Conte e gli archetipi

Questa prova durissima che stiamo affrontando ci renderà migliori. Perché tutti quanti stiamo riflettendo su ciò che abbiamo fatto, sulla nostra vita, sul nostro stile di vita, sulla nostra scala di valori. Questa è l’occasione per fermarsi e fare delle riflessioni che di solito non riusciamo a fare perché siamo presi da un tran tran frenetico (G.Conte, Diretta Fb, 24/03/2020)

Sono le parole di Giuseppe Conte che mi hanno condotto ad una riflessione psicologica riguardo il ruolo del Presidente del Consiglio. Un ruolo estremamente delicato, di grande responsabilità e che condensa in sé una grande potenza psicologica, quasi archetipica.

Ogni stato è una Madre-Patria, ovvero possiede in sé le caratteristiche materne e paterne, ma in alcuni momenti di crisi le madri e i padri hanno bisogno di un ruolo di supporto: un Asclepio.

Conte, dal punto di vista psicologico, sta assumendo proprio questa mitologia dell’anima. Ma non solo.

Per tale motivo farò un lettura immaginale sul ruolo di Conte suddivisa in tre parti: Conte come Asclepio, Conte come grande oratore e Conte come sex symbol, seguendo scherzosamente l’immaginario del senso comune presente sui social in questi giorni di quarantena.

Conte Asclepio

Asclepio, figlio di Apollo, formatosi con Chirone – il centauro guaritore – era il dio della medicina, benevolo con gli infermi. I suoi figli inoltre erano Igea (la salute), e Panacea (l’opposto della Pandemia).

In questo caso Conte, pur non essendo medico, ha assunto il ruolo di guaritore dell’Italia, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche dal punto di vista finanziario. Infatti ogni decreto emanato ha il fine di preservare sia la salute dei cittadini, sia l’aspetto economico di tutti i lavoratori e delle famiglie in difficoltà.

Il segreto di Asclepio fu il patto che fece con Atena. Asclepio accettò la proposta di Atena di farsi iniettare nelle vene il sangue di Medusa. Così, il dio greco, nel fianco sinistro era portatore di un sangue velenoso e mortale, nel fianco destro, salvifico e guaritore.

Conte ci sta “iniettando” entrambi i tipi di sangue, velenoso e salvifico perché si sa, la guarigione passa sempre attraverso il veleno e la morte. Da un lato i decreti che propone sono salvifici, dall’altro ci stanno avvelenando, nonostante le sue raccomandazioni paterne.

[Per quanto riguarda gli aspetti velenosi e mortiferi della quarantena già ne ho parlato altrove e puoi CLICCARE QUI per leggerli.]

Tuttavia Zeus, incarnazione simbolica del potere, si ingelosì e si infuriò del grande potere di Asclepio e lo fulminò. Pensiamo ai vari Berlusconi, Salvini, Renzi, Meloni, etc… ormai figli di un dio minore e che incarnano il mito di Zeus geloso e infuriato. Sono sicuro che stanno “rosicando” e non aspettano altro che l’opportunità di “uccidere” Conte con dei fulmini ben assestati.

Tuttavia, seguendo il mito, questo non ridurrà il potere di Conte ma risorgerà come Asclepio sotto forma della costellazione di Ofiuco. In parole povere Conte è di diritto entrato nei libri di storia.

Conte Cicerone

Un secondo aspetto psicologico da considerare è la capacità oratoria di Conte, che ci sta ammaliando tutti, come un vero e proprio Cicerone.

State ascoltando i discorsi degli altri leader europei e mondiali? Penso ad esempio all’infausto discorso di Boris Johnson che sicuramente non passerà alla storia.

Conte sta facendo da faro per tutte le altre nazioni nel mondo. I suoi discorsi rimarranno “dalla parte giusta dei manuali”.

