi

 

Se c’è un’Anima Mundi, se c’è un’Anima del Mondo – e noi facciamo parte dell’Anima del Mondo – allora ciò che accade nell’Anima esterna accade anche a me, e io avverto l’estinzione delle piante, degli animali, delle culture, dei linguaggi, dei costumi, dei mestieri, delle storie. Stanno tutti scomparendo. Per forza la mia Anima prova un sentimento di perdita, di solitudine, di isolamento, di lutto, di nostalgia e di tristezza: è il riflesso in me di una condizione di fatto. E se non mi sento allora, sì che sono pazzo! Questa è la vera malattia! Sarei completamente escluso dalla realtà di quello che sta succedendo nel Mondo, la distruzione ecologica. (J.Hillman, Politica della bellezza)

Leggendo le parole di James Hillman, possiamo concludere che dentro di noi sta bruciando la nostra personale Foresta Amazzonica. Cosa prova Psiche di fronte al disastro ambientale che sta accadendo nel mondo?  

C’è un’unica questione centrale in tutta la psicologia: Dove sta l’”io”? (J.Hillman, Politica della bellezza, p.45).

Il nostro “Io” ha i confini dell’universo. Il mare, il cielo, le stelle, la sabbia, il vento… sono “Io”. Pertanto l’Amazzonia è una parte della nostra Psiche e sta bruciando da anni. Non possiamo più ignorare questo segnale di fumo, questo bruciore profondo che sentiamo quotidianamente nello stomaco e che ci sta divorando e soffocando dall’interno.

L’Amazzonia brucia

Ecco un po’ di dati per far chiarezza su ciò che sta accadendo in Brasile, prima di procedere nella lettura immaginale di questo evento.  

1. Tutti gli anni brucia una parte della Foresta Pluviale, ma quest’anno ne sta bruciando il 35% in più rispetto alla media dell’ultimo decennio. Ovviamente ai brasiliani non fa piacere che nel mondo si parli dell’Amazzonia come una risorsa mondiale. La foresta è considerata, dalla popolazione autoctona,  un loro patrimonio e vogliono gestirla come meglio credono.

2. La maggior parte di incendi dell’Amazzonia sono causati dell’essere umano e non sono provocati da cambiamenti climatici, tuttavia possono essere essi stessi causa di cambiamenti climatici.

3. Le zone bruciate fino ad ora sono per “fortuna”, in gran parte, zone già danneggiate dall’intervento dell’uomo. Inoltre fino ad ora sta bruciando la stessa quantità di foresta bruciata nel 2016 e in passato la Foresta ha avuto una percentuale di incendi anche più elevata del 2019.

Nonostante tutto, ce ne stiamo accorgendo solo ora.

Sta bruciando la nostra Amazzonia, la nostra Foresta pluviale, il polmone del mondo, il luogo dove risiede il 90% della vegetazione del mondo. Cosa implica per la nostra Psiche?

L’Amazzonia delle Amazzoni

Fu Francisco de Orellana, intorno al 1500, a chiamare il fiume che attraversa la foresta Rio delle Amazzoni, perché durante la sua spedizione incontrò una tribù di donne guerriere che assomigliavano alle mitologiche Amazzoni, le donne senza seno che combattevano le proprie guerre.  

Alle donne Sarmati – identificate storicamente con le amazzoni – bruciavano, nella prima infanzia, la loro mammella destra applicando un piccolo disco di rame rovente. Il fine era la guerra.

L’Amazzonia nutre il mondo con il suo ossigeno, così come le Amazzoni dovevano nutrire i figli con il proprio seno. L’ossigeno è il latte mammario che sgorga dal grande seno dell’Amazzonia.

Perché stiamo applicando un disco di rame rovente su una parte della Foresta Pluviale?

