Lo so, alcuni di voi penseranno che questo articolo non li riguardi perché odiano il loro passato. Potremmo quasi dire che esistono due tipologie di persone: una che ama il suo passato e un’altra che lo odia. Ma le cose ovviamente non sono così nette. Quando odi il tuo passato, in realtà odi alcuni episodi del tuo passato.
Devi però ammettere che tutti proviamo quel particolare sentimento chiamato nostalgia. Come vedrai nell’articolo sia se odi, sia se ami il tuo passato, la relazione con i tuoi ricordi è la stessa, ovvero nostalgica. Perciò alla fine dell’articolo ti darò alcuni consigli per vivere il tuo presente liberandoti del passato.

Alcune volte il passato è una cosa che non si riesce proprio a dimenticare e altre volte il passato è una cosa che faresti di tutto per dimenticare. (Meredith Grey)

Questa citazione l’ho presa dal telefilm Grey’s Anathomy. Ovviamente non ho mai visto attivamente questo telefilm, ma mi è stata suggerita da Valentina, mia moglie. 
La nostalgia è etimologicamente il dolore legato al passato. Così se ami il passato, provi nostalgia/dolore per l’impossibilità di vivere ancora in quei tempi; se odi il tuo passato, provi dolore nel pensarlo. La nostalgia ci porta indietro nel tempo. Ci riporta nei nostri luoghi d’infanzia, ai nostri ricordi, ai giochi e ai sentimenti legati alle relazioni che non ci sono più. Semplicemente la nostalgia ci porta ad un tempo in cui non avevamo passato:

I bambini sono senza passato ed è questo tutto il mistero dell’innocenza magica del loro sorriso. (Milan Kundera)

Nel corso della vita i sorrisi vengono meno e al loro posto subentrano alcuni ricordi, belli o brutti che siano. Così guardandoci indietro desideriamo vivere nuovamente l’età dell’oro. Passiamo le nostre giornate a desiderare il passato tendendo al futuro. Il nostro presente si esprime nel ricordo e nell’affanno. Spesso ci dimentichiamo che la vita è solo presente e si declina nel qui ed ora

“Dottore vorrei tornare come prima”. Questa, probabilmente, è la frase che sento pronunciare di più nel mio studio. Non finisco di far accomodare il paziente sulla poltroncina e di offrirgli una bevanda calda, che subito entra in gioco la nostalgia: “Sono venuto qui perché non sono più quella di una volta”… Amen.

Tempo fa mi contattò via mail una donna di nome Paola. Ormai sono sempre meno le persone che telefonano, soprattutto con il consolidarsi della rete.

“Gentile dottore,
sono alcuni mesi che vorrei fissare un appuntamento. Quando posso venire?”

Il mio primo pensiero fu: come mai Paola ci ha messo così tanto tempo per contattarmi? Misi le domande da parte e fissai un appuntamento. Paola si presentò puntuale; quando entrò mi ritrovai davanti una donna di 35 anni con dei bellissimi capelli neri.

M: Paola, dimmi, cosa ti porta qui?

La donna rispose con voce decisa

P: Voglio andarmene.

Dopo alcuni istanti di silenzio chiesi

M: Vuoi andar via da dove o da chi? 

P: Voglio andare via da me stessa. Voglio andare via da questo tempo.

M: Ah non stiamo parlando di un luogo fisico…

P: No… nessun luogo fisico, voglio andare via da questo tempo. Voglio tornare indietro nel tempo quando ero piccola e spensierata…dottore non sono più quella di una volta e mi pesa tantissimo.

M: Cosa ti pesa in particolare? Quale parte dell’anima, che prima non avevi, ti pesa? 

P: Non lo so…

Un grande sospiro uscì dalla sua bocca.

Quel sospiro è stata una delle migliori risposte che poteva dare. L’anima, ovvero il soffio vitale, era uscito e potevamo finalmente parlare liberamente, potevamo parlare di quel sospiro. Così nelle sedute a venire parlammo a lungo di quel sospiro e del suo significato. Ogni volta che ricordava il suo passato, sospirava. Così facendo si liberava fisicamente di quel peso psichico che la opprimeva.
L’analisi continuò per un po’, finché i sospiri non terminarono e il peso sparì. Paola si rese conto che non poteva tornare indietro, che aveva una vita presente da vivere. 

Una cosa ho imparato, ovvero che questa vita va vissuta (C.G.Jung)

Clicca qui per il libro da cui è tratta la citazione

 

È giusto avere degli obiettivi e dei desideri a cui tendere, ma la vita va vissuta nel presente.

Ecco, come promesso all’inizio dell’articolo, 5 consigli per liberarsi dal passato e vivere il presente: 

1. Innanzitutto parla del tuo passato doloroso con un esperto, ovviamente intendo uno psicoterapeuta. Ti aiuterà a capire molte dinamiche che davi per scontate o che ti erano sfuggite. Infatti spesso bisogna allontanarsi da un’immagine per capirne il senso. Purtroppo guardiamo troppo da vicino la nostra vita per poterla capire da soli.

2. Se ti aggrappi a qualcosa che si allontana con ostinazione finirai per cadere. La stessa cosa vale per il passato, quindi parola d’ordine: lascia andare il passato al passato e non lo portare al presente perché già ha agito su di te e non puoi cambiare nulla.

3.  Liberati dai verbi al passato. Nella maggior parte dei nostri discorsi quotidiani sono assenti i verbi al presente. Invece proliferano declinazioni al passato o al futuro. Ricorda: il modo in cui parliamo è il modo in cui è fatta la nostra psiche. Se parliamo con verbi al passato siamo proiettati psichicamente nel passato.

4. Riparti. Tra gli sportivi si dice che è proprio quando non ce la fai più e sei stanco che devi ripartire. Ed è proprio il momento in cui il passato ti sta trascinando indietro con lui, che devi lasciarlo e ripartire nel presente.

5. Per il quinto consiglio, visto che ne ho finiti, scomodo Osho

Clicca qui per il libro

 

Essere bloccati da qualche parte è una delle sensazioni più orribili.
Quindi, quando ti accorgi di qualcosa, non essere indeciso; agisci secondo la tua intuizione. La vita è semplice e meravigliosa, dobbiamo solo essere chiari su ciò che va abbandonato e ciò che va fatto: cioè quello che senti, non ciò che Gesù, Buddha o qualcun altro hanno detto.
Quello che senti di fare, fallo. Assumiti l’intera responsabilità delle tue azioni. E non c’è nulla di difficile in ciò. Sarai scollegato con il passato e ti trasformerai nell’uomo nuovo.
Tutti hanno la possibilità di diventare l’uomo nuovo o di restare il vecchio. Ci vuole solo una chiara intuizione, e in seguito agire di conseguenza. E necessario avere perlomeno questo coraggio, che non è poi così tanto.

 

P.S. Se questo articolo ti è piaciuto fammelo sapere scrivendolo nei commenti qui sotto…grazie!

Inoltre scarica tutti i numeri della nostra rivista di psicologia gratuita visitando il nostro archivio e CLICCANDO QUI…e ovviamente se non ancora l’hai fatto iscriviti alla nostra newsletter!

 

Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della rivista scientifica L’Anima Fa Arte e Presidente dell’associazione omonima. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

Pin It on Pinterest

Share This

Iscriviti a L'Anima Fa Arte

per ricevere gratuitamente la nostra rivista di psicologia, contenuti nuovi, e notizie inedite 

Benvenuto nella community de L'Anima Fa Arte