“Solo io posso esistere” – il mantra del narcisista manipolatore

Ciò che nelle dinamiche tra singoli individui riguarda rapporti patologici, è altrettanto grave se esteso ad un’intera società, o comunque ad una comunità di persone che vengono dirette da un certo tipo di atteggiamenti.

Analisi di Trump

Nel documentario “Unfit” di Dan Partland, viene proposta un’analisi psicologica di Donald Trump già divenuta celebre.

Ormai molti psicanalisti si dilettano nella pratica di stendere sul lettino i vari leader politici del mondo occidentale, ma certamente con Trump la cosa è diventata ancora più popolare.

E dunque se l’ipotesi di narcisismo maligno, che è caratterizzata da certe dinamiche note nei rapporti a due è corretta, allora bisogna chiedersi come esso si trasforma se il rapporto che gestisce non è più con una sola persona, “vittima” della sua volontà manipolativa, ma se è un’intera comunità a soggiacere a queste dinamiche psicologiche.

Quella che proporremo dunque è una rilettura del narcisismo maligno che cerca di analizzare se e in che misura questa figura riesca effettivamente ad impattare (e a “manipolare”) un’intera comunità sociale più o meno eterogenea.

Il discorso del manipolatore

Il narcisista ha bisogno di essere amato, ma ciò che cerca non è l’accettazione del vero sé, ma piuttosto l’adorazione di un’immagine identitaria ideale che manda avanti al posto di sé stesso. Per ottenere approvazione e accettazione, questa immagine deve inizialmente essere carismatica e, nelle logiche estese di un narcisista maligno “politico”, deve collocarsi nel solco di tendenze sociali che possano essere fomentate e di cui possa farsi catalizzatore e punto di riferimento profetico. Ma il discorso del narcisista non si ferma a queste sole dinamiche e punta infatti anche alla manipolazione.

Il discorso del narcisista maligno è un discorso che ripete costantemente “solo io ho dignità di esistenza”, negando al tempo stesso la dignità di esistenza a tutti coloro che non si allineano a questa volontà.

Le conseguenze di questo ragionamento, portate all’estremo, si sono rese evidenti negli ultimi episodi di assalto al congresso da parte dei sostenitori di Trump.

Come infatti accade in ogni situazione in cui una personalità forte e manipolativa riesce ad imporre un vero e proprio culto attorno alla sua figura, i sostenitori dell’idea estrema del narcisista agiscono solo per difendere l’immagine idolatrica attorno a cui il culto si è costruito.

Le varie forme di narcisismo

Non serve qui ricordare che la psicoanalisi prevede già due aspetti del narcisismo: uno incluso nel normale sviluppo psicologico del soggetto ed un altro che ne rappresenta la forma arrestata e patologizzata. Possiamo anche facilmente immaginare in cosa consista una personalità che, fondamentalmente, è innamorata non tanto di sé stessa ma dell’immagine sociale di sé, la quale è già un costrutto artefatto (un “fatto-ad-arte”) che non ha nulla a che vedere con la persona reale ma che dietro questa maschera identitaria si nasconde per cercare approvazione superficiale.

Il narcisista maligno, o perverso, è in questo senso un’ulteriore degenerazione della figura del narcisista, capace di servirsi di potenti istanze manipolative che gli sono funzionali per raccogliere attorno a sé il numero maggiore di “seguaci”. Questi, venerando l’immagine ideale che il narcisista ha costruito e che identifica con ciò che vuole essere, non fanno altro che potenziare ancora di più le sue istanze patologiche ma, al tempo stesso, i seguaci servono al narcisista per esercitare la sua volontà di potenza; un bisogno che lo fa sentire ancora più innamorato della sua immagine, concepita come forte e capace di smuovere le altre persone per difenderla.

In questo rapporto simil-religioso tra il profeta narcisistico e i seguaci manipolati dalla sua figura non dobbiamo dimenticare il fondamentale estremismo che consegue a questo tipo di relazione: l’altro, se non approva (o venera) la figura del narcisista, viene delegittimato della stessa dignità di esistenza. In altre parole, il discorso del narcisista maligno è un discorso di odio nei confronti di chiunque non accetti la sua affermazione impositiva.

Conclusioni

Il fulcro degli scontri portati avanti dai sostenitori di Trump ha dunque questa doppia faccia: da un lato difendere la figura del narcisista che è al tramonto, ma dall’altro il narcisista maligno non vuole riconoscere la legittimità di chi è destinato a sostituirlo come figura politica.

In questo senso il narcisista nega il diritto di esistenza a colui che gli si oppone perché ovviamente dimostra la possibilità di un’altra via, oltre all’unica possibilità proposta dal narcisista che vede la verità solo in sé stesso, nella sua immagine ideale. I sostenitori che idolatrano e difendono la figura del narcisista dunque, hanno problemi a venire a patti con una realtà scomoda, e piuttosto devono manifestare istanze violente di opposizione a chiunque neghi l’unica verità del narcisista.

P.S. CLICCA QUI per leggere LE TRE DONNE DEL NARCISISTA

Info sull'autore

Federico Divino

Antropologo e Linguista, specializzato in Antropologia della salute mentale (etnopsichiatria). Ha compiuto un percorso di formazione personale in psicoanalisi.

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