David, perché hai mangiato la banana di Cattelan?

La banana attaccata al muro con lo scotch color argento di Maurizio Cattelan è stata mangiata.

In particolare il frutto esotico era stato già venduto per 120.000 dollari e David Datuna ha pensato bene di staccarla dal muro per degustarla.

Immaginate se David avesse staccato dal muro, provando ad addentare, le patate di Van Gogh, lo avrebbero arrestato e condannato, tuttavia la banana è stata la scelta giusta e tutti oggi ci sentiamo un po’ David Datuna.

E ora l’opera di Cattelan che fine ha fatto?

Non preoccupatevi, è stata prontamente sostituita da un’altra banana originale, perché il curatore dell’opera di Maurizio ha l’autorizzazione a cambiarla quando troppo matura. Tutto nella norma dell’istallazione, che forse aveva previsto anche qualche visitatore affamato.

Io amo l’opera di Maurizio, e in particolare questa è deliziosa!

Queste sono state le parole di David Datuna dopo aver agguantato, sbucciato e degustato la banana.

Perché David ha mangiato la banana di Cattelan? Qual è il significato immaginale e psicologico di questa performance artistica?

Scopriamolo insieme, ma partiamo dal principio.

La banana di Cattelan

Sembra che l’artista italiano abbia presentato quest’opera all’art Basel di Miami perché ha un’abitudine: comprare una banana e attaccarla al muro per trovare ispirazione.

La parola Banana è una delle poche che è avvolta nel mistero, sembra che l’etimologia del termine sia andata persa nei meandri della storia dell’uomo. Quindi, archetipicamente, questo frutto globalizzato porta con sé la dinamica del mistero, della perdita di memoria, e dello smarrimento.

Tuttavia possiamo scoprire un po’ del significato ontologico del nome banana riferendoci al suo nome scientifico: musa acuminata. Giocando con le parole, ci si svela il motivo del perché la banana sia la “musa ispiratrice” di Cattelan. Mitologicamente infatti sembra che la banana fosse un cibo talmente buono da essere dedicato alle muse, ispiratrici delle arti.

Inoltre Musa significa pensare, e il pensiero è proprio una caratteristica tipica di Maurizio Cattelan, ma non un pensiero qualsiasi.

Comedian

Il pensiero dell’artista italiano è quello di un comedian, un comico. Cattelan è un comico dell’arte, un artista pensante e misterioso.

Questo profilo artistico mi ricorda la figura del cavaliere errante descritta da James Hillman:

Il Cavaliere errante è un vagabondo, emarginato e il suo sentiero è deviante. Vede in trasparenza le pareti della società ed è perciò escluso dalle sue norme. È il furfante picaresco, l’abitatore del mondo infero dei bassifondi, un eroe ombra dalla paternità sconosciuta, anarchico, trasgressore della legge non conosce confini alla sua natura. Non criminale, no, ma neppure morale. Malgrado la profondità della ricerca dello spirito, si insinua dappertutto. Il dio in esso è Ermes, che procede a forza di colpi di fortuna e di occasioni colte al volo, di opportunità, dove qualunque cosa diventa un’opportunità di fare anima. Gli errori sono altrettanto proficui delle verità, e non si arriva a nessuna conclusione. La via del cavaliere errante conduce al meno noto, è una prospettiva deviante del mondo circostante. Il cavaliere errante, infine, appare e se ne va, prima di aver finito, lasciandosi dietro, a mezz’aria, un accenno, una direttiva ambigua, una frase aperta… (J.Hillman -parafrasato dell’autore -, Re-visione della psicologia, pp.277/282)

Comedian riassume in sé l’essenza di Maurizio Cattelan, il suo modo di fare arte, o il suo peculiare fare anima.

L’opera scopre un altro punto di vista attraverso cui possiamo guardare una semplice parete, una banana e un nastro adesivo. Possiamo usare qualsiasi cosa per fare anima, possiamo usare ogni elemento per fare arte, dipende da quale sguardo utilizziamo. Se usiamo gli occhi di Erme ci addentriamo nel mondo di Psiche e dell’arte, se usiamo gli occhi del concretismo finiamo per letteralizzare una metafora.

Mangiare la banana

Dopodiché è arrivato David Datuna, l’Hungry artist, l’artista affamato, che ha mangiato la banana. David in qualche modo ha messo in scena il letteralismo e il concretismo. Ha reso arte la confusione tra concreto e immaginale, il conflitto tra metafora e mondo dei sensi.

David ha letteralizzato il messaggio di Cattelan. Ha visto una banana offerta al pubblico, l’ha presa e l’ha mangiata. Tuttavia David non si è nutrito psichicamente della banana, ma lo ha fatto letteralmente.

Il letteralismo è un punto di vista egoico, significa essere rinchiusi in un io. La psicologia egoica deriva dall’essere intrappolati dall’io nella sua prospettiva, sicché gli altri personaggi sulla scena sono visti soltanto come mie qualità particolari, mie proiezioni. Soltanto “io” sono letteralmente reale. (J.Hillman, Re-visione della psicologia, p.104)

Datuna ha rappresentato la chiusura letterale nel proprio io, non considerando gli altri personaggi della scena, il contesto e l’immagine. Datuna ha letto la banana come sintomo della propria fame e non come messaggio metaforico della Psiche.

Conclusioni: ho fame!

In conclusione cerchiamo di rispondere alla domanda iniziale: perché Datuna ha mangiato la banana?

Credo che la vera opera d’arte non è stata la Comedian di Cattelan, o l’Hungry Artist di Datuna, ma la relazione fra le due.

Questa relazione metaforizza l’incomunicabilità tra due mondi diversi, tra due “io”: il primo che è un sintomo collettivo portatore di un messaggio, e il secondo che che è sintomo della propria fame.

La relazione credo che sia la massima espressione dell’arte contemporanea, un’arte “social”. Infatti, proprio il social è portatore di questo tipo di comunicazione, una comunicazione con l’altro, ma senza l’altro “io”. Una comunicazione fatta solo dalla letteralizzazione delle mie proiezioni.

Immaginiamo, quindi, la bacheca di Facebook come il muro di Miami; un post, come la banana con il nastro, e David, infine, come un lettore qualsiasi che legge quel post e se ne nutre come meglio credono le sue proiezioni.

Penso ai dissing su youtube o i “botta e risposta” su facebook, o ai tweet su twitter. La performance artistica Cattelan/Datuna rappresenta perfettamente la letteralizzazione delle comunicazioni social contemporanee. Ecco perché Datuna doveva mangiare necessariamente la banana di Cattelan, in quanto portatore di un sintomo collettivo.

È l’incomunicabilità ai tempi dei social network il tema principale della performance artistica Cattelan/Datuna. Ognuno pensa al proprio orticello, al proprio “io”, usando l’altro come un mero specchio delle proprie proiezioni.

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