La risposta anche in questo caso è la guerra. Però questa volta la guerra della quale parliamo non ha nulla di mitologico, di epico o di tragico. Questa volta la guerra che annienta l’Amazzonia è la guerra economica che sta distruggendo il mondo. Le fiamme che consumano la Foresta sono le fiamme del consumismo sfrenato che non guarda in faccia all’ecologia del pianeta.

La foresta dell’inconscio

La foresta è un luogo archetipico, un luogo magico e onirico.

Con le sue forze esotiche, la foresta si trova “al di fuori” delle aree abitate della coscienza, quali un villaggio, una città, una casa o un castello. (Il libro dei simboli, p.118)

 

La foresta è il simbolo dell’inconscio, di ciò che non è la giungla cosciente della città. La foresta è impenetrabile, impervia, oscura, ricca, viva e misteriosa.

Etimologicamente inoltre la foresta è un luogo fuori dall’abitato, uno luogo solitario, un luogo posto fuori dalla legge comune.

Brucia l’Amazzonia, brucia letteralmente un pezzo del nostro inconscio. Stiamo perdendo pezzi di interiorità, il fuoco dell’anima sta distruggendo i nostri luoghi nascosti, la ricchezza della Psiche si sta impoverendo. Così quando sentiamo quel bruciore proprio dentro di noi, all’altezza del petto dove risiedono i polmoni del mondo, sappiamo che stiamo ignorando dei messaggi dall’inconscio.

Il fuoco della Psiche

Il fuoco accende la natura col calore del Sole, la luce delle stelle e il bagliore dei fulmini; ribolle nelle regioni sotterranee, esplode in roghi che si propagano sul terreno e si innalzano nell’aria. Ogni essere vivente viene fecondato, temprato, fatto maturare o distrutto da qualche forma di fuoco. (Il libro dei Simboli, p.82)

Il fuoco è stato da sempre un temibile alleato dell’uomo, alchemicamente il liberatore e al tempo stesso il distruttore. Le fiamme sono in sintesi uno degli elementi divini di trasformazione del mondo e della Psiche.

Il fuoco è anche un modo per comunicare, un segnale di fumo per raggiungere chi non riesce a vederci. Dunque l’Amazzonia sta lanciando il suo segnale di fumo agli occhi del mondo e forse proprio quest’anno è riuscita a farsi vedere e a richiamare l’attenzione.

Il mondo non chiede che si creda in esso; chiede che ci si accorga di esso, che lo si apprezzi e che si abbia per esso attenzione e cura. (J.Hillman, Politica della bellezza)

Conclusioni

Noi non possiamo essere studiati o curati indipendentemente dal pianeta. (J.Hillman, Politica della bellezza, p.52)

 

L’Amazzonia va in fiamme. Questo è sicuramente un segnale di fumo, una richiesta d’attenzione e aiuto. Il nostro inconscio brucia e urla: “hey, sono qui, prenditi cura di me!”. Anche il mondo sta bruciando e urlando “prenditi cura di me!”. In una società sempre più orientata alla vita immersa nella coscienza delle città, le foreste, abbandonate, urlano di dolore.

Quando sentiamo un bruciore dentro la pancia o nel petto, sta bruciando la nostra Amazzonia interiore, le fiamme del consumismo ci consumano e il luogo delle amazzoni diventa arido.

Ogni sintomo vuole comunicarci qualcosa. Il bruciore esistenziale che proviamo dentro di noi vuole attirare l’attenzione verso di sé, affinché ci si prenda cura della propria Anima ferita, delle proprie foreste, dei luoghi nascosti, impenetrabili, vivi e pieni di ricchezza.

Brucia l’Amazzonia! Ascoltiamo il sintomo e prendiamoci cura del mondo e delle sue ferite.

P.S. CLICCA QUI per leggere l’articolo “Perché l’anima va a fuoco?”

P.P.S. Ringrazio Simone D’alonzo per la chiacchierata che ha ispirato questo articolo.

Info sull'autore

Michele Mezzanotte

Psicoterapeuta, Direttore Scientifico de L'Anima Fa Arte. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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