Come un bambino dovrebbe vivere l’estate per essere sereno?




La domanda che mi sono posta è semplice, ma la risposta non è affatto scontata, tuttavia è la più naturale possibile.

L’estate – archetipicamente – è la stagione della fertilità, la stagione della dea Litha, la stagione dell’abbondanza, la stagione del raccolto.

L’estate è un tempo fuori dal tempo.

Quando la scuola chiude a Giugno i bambini fremono, ma non tutti avranno una esperienza estiva adeguata alle loro aspettative.

I più fortunati? I bambini che si annoieranno.

Molti genitori, pensando di far cosa gradita ai bambini – o per il loro bene, si affanneranno nel tenerli impegnati il più possibile con campi scuola e libri delle vacanze che li aspetteranno puntuali, allo stesso orario, ogni pomeriggio, dimenticando che l’estate è il periodo migliore per annoiarsi. Un periodo dove il tempo è fuori dal tempo.

Se siete genitori e volete capire cosa poter offrire ai vostri bambini in estate, osservate la natura.

La mattina è il tempo della natura

Il periodo migliore per qualsiasi attività estiva è la mattina, che di solito è il momento della giornata più fresco. È di mattina che si deve incoraggiare il contatto con la natura. Mare, montagna, campagna, parchi verdi in città. Il contatto con la natura d’estate permette al bambino di riscoprire la spontaneità e la libertà di muoversi in un contesto senza limiti, senza mura (nè domestiche, nè scolastiche).

 

Il pomeriggio è il tempo della noia e del gioco tra pari

Il mezzogiorno pieno di sole e il caldo del primo pomeriggio invitano al non affanno. In queste ore l’unica attività che può essere proposta al vostro bambino è il riposo. Anche quello senza sonno. Far pranzare i bambini in orari consoni e invitarli al silenzio e al rilassamento dopo il pasto aiuterà la loro mente all’esplorazione di nuove fantasie.

Allenare i bambini alla contemplazione del silenzio li aiuterà ad apprezzarne la ricchezza e a renderli adulti gentili e rispettosi.

“Il silenzio acuisce le nostre sensibilità. Stando in silenzio non solo possiamo ascoltare con maggiore attenzione la parola dell’altro, e quindi “incontrarlo”, ma riusciamo a cogliere profondamente la realtà che ci circonda. È importante allora permettere al bambino di vivere anche questa dimensione, preservando sempre nei suoi confronti una relazione di accoglienza e supporto.” [M. Montessori]

Ricordo una me bambina distesa sul letto dopo il pranzo, una gamba accavallata che ciondolava sull’altra, il canto delle le cicale sugli alberi vicino alla finestra e la mia immaginazione percorrere vaste strade.

Qual è il fine educativo?

Espandere i limiti dell’immaginazione infantile coadiuvati da uno stato di rilassamento positivo e naturale.

La seconda parte del pomeriggio, sicuramente più fresca della prima, può essere dedicata all’incontro di altri bambini quindi al gioco tra pari. Ben vengano i campi da calcio, di basket o di pallavolo; l’incontro nei parchi per il gioco di ruolo; i gessi per disegnare campane sull’asfalto; corde per saltare…

 

Riducete al minimo i videogames: d’estate il gioco può essere reale!

Concedi loro la possibilità di giocare con i videogames (tablet, cellulari, consolle) prima di pranzo o cena, dopo aver collaborato in piccoli lavori domestici (apparecchiare la tavola, condire l’insalata, affettare il pane).

Includere questo tipo di gioco fra due attività – aiuto domestico e il pasto – vi aiuterà nel limitare al minimo l’esperienza del gioco davanti ad uno schermo.

[Il gioco “virtuale” non vuole essere demonizzato. Ne parleremo sicuramente in un altro articolo della categoria Educazione]

La sera è il tempo della famiglia e della solitudine

Di sera, dopo cena, torna un po’ di tranquillità e frescura. L’estate vi riserva la possibilità di goderne vivendo alcuni bei momenti insieme a vostro figlio. Una semplice passeggiata o una pedalata in bici – che sia in città o sul lungomare, è un buon modo per fare attività insieme, favorendo il dialogo e l’unione familiare.

Tuttavia, a volte, si può semplicemente mangiare un gelato a casa invitando il bambino al gioco sul terrazzo, nel portico o in giardino; da solo, con i fratelli o con gli amici del condominio. Sia ben chiaro, non affannatevi ad incontrare altri genitori tutte le sere solo per permettere al vostro bambino di avere qualcuno con cui giocare. La solitudine, in certi momenti, non può che potenziare la capacità di sopravvivere a sè stesso e ai suoi desideri immaginando nuovi giochi, pensando cose nuove, creando personaggi fantastici.

Per assurdo i bambini che avranno pochi programmi e molto tempo per il gioco (libero), saranno coloro i quali daranno più spazio alla costruzione e alla scoperta di loro stessi e del proprio carattere, facendolo diventare una risorsa anche da adulti.

Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente.[M.Montessori] 

 

I campi scuola e i compiti per le vacanze?

I miei consigli non vogliono demonizzare i campi scuola (io stessa ne organizzo uno) o i compiti per le vacanze, ma questi vanno ridotti a brevi periodi.

I campi scuola devono:

– durare al massimo cinque ore al giorno;

– stimolare la creatività, l’arte e il movimento;

– offrire esperienze: Carl Gustav Jung diceva “Non è di sapere che abbiamo bisogno, ma di esperienze” (Opere vol.18, p.264)

– le età devono essere eterogenee (per non rischiare di ricreare il contesto classe a cui sono già abituati e quindi per favorire un apprendimento tutoriale di tipo verticale).

I campi scuola non devono;

– durare più di due/tre settimane

– superare il numero massimo di venti bambini per gruppo.

I compiti scolastici estivi – i famosi libri delle vacanze – possono essere svolti nei quindici giorni precedenti il rientro scolastico. Senza affanno. Solo per rinfrescare una memoria procedurale di conoscenze già assimilate. Se queste non sono state pienamente assimilate, non è certo con il libro delle vacanze che possono essere recuperate. Quindi niente drammi se vostro figlio non termina il libro delle vacanze. Il lavoro duro si fa in classe e per lo più deve svolgerlo l’insegnante con l’alunno.

 

Conclusioni

Detto in estrema sintesi, un bambino sereno dovrebbe vivere l’estate come la natura vuole.

In piena libertà di espressione seguendo il bioritmo della stagione. Giocando e annoiandosi. In un tempo fuori dal tempo.

Allo stesso modo in cui ho libertà nel mondo, ho anche libertà nei miei pensieri. [C.G.Jung, Libro Rosso, p. 251]

Concludo con una citazione esauriente di Maria Montessori

Il gioco è il lavoro del bambino

Lasciamo che esso giochi il più possibile.

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