Ogni sua comunicazione condensa in sé i contenuti e il modus operandi degni dell’archetipo di Cicerone:

1. Prima di parlare guarda dritto negli occhi dei suoi interlocutori ed esercita quello che Shakespeare chiamava il potere della pausa;

2. L’inizio di ogni discorso ha una grande forza d’impatto: “Fin dall’inizio ho scelto la linea della trasparenza, la linea della condivisione, ho scelto di non minimizzare, di non nascondere la realtà che ogni giorno è sotto i vostri occhi.”; “Il governo è vicino, alle tante imprese, alle famiglie, ai nonni, alle mamme, ai papa, anche ai giovani, che stanno compiendo dei sacrifici per un bene più alto, quello della salute”.

3. Conte nei suoi discorsi è incisivo, breve ed emozionale, cita gli esperti e non parla noiosamente di numeri. Segue così tutte le regole di un buon oratore.

4. I gesti che compie con le mani sono raramente casuali e rinforzano il messaggio che comunica. Spesso mimano una sorta di “state tranquilli, aspettate, ci sto pensando io a voi”, accompagnando il tono rassicurante delle sue parole e della sua voce.

5. Le chiusure delle dirette sono sempre il picco emotivo del discorso: “Se dovesse cedere anche un solo anello, questa barriera di protezione verrebbe meno esponendoci a pericoli più grandi per tutti. Quelle rinunce che ci sembrano un passo indietro, domani ci permetteranno di prendere la rincorsa e di tornare nelle nostre fabbriche, nelle nostre piazze, fra le braccia di parenti, di amici. Stiamo rinunciando alle abitudini più care, lo facciamo perché amiamo l’Italia, ma non rinunciamo al coraggio e alla speranza per il futuro. Uniti ce la faremo.”

Conte quindi incarna anche l’archetipo del Cicerone, ovvero di colui che con le sue oratorie conduce il popolo ad un bene collettivo.

Conte Sex Symbol

Infine non posso ignorare, con simpatia, il suo essere percepito sui social come il Sex Symbol del momento. In questo caso l’archetipo che lo possiede è Eros.

Lo dico con il sorriso sulle labbra, tuttavia l’archetipo di Eros è proprio il tassello che chiude il discorso, l’elemento che ci permette di capire il buon operato di Conte.

L’archetipo di Eros, secondo Adolf Guggenbühl-Craig, rende creativo e umano ogni altro archetipo. Il guerriero senza Eros è una brutale macchina assassina, il trickster senza Eros è un volgare imbroglione, una madre senza Eros vuole solo accrescere attraverso il figlio il proprio sé.

L’oratore senza Eros diventa un imbroglione, un venditore di fumo, colui che fa i propri interessi ai danni degli altri.

L’Eros è necessario ad ogni archetipo per renderlo costruttivo e propositivo. Pertanto questo “simpatico sintomo” di Conte annoverato tra i sex symbol contemporanei, mi conduce a pensare che nel suo operato è attivo anche l’archetipo di Eros (Berlusconi e Renzi ad esempio non furono mai dei sex symbol in modo così potente).

L’archetipo di Cicerone accostato a quello di Eros ha prodotto un oratore attento ai suoi interlocutori che tende ad un bene collettivo più alto. L’archetipo di Asclepio accostato ad Eros ha prodotto un guaritore efficace: spietato ma necessario.

Conclusioni

In conclusione sono tre i potenti archetipi che stanno attraversando Giuseppe Conte in questo momento: l’archetipo del guaritore-Asclepio, l’archetipo dell’oratore-Cicerone e l’archetipo di Eros-sex symbol, forse il più importante.

Insieme stanno costruendo un pezzo di storia.

Tutti noi stiamo vivendo un pezzo di storia nazionale e internazionale, che i nostri nipoti studieranno sui libri.

Stiamo costruendo un nuovo mitologema psichico che risuonerà lontano nei tempi futuri, perché, come dice Hillman, entrando nella Polis troviamo noi stessi. Il modo di migliorarci è quello di migliorare la nostra civiltà.

Il senso dei discorsi di Conte è il fare comunità pertanto, oggi più che mai, vale l’affermazione “Convivo ergo Sum“, ovvero è grazie alle mie azioni sociali che determino chi io sono, perché è proprio nell’anima del mondo che l’anima umana ha avuto sempre la sua dimora (J.Hillman, Politica della bellezza, p.52).

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