Friendzone – Cosa significa?




Sei stato mai friendzonato o hai mai friendzonato? 

Friendzone [o Friend Zone] è un termine relativamente recente che risale ufficialmente al 1994: compare nella serie televisiva Friends, dove Joey definisce Ross “sindaco di Friend zone”, alludendo all’amore impossibile con la sua vecchia amica Rachel [Wikipedia]. Ovviamente il fenomeno non è nato nel 1994 ma è sempre esistito, solo che in questa data ha assunto il nome che conosciamo oggi.

La Friendzone [zona amico] è quel momento di blocco in una relazione, dove uno dei due vuole trasformare l’amicizia in amore, mentre l’altro vuole solo amicizia. Così il malcapitato viene friendzonato, ovvero viene bollato come amico, in parole povere viene rifiutato. La Friendzone è un amore impossibile bloccato nell’amicizia e nel rifiuto.  

Il Rifiuto – L’usignolo e la rosa

Si narra che l’usignolo amasse la rosa da abbracciarla così tanto che le spine gli trafissero il cuore [Oscar Wilde, L’usignolo e la rosa]

C’era una volta un ragazzo che amava un’altra ragazza. Ma l’amore non era reciproco. Così la ragazza gli disse: “Se mi porti una rosa rossa ballerò con te.” Un usignolo decise di aiutare il ragazzo in questa ricerca, ma non riuscì a trovare la rosa del colore sperato. L’unica soluzione era colorare una rosa con il rosso del suo sangue, così l’usignolo decise di sacrificarsi e morire per donare una rosa rossa al ragazzo innamorato. Il ragazzo trovò questa rosa e la portò alla ragazza, che però lo rifiutò ancora una volta. [Riassunto della fiaba di Oscar Wilde, L’usignolo e la rosa]

Essere friendzonati consiste sostanzialmente nell’essere rifiutati.

Rifiutare etimologicamente e letteralmente significa gettare contro. Ogni rifiuto ci restituisce ciò che noi vogliamo dare all’altro, ma ce lo restituisce sotto forma di dolore, come se stessimo regalando un dono prezioso e questo dono ritornasse al mittente: destinatario non pervenuto.

Essere rifiutati significa andare a scalfire quella sicurezza con la quale ci approcciamo agli altri. Il rifiuto può spezzarci, frammentarci in migliaia di piccoli pezzi. La funzione della Friendzone è di creare un luogo nel quale il rifiuto possa essere accettabile.  

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Mitologia del rifiuto

Grazie alla mitologia conosciamo la psicologia di numerosi rifiuti amorosi. Diversi personaggi mitologici sono stati friendzonati: tra i molti il più esemplificativo è Zeus, che ha subito il rifiuto più bruciante.

Euforione era figlio di Achille ed Elena di Troia. Nacque dopo la loro morte nell’Isole dei Beati; era una creatura soprannaturale e possedeva delle ali. Zeus, tanto per cambiare, si innamorò di Euforione, la quale si permise di rifiutarlo. A quel punto, per vendicarsi, sull’isola di Melo Zeus lo fulminò .

Il rifiuto scatena rabbia e vendetta. Quando veniamo rifiutati è come se venissimo colpiti nello stomaco, così ci sentiamo come Zeus, irosi e vendicativi. In qualche modo dobbiamo ripristinare la nostra dignità lesa: fulmineremo l’altro o noi stessi? 

Perché entriamo nella Friendzone? Il fraintendimento

La Friendzone e il rifiuto nascono da un fraintendimento. Gesti, parole ed emozioni possono essere intesi male e l’atto seduttivo può essere inadeguato. Il povero protagonista del racconto di Oscar Wilde aveva scambiato la Friendzone proposta dalla ragazza per una possibilità di seduzione. 

Sedurre significa portare a sé. Quando entriamo nella Friendzone la seduzione non è andata a buon fine. La domanda che dobbiamo porci è – perché non sono riuscito a sedurre l’altro? –

A volte i friendzonati cronici sembrano persone sfortunate in amore. Secondo Aldo Carotenuto, però, gli “sfortunati in amore” non conoscono il linguaggio, la grammatica e la semantica della comunicazione. Queste persone non sanno interpretare i segnali altrui. 

La Friendzone è un malinteso, un misunderstanding. Spesso i problemi relazionali sono dovuti ad un malinteso comunicativo: la Friendzone ne è un tipico esempio. Non è semplice comunicare con gli altri, anche le coppie più rodate hanno notevoli difficoltà. Non abbiamo un’educazione alla comunicazione reciproca. Fin da quando siamo bambini siamo abituati ad ascoltare senza attenzione delle maestre che parlano a senso unico. Purtroppo, tutto ciò, crea persone adulte che non ascoltano con attenzione l’altro, oppure che parlano a senso unico.

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Paura e resistenza 

Può capitare, invece [raramente], che la Friendzone sia un resistenza da parte dell’altro, per dubbio, paura o nevrosi. Rifiutando la seduzione si resiste al potere dell’altro, ci si vuole tenere saldi a sé stessi, non si vuole cambiare e non ci si concede al mondo altro-da-noi.

