La malinconia del Natale




“Le coincidenze nel calendario non sono mai casuali,
come non lo sono i simboli di cui è tessuta la trama dei giorni”
[Alfredo Cattabiani, Calendario, p.66]

Pensare il Natale equivale pensare giorni di letizia e frenesia.

I supermercati sono gremiti, la convulsione consumistica ci consuma, i preparativi sono appassionati, e finalmente si festeggia tutti insieme, immersi tra luci, doni e giochi.

Ma sicuro che il Natale sia solo questo?

Guardo fuori di me e vedo tutta l’esteriorità. Guardo dentro di me e vedo il buio, l’angoscia, la depressione, il freddo, una sottile malinconia saturnina che mi accompagna per tutto il periodo natalizio.

Il Natale è un rovesciamento saturnino. Il buio diventa luce, il povero diventa ricco di doni, la morte diventa nascita, il freddo diventa il caldo della famiglia.

Il Natale porta con sé una malinconia Saturnina che non posso ignorare.

Questo articolo vuole scoprire la motivazione di questo sentire, di questa sorta di schizofrenia natalizia. Per fare ciò ho analizzato la figura iconica del Natale, ovvero Babbo Natale.

[Per gli junghiani più appassionati preciso che non parlerò di opposti ma di rovescaimenti. Il rovescio di una medaglia non è un opposto. L’opposto si oppone e guarda in faccia l’altro. Il rovescio si gira e subentra all’altro. Sono due dinamiche totalmente differenti]

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Nasce Babbo Natale

È il 1863 e nasce il moderno Babbo Natale. Thomas Nast, disegnatore tedesco, per la rivista Harper’s Weekly rappresenta, per la prima volta, la moderna icona del vecchio rubicondo che consegna i doni.

La nuova figura di Babbo Natale è una commistione di culture e archetipi: gli elfi della cultura celtica, la cultura greco-romana e la religione cristiana.

Ma la consacrazione definitiva dell’immagine di Babbo Natale lo dobbiamo alla CocaCola [1930] e ai suoi disegnatori Fred Mizen e Michigan Haddon Sundblom.

Il modello per Babbo Natale era un amico di Michigan, un certo Lou Prentiss, un venditore in pensione.

Già dalla rappresentazione dell’immagine di Babbo Natale vediamo la commistione di due aspetti: l’aspetto religioso, fantastico, spirituale e profondo e l’aspetto della superficie, della speculazione e del commercio.

Babbo Natale è una figura che porta con sé una profonda ricchezza archetipica.

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Saturnalia

Ho imparato da Henry Corbin che quando voglio capire un’immagine devo andarne all’origine, ovvero compiere un’azione di Ta’will.

Il Natale nell’antica Roma era rappresentato dai Saturnalia, ovvero un periodo di festa in onore al dio Saturno/Cronos.

Durante i Saturnalia i ruoli si invertivano, i poveri diventavano ricchi e i cattivi diventavano buoni.

Il primo giorno veniva nominato in ogni comunità un Rex Saturnaliorum che regnava per una settimana fra banchetti, giochi d’azzardo (proibiti nel resto dell’anno) e danze che spesso sconfinavano in orge, mentre i ruoli sociali s’invertivano: gli schiavi potevano burlarsi del padrone e farsi servire a tavola. [A.Cattabiani, Calendario, p.60]

L’origine dei Saturnali è avvolta nel mistero e non può essere esplicitata attraverso le parole, bensì risiede nell’oscurità dell’inconscio e del mondo infero, lì dove lo sguardo non può arrivare.

Macrobio ci ricorda che grazie a quel principe (Saturno) ci elevammo da una vita informe e oscura alla luce e alla conoscenza delle arti liberali. [Macrobio Teodosio, I Saturnali, I, 7, 32]

Il Natale/Saturnalia è il momento in cui si incontrano e si mescolano i due lati della medaglia. Infatti così come in Saturno sono presenti depressione ed età dell’oro, anche nel Natale sono presenti contemporaneamente la luce e il buio.

Sembra quindi che il Natale sia un’esigenza Psichica, un rovesciamento che proviene dall’interiorità.

Il Natale è il ritorno di Saturno, e quando regnava Saturno nel mondo era presente l’aurea aetas, ovvero la mitica età dell’oro.

Nel periodo più buio dell’anno si sente l’esigenza di accendere quante più luci possibili. Nel periodo più freddo ci si vuole riscaldare.

Sono abruzzese e non posso dimenticarmi il film famoso in tutto il mondo girato proprio nelle nostre montagne presso Roccacalascio: Ladyhawke. In questo film i due amanti falco e lupo sono “sempre insieme ma eternamente separati”. C’è solo un piccolo momento della giornata in cui possono incontrarsi solo per pochi attimi.

Il Natale è archetipicamente proprio questo: il luogo d’incontro delle parti di un archetipo che sono sempre insieme ma eternamente separate: il buio della notte e la la luce della coscienza.

In Saturno abbiamo la presenza contemporanea della depressione plumbea e dell’età dell’oro. La stessa cosa vale per il Natale.

