Le donne del Kamasutra

In materia di sessualità oggi noi siamo, uno per uno, siamo, malati o sani, nient’altro che degli ipocriti. Sarebbe un bene per tutti noi se, come risultato di tale onestà generale, venisse raggiunto un certo grado di tolleranza nelle cose sessuali. (S. Freud, La sessualità nell’etologia delle nevrosi)

Era il 1898 quando il padre della psicoanalisi scriveva i versi riportati. Crediamo di aver superato oggi quell’ipocrisia? Il sesso praticato più liberamente è un sesso più libero? E siamo oggi più tolleranti per le cose sessuali di quanto lo eravamo allora? Proviamo ad approfondire.

Viaggio in India

È noto come Freud usasse sapientemente le parole tanto da vincere il premio Goethe nel 1930 e ricevere 12 candidature al Nobel per la medicina, la fisiologia e la letteratura. Lui non solo ha fondato la psicoanalisi ma ha fatto di questa un vero e proprio genere letterario con la propria trama, la propria retorica, densa di storie affascinanti e al tempo stesso perturbanti. Un medico con l’anima da artista. È così che si definiva.

Forte di della sua arte letteraria, sollevò il velo dell’ipocrisia e in luogo di una finzione – ipocrita era il nome attributo agli attori – pose la sessualità. E ancora oggi, come allora, ci ritroviamo a parlare delle cose sessuali come tabù da sussurrare e bisbigliare.

Gli uomini non parlano di sesso tra loro, o almeno non gli eterosessuali. Le donne sì, e con ricchezza di particolari, mentre i pochi uomini che ne parlano, lo fanno solo con le loro partner. (J. Hillman, Sex talk)

Hillman ci suggerisce che parlare di sesso è femmina e ci indica anche dove prendere le parole:

Ascoltate la lingua meravigliosa della letteratura erotica di altri popoli … la nostra posa puritana non è in grado di abbracciare l’immaginazione sessuale in onore della quale sono costruiti i grandi tempi dell’India. (J. Hillman, Sex talk)

Quindi perché non andare lì per ritrovare le parole sul sesso.

Il Kamasutra

Il kamasutra, uno dei più diffusi libri del mondo, fu scritto a Benares nel 300 a.c. dal venerabile Vatsyayana. Già il nome letterale “aforismi sull’amore” tradisce il suo intento che va ben oltre l’essere un manuale d’istruzioni di posizioni sessuali, quanto la visione della sessualità come alta espressione dell’esperienza umana che si realizza inserita all’interno di un universo più ampio e con devozione religiosa.

L’uomo dovrebbe praticare tre apprendimenti: il Dharma obbedienza ai precetti della Sacra Scrittura indù, l’Artha la via per conquistare le arti e il Kama che «è il godimento attraverso i cinque sensi dell’udito, tatto, vista, gusto e olfatto, guidati dalla mente e dall’anima. Ciò che determina questo piacere è il particolare contatto tra gli organi di senso e il suo oggetto, e la coscienza del piacere che nasce da quel contatto si chiama Kama». Una persona che segue i tre insegnamenti otterrà ciò che egli desidera.

Solo una sezione è dedicata alla descrizione dell’arte amatoria, mentre per il resto del testo si analizza in maniera estremamente dettagliata le relazioni tra i sessi e l’arte della cura della relazione. Si parla del giusto modo di corteggiare, come comportarsi per i sette giorni a venire quello del matrimonio, la maniera di baciare e abbracciare e cosa questi significhino come a sottolineare che una sessualità appagante risiede al di fuori del sesso in sé ma in una sfera che racchiude l’intera vita dell’individuo.

Oltre le classificazioni e le sessantotto combinazioni sessuali, il Kamasutra è colmo della voce delle donne. Sono donne sensuali che hanno un proprio ruolo legittimo nella coppia, sono donne che scelgono il proprio partner, che partecipano al proprio piacere sessuale e ne godono. Il venerabile si rivolge agli uomini, anche se non si oppone che venga letto anche dalle donne, per spiegare ai primi come la sessualità stia nella reciprocità dei ruoli e nella reciprocità della scelta. Vatsyayana ribadisce l’assoluta parità erotica pur nelle diversità oggettive dei sessi. Diversità che sono insite nella conformazione maschile e femminile ma non nella natura che, essendo la stessa, godono dello stesso genere di piacere.

Conclusioni

Il modo di vedere circa l’istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l’uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell’amore. (Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale)

Leggere il kamasutra solo con l’intento di ricreare alcune posizioni sessuali è ridurlo a discorsi da spogliatoio così come rimprovera Hillman agli uomini. Offre tanti termini che ampliano l’immaginazione, catapulta in un’era distante nel tempo che non ha perso fascino e modernità. Ci si trova di fronte a riti di iniziazione al desiderio evocando gli Dei in forme animali in cui il gioco sessuale è un gioco di due partecipanti dinamici.

Gli aforismi sull’amore del Kamasutra offrono parole evocative per parlare di sessualità. La sessualità che ci mostra va ben oltre l’atto sessuale. Contempla sacralità, devozione e il ruolo preponderante della reciprocità nella coppia. Ad ogni aspetto dell’uomo corrisponde un aspetto della donna, ad ogni comportamento una reazione legittima. L’uomo è un adepto di questa arte e il corpo femminile diventa una metafora da apprendere con devozione. Come se l’amore scaturisca da questo apprendimento e dalla fiducia «quando l’uno considera l’altro come appartenente a se stesso».

P.S. CLICCA QUI per leggere L’orgasmo come esperienza trasformatrice