Chi resiste ad una relazione, non si lascia sedurre. Rifiutare una relazione significa non voler farsi coinvolgere dallo spazio esperienziale dell’altro.

Sempre e continuamente l’uomo è sedotto. Da bambino, attraverso la sorpresa che ogni nuova acquisizione comporta, è la seduzione dei suoni, dei colori, dei profumi, di ogni cosa che accenda la sua fantasia. Da adolescente sono il potere del sogno e il richiamo dell’utopia le forze da cui lasciarsi condurre altrove, nella sensazione appagante e onnipotente che sia possibile conquistare il mondo e realizzare ogni aspirazione. Da adulti, la seduzione assume i mille volti del desiderio: le molteplici figure con le quali l’uomo popola il suo immaginario per padroneggiare la sua solitudine esistenziale, la sua condizione di individuo che forgia forme e simboli e che tesse racconti per darsi un’identità e una collocazione, per radicarsi nel mondo. Così è possibile parlare di seduzione non solo amorosa, ma di una seduzione delle idee, di una seduzione dello spirito, della seduzione del male o delle immagini. Dovunque si profili una promessa di riparazione, di appagamento, o l’illusione di una ricomposizione delle proprie tensioni, o anche dovunque si intraveda una possibilità di sentirsi più pienamente partecipi della vita, attraverso la sfida del perdersi e del ritrovarsi, lì è in atto la seduzione. [Aldo Carotenuto, Riti e miti della seduzione]

Ciò che ci propone il seduttore non è allettante. Non ci sentiamo sicuri, e non sentiamo che in quella relazione ci sia l’appagamento, la riparazione o la ricomposizione che cerchiamo, per questo motivo la rifiutiamo. 

L’amicizia e l’amore

Nella Friendzone sembra che l’amore sia bloccato nell’amicizia. La ricerca dell’unione è incompleta.

Pertanto parlare di Friendzone ci porta ad approfondire la differenza tra amore e amicizia. [CLICCA QUI per leggere il nostro approfondimento su Amore e Amicizia]. Che sentimento strano l’amicizia! L’amicizia è quella dinamica tanto vicina quanto lontana dall’essere umano. Non esiste infatti nella storia dell’uomo una personificazione importante e significativa dell’amicizia. Amicizia è quella parola che etimologicamente significa che sia ama, come se in fondo l’amicizia fosse semplicemente una forma d’amore, un amore che può far sentire per un attimo completi, riparati e appagati.

Friendzonare significa porre dei limiti all’altro, confinarlo in una zona che, bonariamente, chiamiamo d’amicizia. Quando friendzoniamo non facciamo altro che creare una zona d’atterraggio morbido sulla quale l’altro possa cadere, una sorta di materasso emotivo che non faccia male all’altro e non ci faccia sentire spietati nel rifiutare. 

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Come sbloccare una Friendzone? Conclusioni

Eros, l’Amore, scocca frecce casualmente, e se manca il bersaglio non se ne preoccupa, non mira meglio per fare breccia nell’altro. La preoccupazione di Eros non è fare centro, ma semplicemente tirare con l’arco. A volte capita di mancare il bersaglio e la Friendzone è un modo per non soffrire, per indorare la pillola. 

La Friendzone è una zona sicura dove ripararci dalla tempesta emotiva causata da un rifiuto. Spesso è una zona creata dall’altro, come se fosse una premura per non farci male nella caduta libera provocata dal rifiuto. Capita però di essere fraintesa dagli “sfortunati in amore”, che la considerano come una porta aperta alla seduzione dell’altro. 

Il ragazzo de L’usignolo e la rosa, ad esempio, prende alla lettera la proposta della ragazza che lo rifiuta dicendogli: portami una rosa rossa e ballerò con te. In realtà la sua anima interiore gli stava suggerendo: cerca una rosa rossa, cerca l’amore altrove lontano da me e portamelo. Quando me lo porterai sarai innamorato di un’altra persona e potremmo ballare, se lo vorrai ancora. Così il ragazzo rifiuta il rifiuto della ragazza e sacrifica il suo usignolo interiore, ovvero colui che canta nel crepuscolo. Fa morire la sua capacità di cercare la luce nel buio e torna da lei che è costretta a rifiutarlo più esplicitamente. Questo può capitare quando rifiutiamo una Friendzone. 

Eros è un fanciullo capriccioso, irrequieto e crudele. Per questo motivo quando siamo friendzonati è meglio girarsi e guardare altrove perché un paracadute funziona solo una volta. Al secondo volo, il lancio non sarà così premuroso e l’atterraggio non sarà così morbido, l’usignolo morirà e noi proietteremo il nostro errore relazionale sull’amore additandolo come sbagliato. Ma rinunciare all’amore sarebbe l’errore più grande della nostra vita. 

Che balordaggine è l’Amore! – disse lo Studente andandosene. – Non è utile neppure la metà della Logica, perché non esprime nulla, promette sempre cose che non si concretizzano e fa credere in cose che non sono vere. In effetti, non è per niente pratico, e siccome nel tempo in cui viviamo la praticità è tutto, tornerò alla Filosofia e studierò la Metafisica. Così si chiuse dentro nella sua stanza, prese lo dallo scaffale un vecchio libro polveroso, e si mise a leggere.