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Babbo Natale è Saturno

“La funzione di Saturno si ritrova, secondo Margarete Riemscheider, in San Nicola o nei personaggi omologhi che distribuiscono doni in dicembre. Che per distribuire i doni ai nostri bambini scomodiamo un incolore Babbo Natale o invece un burbero Knecht Ruprecht o san Nicola o il Pelzickel, dietro tutte queste figure sta sempre l’invernale Saturno.” [Alfredo Cattabiani, Calendario, p.65]

Babbo Natale è quindi Saturno, con i suoi doni, la sua età dell’oro e anche con i giochi d’azzardo. Infatti Saturno era legato anche a questi. Non a caso durante il Natale facciamo festa con i vari giochi della tradizione.

Babbo Natale ha in sé questo aspetto malinconico saturnino e aureo.

La Malinconia del Natale è la malinconia di Babbo Natale/Saturno. Saturno porta con sé l’età dell’oro e il Natale, ma al tempo stesso ci fa soffrire di una plumbea pesantezza.

Sia Ficino che Hillman individuano in Saturno la depressione e la ricchezza:

Un giorno Hillman, durante una conferenza in un’università. Fu interrogato sulla depressione. Com’è – si chiedevano gli studenti – che la sua psicologia si riferisce così spesso alla depressione come sostenendola? Tanto che alcuni critici pensano che lui e i suoi seguaci debbano essere dei tipi depressi. La replica di Hillman fu che la depressione è una risposta al diffuso attivismo maniacale, e che è un morire al mondo selvaggio del letteralismo. Sentendoci abbattuti e pesanti, siamo costretti a spostarci verso il dentro, a rivolgerci alla fantasia invece che all’azione letterale dell’Io. E questo spostamento verso l’interno è necessario per l’anima perché crea uno spazio psichico, un contenitore per una riflessione più profonda, dove l’anima cresce e la superficie degli eventi diventa meno importante. [… ] Saturno ci sospinge ai margini, dove le nostre immagini diventano primordiali, affinate e lontane dai nostri consueti schemi di riflessione, dalle nostre immagini abituali e dai riferimenti personali. [T.Moore, Pianeti Interiori, p.199]

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Cristo, Erode e Babbo Natale

Il Natale, il 25 Dicembre, è il vero inizio che porta con sé la nascita. Esistono vari tipi di calendari con i loro inizi, ma ciò che li accomuna tutti è il Natale.

È appena finito l’autunno ed è cominciato l’inverno, la stagione più buia, il momento più oscuro dell’anno. Ed è proprio in questo momento che “avviene” il Natale.

In questo giorno Cristo si incarna.

Il Natale è la festa Cristiana che più di tutte ha radici profonde nell’antica Roma.

Natus est Christus in Betlem Judae 354 d.C.

In precedenza l’imperatore Aureliano aveva fissato per il 25 Dicembre il Natale del Sole Invitto, il Sol Invictus.

Molti cristiani erano attirati da quelle feste spettacolari; e la Chiesa romana, preoccupata dalla straordinaria diffusione dei culti solari e soprattutto del mitraismo che, con la sua morale e spiritualità non dissimili al cristianesimo, poteva frenare se non arrestare la diffusione del Vangelo, pensò di celebrare nello stesso giorno il Natale del Cristo come vero Sole. [Alfredo Cattabiani, Calendario p.70]

Il Natale quindi, in questo intreccio di religioni, porta sempre con sé una nascita.

La nascita della cultura che mi è più vicina è quella di Gesù Cristo. Il Figlio di Dio è simbolo dell’archetipo del fanciullo, ovvero del puer.

Spesso crediamo nell’innocenza e nella purezza del bambino e in particolare del Fanciullo divino. Questo è una scotomizzazione dell’archetipo. Il bambino è un archetipo, ed innocente significa che non arreca danno, da nocere, nocens, far danno, nuocere. Innocente è parola negativa, significa qualcosa che non è, in questo caso che non arreca danno. È molto strano che a fronte di un simbolo archetipico sia stata posta una parola che significa che esso “non può arrecare danno”. Se non è una difesa questa, non so proprio cosa lo sia. Ciò che io non voglio che sia, non può essere. Con il simbolo del bambino innocente si afferma immediatamente che questo archetipo non può apportare alcun danno, non può nuocere. La mitologia cristiana ci presenta le cose in modo diverso. Erode fu indotto ad essere assassino di bambini in conseguenza della nascita del Bambin Gesù. Come può un fanciullo essere innocente, non nuocere, quando induce in un re uno sconvoglente panico omicida? Erode appartiene tanto al simbolo dell’archetipo del fanciullo quanto al Bambin Gesù, l’ombra appartiene sempre alla luce. Non è cosa psicologica scindere i simboli. [A.GuggenbühlCraig, La parte nascosta, p.136/137]

Guardando il Natale quindi non possiamo solo apprezzarne la nascita, ma dobbiamo costatarne anche la morte.

Babbo Natale è spesso accostato all’immagine dei tre Re Magi: Caspar, Baltasar e Melchior, i portatori di doni. Ma questa è un’analisi superficiale e riduzionistica. Infatti Babbo Natale porta con sé un altro tipo di archetipo.

