Abbiamo perso Ezio Bosso

È morto Ezio Bosso, l’abbiamo perso, e con lui abbiamo perso un pezzo di musica.

La vita di Ezio Bosso ci ha donato un grande insegnamento psicologico: “impara a perdere”, solo in questo modo riuscirai a seguire i tuoi sogni.

Mi tornano in mente le sue parole quando al Festival di Sanremo presentò la sua stupenda Following a bird.

Seguendo il volo di un uccellino, infatti, mi sono perso e mi sono messo a ragionare sull’importanza di perdersi per imparare a seguire. Noi diciamo che perdere è brutto, invece no: perché a volte perdere i pregiudizi, le paure, il dolore ci avvicina (Ezio Bosso).

Aveva ragione. Anche la morte, una perdita, ci ha avvicina alla persona scomparsa. Pertanto avviciniamoci all’insegnamento psicologico che ci ha donato la vita di Ezio Bosso.

Following a bird

Si dice che uno dei simboli della Psiche sia proprio un uccellino, libero ed elegante quando vola, goffo quando cammina a terra.

Con questa esortazione, Following a bird, Bosso ci sta suggerendo si seguire il nostro uccellino, la nostra Psiche, di immaginare senza rimanere nel concretismo della realtà.

È l’immaginazione che ci permette di ascoltare Psiche.

Tuttavia per immaginare, per volare, abbiamo bisogno di perdere, di lasciar andare le catene e i pesi che ci tengono goffamente inchiodati al concretismo della vita.

Impariamo a sognare.

Non sappiamo perdere. Non sappiamo lasciar andare. Abbiamo difficoltà nel farlo perché viviamo in un contesto sociale dove l’eroismo e la proprietà privata sono inflazionati.

Ai giorni nostri perdere equivale ad una sconfitta. In realtà solo coloro che sono disposti a perdere e a lasciar andare, dal punto di vista psicologico, possono volare insieme ai loro sogni.

2011

Nel 2011 Ezio aveva subito un intervento al cervello per una neoplasia. Era affetto da una malattia neurodegenerativa non ben identificata.

Spesso le malattie ci inchiodano nel concretismo della vita, ma lui ancora una volta, da grande maestro – non solo di musica – ci ha suggerito come dobbiamo vivere una nostra sofferenza:

La mia malattia è un incidente, un terremoto. Mi piace chiamarla così. È una storia, la mia. Noi siamo composti da storie, e non ci sono storie belle o brutte. Quello che bisogna evitare sono le storie noiose (E.Bosso)

Conclusioni

Mi piace immaginare Ezio Bosso come un grande conoscitore della psicologia archeitpica: siamo storie, e le storie curano, direbbe James Hillman.

La nostra vita è una storia che va raccontata seguendo il proprio uccellino: la Psiche si libera nel volo.

Tuttavia per farlo dobbiamo perderci e perdere ciò che ci fa soffrire, ciò che ci trattiene nel fango e ci impedisce di realizzare in nostri sogni.

La vita di Ezio Bosso ci ha insegnato proprio questo: il valore della perdita per conquistare i nostri sogni.

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