La bellezza: via d’uscita dall’emergenza

Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione (Paolo VI).

Siamo immersi in un apparente momento di crisi profonda. Ci troviamo in una situazione che da alcuni viene presentata come la peggiore situazione critica dalla Seconda Guerra Mondiale.

Come non farsi prendere dal panico? Come non farsi attanagliare dalla paura irrazionale? Come possiamo fuggire dalla tentazione di rinchiuderci in un fortino di insicurezze, di barriere, di “precauzioni”?

Sono convinta che la Psicologia possa dare un’alternativa al panico. Sono convinta, allo stesso modo, che anche nel panico e nel caos si possano trovare le radici di opportunità di crescita interiore incredibili.

Siamo davanti a una catabasi. Siamo davanti all’opportunità di essere “obbligati” a ristrutturare segmenti della nostra vita. Siamo davanti a un’imperdibile occasione per re-instaurare il nostro amore per la bellezza. Guardiamo insieme a una delle opere d’arte più famose della storia dell’umanità: Primavera.

Primavera di Botticelli

Potranno recidere tutti i fiori ma non potranno fermare la primavera (Pablo Neruda).

Primavera di Botticelli è un’opera ritmica. Se ci concentriamo a guardarla riusciamo a sentire il ritmo della musica che armonizza la danza dei personaggi dell’opera.

È un’opera di ri-nascita. Una storia mitica ambientata in un boschetto di aranci, dove divinità, umanità e natura si incontrano. Interagiscono magicamente.

È un’opera che sa comunicare ritmo e bellezza. Comunica una pozione di allegria, caos, brezza ed ebrezza. Una delle letture filosofiche dell’opera, legge in questo dipinto un messaggio: l’amore, con tutte le sue sfumature, può staccare l’uomo dal mondo terreno per farlo evolvere nel mondo spirituale, dell’anima.

Trasformiamo l’amore in bellezza. La Primavera comunica bellezza, proprio perché ritmica, proprio perché proporzionata, propria perché stracolma di possibili interpretazioni. E la bellezza può fare evolvere l’umanità. Amare la bellezza, quella bellezza profonda e radicata nell’anima di ciascuno di noi, significa aprire un mondo nuovo.

Dove trovare la bellezza

La bellezza è il nome di qualcosa che non esiste,
che io do alle cose in cambio del piacere che mi danno.
(Fernando Pessoa)

Ognuno di noi ha un proprio sistema di vita. Abitudini, valori, affetti, ricordi, regole… Ognuno di noi ha “luoghi del cuore”, angoli di mondo a cui siamo affezionati. E ne abbiamo altrettanti a cui non badiamo nemmeno più. Per chi vive in grandi città, l’idea di evasione, di vacanza coincide con luoghi “diversi”: mare, montagna, una SPA… Chi è cresciuto in piccoli paesi probabilmente ha sempre sognato di trasferirsi in città molto più grandi. Già questa diversità è un principio di bellezza.

Chi ha la fortuna di vivere vicino al mare spesso si abitua ai riflessi del sole e della luna sull’acqua, al profumo che viene dalle onde del mare mosso. Ci si abitua anche ai piccoli scorci che spuntano dietro una curva, anche se questi a qualunque straniero farebbero mozzare il fiato.

Il primo nemico della bellezza e della nostra capacità di vederla è l’abitudine. Avete mai immaginato, ad esempio, che, ovunque voi viviate, qualcuno è venuto a fare il turista? O che qualcun altro ha scelto, spontaneamente, di comprare o costruire proprio lì dove voi vi trovate a vivere? L’abitudine, a volte, seppure rassicurante, sa chiuderci la vista, la vista degli occhi, del cuore, dell’anima.

Ed è proprio quando l’abitudine viene rotta (o interrotta) da fattori esterni, siamo di fronte a una possibilità di riscoprire piccoli segmenti di mondo di cui c’eravamo dimenticati, a cui eravamo abituati.

Troppo spesso viviamo con la stessa leggerezza con cui gettiamo la spazzatura. Gettiamo oggetti, cibi, indumenti perché non ci servono più. Li abbiamo usati e via. Eppure c’è chi è in grado di creare Arte dai rifiuti. C’è chi desidererebbe mangiare i nostri scarti. E così via.

La realtà l’ha saputa raccontare splendidamente Modugno con la sua “Meraviglioso”. Siamo circondati da un’infinita gamma di bellezza. Alla bellezza possiamo associare lo stupore, la meraviglia, lo sguardo di un bambino il momento prima di fare il primo bagno dell’estate.
La vita ci offre continuamente la possibilità di avere queste reazioni. Siamo circondati da fenomeni naturali, paesaggi, persone, affetti…e in ciascuna di queste realtà c’è almeno una radice di bellezza.

Ma, ancora una volta, non può crescere bellezza da una radice, se non siamo noi a farla crescere. A ciascuno di noi spetta l’onere di aprirsi allo stupore ed assumere un po’ di consapevolezza in più di quante occasioni abbiamo intorno a noi.

Conclusioni

Chiudere le finestre alla bellezza è contro la ragione, e distrugge il vero significato della vita.
(Claude Debussy)

Non ci sarà emergenza o caos o catastrofe in grado di spegnere ogni possibile radice di bellezza. Sopra di noi resterà sempre un cielo stellato. Intorno a noi ci saranno sempre piante, paesaggi, giardini, persone, paesaggi. Ognuno di noi avrà sempre la possibilità di vedere il mare. Di sognarlo. Di immaginare o vivere un’alba o un tramonto.

E tutto questo non potrà mai esserci rubato. Sta a noi essere pronti ad accogliere la bellezza. Sta a noi trasformare, ancora una volta, una crisi in una occasione di rinascita. Giusto per ricordarci che dopo la tempesta tornerà sempre a risplendere il sole.

P.S. CLICCA QUI per leggere L’autunno nel giardino dell’anima