Ogni figura archetipica ha diverse sfaccettature. La stessa cosa vale per il vecchio rubicondo Babbo Natale.

Babbo Natale è una figura spietata. Riesce a dividere il mondo in bene e male; divide i bambini in bambini buoni e bambini cattivi.

Non dona regali a qualsiasi bambino, bensì solo a quelli buoni.

Questo tipo di comportamento ricalca proprio Erode. Erode come Babbo Natale, di fronte ad una nascita, va alla ricerca dei bambini.

Entrambi iniziano un percorso che li conduce a suddividere i bambini in buoni e cattivi, andando casa per casa. In particolare Erode fa un censimento per suddividere i bambini in “buoni e cattivi”, secondo il suo punto di vista.

Chi informa Erode della nascita di Cristo? I Re Magi. Vediamo come il lato che divide (Erode) e il lato che dona (I Re Magi) sono fusi tra di loro.

Inoltre il lato che divide il modo in bene e male è anch’esso un aspetto saturnino; infatti Cronos con la sua falce ha la capacità di tagliare e dividere.

Babbo Natale accade da un lato attraverso la figura dei tre Re Magi che consegnano doni ai bambini, dall’altro attraverso Erode che suddivide il mondo in buono e cattivo.

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Babbo Natale / S.Nicola

Un altra figura legata a Babbo Natale che non possiamo ignorare è S.Nicola.

San Nicola è una figura universale. Visitando le chiese d’Europa si può facilmente cogliere quanto questo santo sia amato, e quanto sia diffuso il culto di questo grande taumaturgo, vero ponte tra Oriente e Occidente, che nell’appellativo “taumaturgo”, “che compie meraviglie”, vede riconosciuta la potenza della sua intercessione. [F e G.Lanzi, Come riconoscere i Santi e i Patroni, p.111]

Nel medioevo S.Nicola era Sanctus Nicolàus, dal greco nikolaos, nikan [vincere] e laos [popolo] ovvero vincitore fra il popolo.

Gli olandesi in seguito lo chiamarono Santa Claus.

La notte di Natale, oltre la nascita, porta con sé sempre buio e violenza. Saturno che divora i figli che nascono o Erode che commette la “strage degli innocenti”. Ogni nascita è portatrice di innocenza e violenza. Nella cultura Germanica, dalla canna fumaria poteva scendere Babbo Natale con i doni, ma anche un demone selvaggio che smembrava i bambini.

Anche la mitologia si S.Nicola porta con sé questo lato oscuro dell’archetipo natalizio. In particolare si ricorda che fece liberare tre ufficiali bizantini accusati ingiustamente di tradimento e condannati a morte: le storie li chiamano “innocentes”, innocenti, e poiché gli innocenti per eccellenza sono i bambini, nei racconti e nelle iconografie divennero i tre bambini. Si diffuse così la leggenda dei tre bambini fatti a pezzi e messi in salamoia da un oste malvagio: ciò che sarebbe accaduto proprio la notte di Natale. Nicola se ne accorse e li resuscitò. [F e G.Lanzi, Come riconoscere i Santi e i Patroni, p.112]

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Conclusioni

Babbo Natale è una figura completa, porta con sé demoni e doni. In molte culture infatti è seguito da una sorta di corteo dionisiaco fatto di creature demoniache. Babbo Natale è Saturno in tutta la sua ricchezza, ma anche Erode, i Re Magi e San Nicola.

Il Natale stesso è morte e nascita, povertà e ricchezza, freddo e calore. In particolare è il luogo nel quale si incontrano le immagini sempre insieme ma eternamente separate. Il Natale è il tempo di questa unione.

La superficie e il mondo infero si guardano negli occhi e si amano. Nel film LadyHawke, che ho precedentemente citato, il Falco e il Lupo sono condannati a stare insieme solo in un preciso momento, ovvero in una notte senza il gorno e un giorno senza la notte, quando luna e sole si sovrappongono incontrandosi.

Il falco è il messaggero del dio Apollo, diventato in seguito il Sol Invictus e il Dio/Cristo. Simbolo quindi del giorno e della coscienza, di tutti gli aspetti superficiali ed aurei del Natale.

Il lupo invece, in tutti i miti antichi, è simbolo delle potenze oscure, degli istinti e dell’inconscio, quindi dell’aspetto plumbeo e malinconico del Natale.

I due amanti, la coscienza e l’incoscienza, si amano ma non possono incontrarsi se non in pochi attimi fuggenti. Durante l’anno questo momento è rappresentato dal Natale.

Il Natale è una notte senza il giorno e un giorno senza la notte. Babbo Natale è l’immagine che incarna questo tempo e questo luogo dell’incontro impossibile dei due amanti divisi dal destino.

Nella nostra psiche questo momento Natalizio è importante perché è il momento in cui è possibile l’incontro di parti di noi inaccessibili e di conseguenza del cambiamento.

Accogliere la parte solare e la parte notturna e demoniaca del Natale, significa accogliere in sé un cambiamento.

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Tanti Auguri di buon natale!

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