Eros umiliato

Nel corso del tempo abbiamo distorto il concetto di Amore Platonico, eppure, credo che tutte le relazioni d’amore debbano essere platoniche. Nessuna esclusa.

La nostra cultura, purtroppo, è anestetizzata nei confronti dell’amore e la distorsione del concetto di amore platonico ne è un sintomo. Le relazioni sono diventate eventi di pura banalità, senza un sussulto di meraviglia: orientate all’egoismo, alla fisicità e al piacere.

Il nostro assunto collettivo si presenta in questo modo: se non c’è piacere cambio strada.

Nelle relazioni non c’è più la faticosa ricerca della bellezza dell’anima. Parafrasando Hillman, i rapporti falliscono non perché abbiamo smesso di amare ma perché, prima ancora, abbiamo smesso immaginarla, di cercare la bellezza all’interno della relazione. 

Abbiamo umiliato Eros così come, sincronisticamente, è stato umiliato il concetto di Amor Platonicus. Ed è incredibile osservare quanto il tempo, la cultura e il passa parola a volte deformino i concetti a propria immagine e somiglianza.

Nell’uso corrente del termine, infatti, usiamo Amore Platonico per descrivere un amore immaginato, quasi di seconda classe, una relazione immaginaria, non andata a buon fine, scevra da coinvolgimenti sensuali, o alle volte non corrisposta.

Tuttavia, ontologicamente, l’amore platonico ha un altro significato, ed è per questo che affermo che tutti gli amori dovrebbero tendere all’amore platonico.

Scopriamo insieme il perché.

L’amore Platonico secondo Platone

Chi meglio di Platone può dirci cos’è l’Amor Platonicus?

L’amore Platonico, in verità, è un amore molto concreto. Nel Simposio, Platone, ci offre una stupenda descrizione dell’amore inteso come Eros, ovvero come forza generatrice di relazioni.

Durante il “meeting d’altri tempi” tra Pausania, Socrate, Diotima ed altri, l’amore venne descritto come un processo graduale di scoperta della bellezza che procede per gradi: partendo dal semplice gioco di sguardi, passando attraverso la sensualità corporea, fino ad approdare all’amore per le idee.

Inoltre Socrate descrive Eros come un demone nato dalle personificazioni divine di Povertà e Mancanza, un demone che tende alla bellezza. Secondo Platone, infatti, è proprio la Mancanza che ci spinge a ricercare amore e bellezza.

Questa dinamica di ricerca avviene in primis attraverso il canale fisico, in secondo luogo, una volta scoperto che questa strada è insoddisfacente e non nutre il demone dell’anima alla ricerca di bellezza, bisogna spingersi verso una bellezza superiore, quella mentale e delle idee.

Ed è proprio in questa circostanza che nasce il concetto di Amor Platonicus, ovvero di un amore che tende alla bellezza delle idee.

Già possiamo notare una notevole distanza e frattura dal nostro modo di considerare l’amore platonico e l’ontologia del concetto.

Marsilio Ficino: l’amore platonico

Il termine, così come lo conosciamo oggi, si è diffuso grazie al filosofo italiano Marsilio Ficino che, “commentando” le opere di Platone, chiamò la sua nozione di Eros: Amor Platonicus (a volte usato come sinonimo di Amor Socraticus).

Secondo il filosofo italiano l’amore deve tendere alla bellezza attraverso la condivisione delle idee, dell’intelligenza e dell’anima. 

Purtroppo oggi ci ritroviamo a vivere le relazioni senza saperle distaccare dalla base dell’iconica piramide di Maslow, ovvero viviamo le relazioni in termini prettamente fisiologici: sesso e riproduzione.

Ecco perché nell’introduzione ho affermato che tutte le relazioni dovrebbero essere una ricerca dell’Amor Platonicus, ovvero alla ricerca di un’elevazione del concetto di bellezza.

L’Amor Platonicus

Le relazioni contemporanee non sono votate alla ricerca della bellezza dell’anima, ma solo del piacere narcisistico fine a sé stesso. Afrodite, la bellezza, è stata segregata nei ghetti del “fisicamente bello”.

Non sappiamo, non riusciamo e non siamo educati alla ricerca dell’amore, allora al primo accenno di fatica interiore, siamo portati a scappare da una relazione, senza capire che è proprio nelle difficoltà che si trova la bellezza dell’anima.

Abbiamo talmente maltrattato l’idea di relazione e di amore che abbiamo trasformato anche il senso di Amore Platonico, lo abbiamo umiliato pur di nascondere le nostre ombre.

L’amore Platonico oggi

Oggi l’Amore Platonico è diventato sinonimo di un amore che non si è concretizzato, che non è andato a buon fine, di un amore astratto. In realtà è tutto il contrario. Questa distorsione concettuale nasconde il vero significato di Amore Platonico: l’amore come ricerca della bellezza dell’anima.

Hillman affermava che le passioni dell’anima rendono abitabile il deserto (L’anima del mondo, il pensiero del cuore, p104), tuttavia non dobbiamo aspettarci di trovare il deserto già apparecchiato. Dobbiamo lavorare per trovare la bellezza dell’amore.

Conclusioni

Amare le idee dell’altro. Questo è l’Amor Platonicus.

L’amore platonico è un amore gravoso, impegnativo, stancante, ma è un tipo di amore che trascende l’individuale per approdare nel collettivo. Un amore che tende alla ricerca della bellezza delle idee, ma anche un amore che scende nelle profondità dell’anima.

Ecco perché, infine, tutti gli amori dovrebbero tendere all’amore platonico, un amore che tende alla bellezza, ad amare l’altro attraverso le idee per non ristagnare nella noia e nella banalità.

P.S CLICCA QUI per leggere Il vero amore esiste e va costruito

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Info sull'autore

Michele Mezzanotte

Psicoterapeuta, Direttore Scientifico de L'Anima Fa Arte. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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