Trap: sintomo psicologico 




Concerti nei quali sono morte persone ci sono sempre stati. Dove c’è la folla il rischio di morte è sempre alto.

Tuttavia, dopo la “strage” della discoteca di Corinaldo dove di esibiva Sfera Ebbasta, la trap, genere musicale di cui è esponente, è stata messa sotto la lente d’ingrandimento dei commentologi.

Dal punto di vista psicologico, ogni movimento musicale è un sintomo della società e della Psiche collettiva. Dobbiamo immaginare una corrente musicale attraverso l’inconscio, trattandola come un sintomo collettivo. Senza pregiudizio, dobbiamo metterci dalla sua parte e ascoltare cosa ha da dire. 

Di fronte all’emergere di un sintomo la prima reazione è difesa, sdegno e repulsione. Tuttavia bisogna accoglierlo e prenderlo sul serio per capire cosa vuole comunicarci. 

In psicologia si dice che il sintomo sia un tentativo di cura fallito da parte della Psiche che, successivamente, si trasforma in una forma di comunicazione, in una manifestazione dell’inconscio inascoltato che cerca di parlare.

Cosa vuole comunicare la Trap? Cosa cerca di comunicare al mondo?

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Nuove generazioni “Trappiste” alla deriva

Viviamo in un’epoca estremamente irrequieta e confusa, nervosa e disorientata nel modo di vedere la vita [C.G. Jung, vol.11, p.318]

Questa affermazione di Jung fatta nel ‘900 ci permette di capire che ogni generazione nuova, dal punto di vista del vecchio/senex inflazionato, è una generazione confusa e alla deriva. Lo è stata la mia generazione, quella prima di me [i figli dei fiori] e lo sono anche questi giovani contemporanei.

La deriva è proprio dove risiedono i giovani, ed è proprio dove devono essere, etimologicamente sul fianco di un ruscello, appena nati dall’acqua. Giovani sospinti dal vento, senza vela e senza meta, alla scoperta del mare e del mondo.

Per svelare il mondo, così come per svelare sé stessi, bisogna perdersi, come fece ad esempio Cristoforo Colombo, simbolo dei grandi scopritori.

Ciò che dobbiamo realmente chiederci dal punto di vista psicologico è cosa stanno cercando di scoprire i giovani d’oggi attraverso la Trap? 

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Trappola e inganno 

La musica Trap nasce negli U.S.A., nei sobborghi di Atlanta. La parola Trap non deriva da Rap, nonostante l’assonanza. Trap significa trappola, inganno.

I giovani di oggi, quindi, vivono nella trappola e nell’inganno e la musica Trap è il sintomo che ci permette di capire questo malessere che li riguarda personalmente. 

Un grande filosofo che speculò riguardo l’inganno fu Niccolò Machiavelli. Il pensatore italiano disse che la menzogna  era necessaria per rendere governabile un paese, perché solo in pochi possono sostenere la verità. 

Diventa più chiaro che la Trap music sia un tentativo di Psiche di mostrare e curare l’inganno e la trappola che avvolge il nostro mondo.

Cosa ci intrappola? Quale inganno viviamo? 

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Sfera Ebbasta, Dark polo gang & co. 

Quanti serpenti a sonagli, ah
Con una mano pronti per spararti
Con l’altra pronti a salvarti [Sfera Ebbasta, Serpenti a sonagli]

Il serpente, re degli ingannatori, diavolo tessitore di inganni avvolge i giovani di oggi. La Trap ne è il sintomo: è serpente colui che è indignato dalla Trap non rendendosi conto di essere lui stesso artefice di questa musica, ed è serpente colui che ha costruito trappole e inganni per le nuove generazioni. 

Ho letto alcuni testi di Sfera Ebbasta. Sono la rappresentazione di tutte le Trap che sono presenti nella società e che abbiamo colluso a creare. Nascere oggi significa essere un ragazzo intrappolato negli inganni del consumismo e dell’apparenza.

Leggendo altri testi, ad esempio dei Dark polo gang, emergono le stesse tematiche “consumistiche” e “apparenti”: macchine, droga, sesso oggettuale, uomo/donna oggetto, soldi, etc…

Questi sono gli inganni e le trappole che soggiogano l’essere umano. La società che abbiamo costruito ci dice: “se vuoi essere libero possiedi ogni cosa e ogni persona”. Tuttavia questo è un inganno, infatti, come afferma Alejandro Jodorowsky, se vuoi essere libero, non appropriarti di nulla, né di nessuno.  

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Tatuaggi

Mi ha sempre colpito la ragnatela di tatuaggi che intrappolano i ragazzi contemporanei e in particolare i musicisti Trap.

I tatuaggi hanno valore diverso a seconda delle culture di appartenenza. Tradizionalmente, nella cultura romana, gli antichi schiavi venivano marchiati con le iniziali dei loro padroni. Simbolicamente il tatuaggio rappresenta ciò che è nostro padrone, ciò che, nel bene e nel male, ci intrappola.

Preciso che non sto giudicando i tatuaggi, ma semplicemente ne sto facendo una lettura immaginale. Adolf Guggenbühl-Craig afferma che siamo comunque schiavi, dobbiamo solo decidere di cosa, ed è questo a renderci liberi. Noi tutti viviamo in una complessa rete, interna ed esterna a noi, di dipendenze. [A.Guggenbühl-Craig, Il bene del male, p.25]

I tatuaggi sono segni che aderiscono come ragnatele alla nostra pelle, più precisamente al nostro Io-pelle [Didier Anzieu], e delineano con precisione le trappole e le dipendenze della nostra Psiche che mai ci abbandoneranno. Piacevole o meno, il tatuaggio rappresenta una schiavitù indelebile della vita. 

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Conclusioni 

La Trap è un movimento musicale che si fa carico dell’adescamento e della trama di ragnatele che invischiano le generazioni contemporanee. 

Trappare significa far emergere i fili e i simboli delle trappole nei quali siamo impaniati. Come uccelli che non possono volare, le nuove generazioni si muovono invischiati negli inganni della società contemporanea.

Provate ad immaginare un ragazzo avvolto da ragnatele giganti che gli si attaccano sul corpo. Il suo tentativo di liberarsi metterebbe in risalto le ragnatele dalle quali è avvinghiato.

Questa è la Trap: un sintomo, una danza macabra e immaginale, un tentativo disperato di far uscire i giovani fuori dalle trappole contemporanee.

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P.S. CLICCA QUI per leggere l’analisi psicologica di Marlena Torna a Casa dei Måneskin