Introduzione al concetto di Anima

Accettai il caos, e la notte seguente l’anima mia mi visitò (C.G.Jung)

Jung afferma che l’Anima sia la manifestazione della controparte femminile della psiche dell’uomo.

Cosa vuol dire ciò? Jung, basandosi sulla sua teoria, asserisce che sia nell’uomo che nella donna esistano elementi psichici controlaterali i quali corrispettivamente esprimono caratteristiche appartenenti al genere sessuale differente del\la soggetta\o.

Questi sono identificabili come Anima e Animus, corrispettivamente la controparte psichica femminile dell’uomo e quella maschile della donna.

Cosa sono Animus ed Anima? Sono archetipi! Jung li spiega così: “Gli archetipi non devono essere ritenuti idee ereditate; piuttosto l’equivalente di schemi di comportamento della biologia. Gli archetipi rappresentano un modo del comportamento psichico. Come tali, sono fattori irrappresentabili che inconsciamente informano gli elementi psichici.”

Gli archetipi come l’Anima agiscono attraverso quella che Jung definiva la Funzione Inferiore ovvero quella parte della sfera psichica del soggetto che funge da ponte per collegare il mondo inconscio a quello conscio.

È proprio l’inconscio il luogo in cui risiede l’Anima, da qui attraverso la Funzione Inferiore riesce ad influire sugli aspetti della vita di tutti i giorni del soggetto, il quale spesso ne è inconsapevolmente condizionato.

I quattro stadi dell’Anima, una breve descrizione

L’Anima è composta, sempre secondo la teoria di Jung, da quattro aspetti principali, questi possono essere quindi indentificati come gli stadi dell’Anima. Jung suddivide gli aspetti dell’Anima identificandoli in quattro figure psichiche, a queste vengono attribuite caratteristiche specifiche che ne delineano la funzione ed infatti esse differiscono tra loro per qualità psichiche. Le quattro figure riconducibili all’archetipo dell’Anima sono Eva, Elena, Maria ed infine Sofia.

Jung riprende il nome di Eva dal mito della Genesi, quest’ultima è rappresentata dall’emergere dell’oggetto del desiderio nell’uomo, ad essa sono legati gli aspetti più istintivi e biologici dell’uomo.

Elena ripresa dall’immagine dell’Elena di Troia che in antichità si riteneva fosse l’incarnazione della dea Afrodite, Jung scrivendo dei quattro stadi dell’erotismo attribuisce ad Elena la figura principe di Anima.

Maria ripresa dalla figura della Vergine Maria, rappresenta l’elemento spirituale, dove l’elemento della forza fornita da Eros si trasforma nella purezza di un amore che va oltre la sfera fisica.

Infine c’è Sophia, rappresenta la saggezza come stadio ultimo che trascende le prime tre manifestazioni, rivelandosi come forma ultima dell’elemento femminile.

L’Anima in quanto figura archetipale, in tutte le sue quattro manifestazioni è mossa, secondo gli studi di Jung, dalla funzione di Eros. Questo però non è individuato unicamente come elemento di manifestazione di una carica libidica bensì Eros è descritto da Jung come fonte energetica che può essere veicolata attraverso gli archetipi. Le figure dell’Anima quindi non sono eros, anche se ognuna di esse può essere correlata ad una specifica qualità dell’eros.

È proprio attraverso questa carica energetica di Eros che gli effetti dell’Anima sulla vita del soggetto si manifestano e differiscono sia agendo con effetti positivi che negativi. Jung ricorda che essendo l’Anima un archetipo dell’inconscio inevitabilmente potrà influenzare in modo “negativo” aspetti della vita del soggetto, il quale inconsapevolmente crederà di aver fatto una scelta arbitraria.

Le funzioni e le manifestazioni di Anima nelle dinamiche personali ed interpersonali

È l’Anima che agisce attraverso l’uomo o l’uomo che agisce l’Anima? Va ricordato che l’Anima è un aspetto inconscio della psiche dell’uomo e ne influenza la vita ma nello specifico è l’uomo che ha la necessità di personificare le forze archetipali per potersi rapportare in una comunicazione che tende verso l’esterno al fine di proiettare le immagini dell’inconscio. Questo oltre a proiettare le figure, tende ad identificarle inconsciamente su di una specifica persona o oggetto. Proietta ed identifica quella parte di sé mancante o sconosciuta verso il prossimo investendolo così delle sue dinamiche inconsce. Quanto più è grande la mancanza, il bisogno ed il desiderio, altrettanto grandi saranno le immagini e le dinamiche che vengono investite sul soggetto che la subisce. L’immagine contro psichica di sé proiettata talvolta può divenire patologica e la qualità delle proiezioni dipende in buona parte dai rapporti e dal contesto sociale che il soggetto ha avuto nell’arco della vita. 

Conclusioni

Abitualmente i problemi nascono quando avviene la scissione della forza di un archetipo, infatti la natura psichica di quest’ultimo è duplice e non singolare ovvero comprende entrambi gli aspetti positivi e negativi, ad esempio come il bene e il male. Lampante è il modello del culto cristiano che ha frazionato le qualità dell’Anima in due differenti aspetti, proiettando il bene nella figura della Vergine Maria ed il maligno nelle streghe. Ogni qual volta la psiche dell’essere umano è lateralizzata su di un polo piuttosto che su di un altro inevitabilmente produce un atteggiamento ostile verso la sua controparte, influenzando la vita del soggetto operante.

Infine, secondo Jung l’integrazione degli aspetti inconsci proiettati dell’Anima sono fondamentali al fine di raggiungere quello che lui definì come processo d’individuazione ovvero l’integrazione degli aspetti di Eros (Anima) e Logos (Animus), riuniti nelle nozze alchemiche.

P.S. CLICCA QUI per leggere L’Animus in Jung e il curioso caso di Miss Miller

P.P.S. CLICCA QUI per leggere Fare Anima o Fare Psicologia?

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Info sull'autore

Gerardo Iannacci

Laurea magistrale Psicologia Clinica e della Salute. "Creare è vivere due volte". Albert Camus

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