Innamoramento o Amore?

È facile innamorarsi, diceva Hesse, ma è veramente difficile amare.

C’è una sostanziale differenza tra il turbinio di emozioni dell’innamoramento e il sentimento d’amore. Eppure noto spesso che c’è una gran confusione di termini quando si parla di queste due dinamiche psicologiche ed esistenziali.

Quando è amore? Quando è innamoramento?

Accade che a volte mentre siamo innamorati diciamo: “ti amo!”, ed è proprio in quel momento che accade l’irreparabile. Cerchiamo l’innamoramento quando invece dovremmo costruire l’amore. In una relazione ci sono momenti per essere innamorati e momenti per amare.

Pertanto voglio riflettere insieme a voi a questa domanda: che differenza c’è tra amore e innamoramento?

Scopriamolo insieme.

Piccola precisazione

Prima di proseguire voglio fare una piccola precisazione.

Parlare di amore è sempre complesso perché si corre il rischio di cadere all’interno un discorso superficiale e banale.

L’amore è un terreno scivoloso e per questo parto sempre dal presupposto che ognuno di noi ha una sua definizione personale di amore e sono poche le “linee guida” universali che possano riguardare tutti.

Pertanto in questo articolo non proverò a definire che cos’è l’amore in sé per sé, proprio perché ognuno di noi ha una sua personale risposta. Mi focalizzerò piuttosto sulla dinamica che sottende l’amore che, al contrario della definizione, è universale e condivisa.

Per queste poche premesse ritengo che la forza dell’amore sia proprio quella di essere multiplo, di essere una dinamica che aderisce perfettamente ad ognuno di noi in modo unico e personale.

Emozione o sentimento?

L’innamoramento è un complesso di emozioni, mentre l’amore è un complesso di sentimenti.

Che differenza c’è?

Innanzitutto uso la parola “complesso” nel senso junghiano del termine, ovvero di un insieme stratificato e profondo di elementi.

L’emozione è veloce, repentina, intensa e dura poco nel tempo, mentre il sentimento è prolungato e diffuso nel tempo.

Per questo, nella maggior parte dei casi, ci riconosciamo innamorati all’inizio di una relazione, quando sono presenti forti emozioni, mentre a relazione avviata ci troviamo a dire: “non so se sono innamorato”.

Certo che no! La domanda giusta da porsi è “sto costruendo l’amore?”.

L’innamoramento

Voglio innamorarmi in modo che la sola vista di un uomo, anche a un isolato di distanza, mi faccia tremare, penetrandomi tutta, mi indebolisca, mi faccia sussultare addolcendomi e sciogliendomi qualcosa tra le gambe. È così che voglio innamorarmi, così totalmente che il solo pensiero di lui mi porti all’orgasmo (Anaïs Nin)

L’innamoramento è un incontro nel quale l’altro irrompe prepotentemente dentro la nostra Psiche e viceversa. Con l’innamoramento si rompono le difese, si irrompe nell’interiorità e si ha accesso alle parti più fragili e profonde dell’anima.

L’innamoramento è un vero e proprio complesso di emozioni, fulmineo e prepotente. Diventa un’esperienza piacevole se gli permettiamo di abbattere “il nucleo narcisistico dell’Io” (A.Carotenuto), di far breccia nell’anima e di cambiarci.

È meravigliosa la metafora anglosassone dell’innamoramento che ci dona il senso immaginale di questa dinamica: falling in love, precipitare nell’amore.

L’innamoramento è un precipitare senza controllo che ci può condurre verso la dimensione più complessa dell’amore, è un turbinio di emozioni che irrompe nei nostri nuclei più profondi, stratificati e duri della Psiche.

L’innamoramento è un’opportunità di cambiamento.

L’amore

L’amore, al contrario dell’innamoramento, va costruito ed è una scelta. È faticoso ed è un “luogo logorante di lotta ed individuazione” (A.G.-Craig). D’altronde come affermava anche Dante Alighieri nella Divina Commedia, l’amore è un sentimento che porta a migliorare se stessi.

L’amore è un processo lento. Dire “ti amo” non significa “sono innamorato”, ma “ti sto amando”, ovvero sto costruendo con te qualcosa da condividere. Ogni amore vero e profondo è un sacrificio. Si sacrificano le proprie possibilità o meglio, l’illusione di avere delle possibilità (C.G.Jung, Opere 10-1, p.91).

L’amore è un’arte, come diceva Erich Fromm, e ha bisogno di cura e tempo: il primo passo è convincersi che l’amore è un’arte così come la vita. Se vogliamo sapere come amare, dobbiamo procedere come se volessimo imparare qualsiasi altra arte, come la musica, la pittura oppure la medicina o l’ingegneria.

Poniamoci ora due domande:

Come riconoscere se è innamoramento?

Se è un’emozione potente, se è sconvolgente e coinvolgente, se il mondo intorno a voi assume confini sbiaditi, se ci pone nello stato d’animo di rischiare tutto, se ci offre l’opportunità di cambiare, allora è innamoramento.

Come riconoscere se è amore?

Se è faticoso, se è una scelta quotidiana e se è sacrificio, se ci insegna chi siamo, se ci migliora pur facendoci soffrire, allora stiamo parlando di amore.

Conclusioni: amare o innamorarsi?

Disgraziatamente è diventato quasi un ideale collettivo essere il meno consci possibile delle questioni delicate dell’amore (C.G.Jung, Opere 17, p.122)

Concordo con Jung, ed è proprio per questo motivo che viviamo in un tempo storico che promuove inconsciamente l’innamoramento a discapito dell’amore. Tutti cercano l’amore nell’innamoramento, trovando solo delusione e fallimento.

Oggi tutto deve essere piacevole, veloce e rispettoso del proprio nucleo narcisistico. Pertanto anche le relazioni devono essere smart, all’insegna del piacere ed evitanti rispetto al sacrificio e al dolore.

Da una parte è facile innamorarsi se sappiamo fidarci e lasciarci andare, ed è difficile farlo se non siamo disposti a cedere il controllo della nostra struttura psichica.

Dall’altro lato è facile amare se sappiamo costruire, ma è difficile amare se non sappiamo  sacrificarci e soffrire, mettendo in discussione il nostro prezioso Io.

Parafrasando Emily Dickinson, una cosa è certa: che l’amore o l’innamoramento siano tutto ciò che esiste è tutto quello che sappiamo su di essi.

P.S. CLICCA QUI per leggere Il vero amore esiste e va costruito

Info sull'autore

Michele Mezzanotte

Psicoterapeuta, Direttore Scientifico de L'Anima Fa Arte. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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