Che differenza c’è tra uno psicoterapeuta e un idraulico?

Mettere a confronto queste due professioni è molto importante per iniziare a capire il campo d’intervento dello psicoterapeuta, cosa che appare quanto mai oscura e solo in apparenza compresa dai più. A parte le differenze tra psicologo, psichiatra, neurologo e psicoterapeuta che sono motivo di confusione anche tra le persone più istruite, di cosa si occupa esattamente lo psicoterapeuta è argomento che andrebbe chiarito. Per questo motivo l’idraulico ci è di grande utilità.

Perché ci poniamo questa domanda apparentemente astrusa, la differenza tra uno psicoterapeuta ed un idraulico?

Cerchiamo di capire meglio la questione.

Lo psicoterapeuta deve conoscere l’idraulica?

A colloquio con un paziente lo psicoterapeuta ascolta attentamente il suo racconto.

Il paziente illustra con nervosismo la nottataccia passata a combattere con un termosifone che ha iniziato a perdere allagando la stanza da letto e minacciando di far colare l’acqua al piano inferiore abitato da un vicino che avrebbe certamente bisogno più di uno psichiatra che di uno psicoterapeuta.

Tutta la notte a cambiare stracci di continuo sotto il blocco colante. -Ha provato con una cagna o un pappagallo? Interviene lo psicoterapeuta.

Il paziente lo guarda di traverso: -Dottore non scherziamo, non è il momento di fare dello spirito con i suoi simbolismi archetipici, il termosifone è vero e perde acqua, cosa c’entrano gli animali?

Lo psicoterapeuta si gratta la testa con la penna: -Guardi che sono delle pinze che servono a stringere i dadi del termosifone che potrebbero perdere. Il paziente imbarazzato: -Ah, veramente? Non pensavo s’intendesse anche d’idraulica.

La volta successiva il paziente con rispetto e gratitudine racconta allo psicoterapeuta che in effetti c’era un bullone lento che una volta stretto ha fermato la perdita.

Il terapeuta annuisce trapelando compiacimento e sapienza infinita. Ha fatto il suo lavoro? Benché abbia risolto il problema del paziente in realtà non ha fatto il suo lavoro ed in teoria non potrebbe neanche farsi fatturare la seduta.

Perché?

Ha fatto l’idraulico e non lo psicoterapeuta.

Lo psicoterapeuta non è tenuto a risolvere a risolvere i problemi dei pazienti

L’assurdo del racconto ci fa capire come lo psicoterapeuta non sia tenuto a risolvere i problemi reali dei pazienti e di conseguenza a dare risposte o consigli su come affrontare una situazione concreta.

Anche perché questo porterebbe lo psicoterapeuta a diventare un tuttologo capace di farti trovare marito, lavoro, e pure di guarirti da malattie incurabili. Spesso invece accade così in modo più velato o accade che il paziente si aspetti che lo psicoterapeuta lo aiuti a trovare risposte e modi per uscire dai suoi disagi in termini pratici. Altrimenti che ci va a fare? Motivo per cui le persone più pragmatiche, in genere gli uomini, vedono nello psicoterapeuta l’immagine dell’inutilità assoluta.

Cosa avrebbe dovuto fare lo psicoterapeuta?

Invece di pensare a cagne e pappagalli avrebbe dovuto farsi una domanda molto più semplice: -Perché mi sta parlando del termosifone che perde? Perché proprio questo racconto?

Mentre l’atteggiamento dell’idraulico ci porta a definire un problema in termini tecnici, l’atteggiamento dello psicoterapeuta va a definire cosa muove il problema. Se l’idraulico tratta l’oggetto, come riparare il termosifone, lo psicoterapeuta tratta il soggetto, chi è colui che ha difficoltà con il termosifone cercando di mettere in luce ciò che quell’oggetto evoca in lui. Ancora meglio sarebbe dire che lo psicoterapeuta si occupa dell’immagine del termosifone e del rapporto che il paziente ha con questa e non del termosifone come oggetto reale.

Che cos’è l’immagine di un termosifone?

Prima di essere quel radiatore di ghisa o alluminio che la maggior parte di noi possiede nelle stanze di casa, il termosifone è una parola che veicola una rappresentazione. Il modo in cui immagino un termosifone, le associazioni che su di esso compio, le mie esperienze dirette con esso, le analogie che posso inventare, sono gli aspetti psichici che interessano lo psicoterapeuta. A questo si aggiunge quello che nel profondo il termosifone cela.

Viene da ridere, ma dire che il termosifone ha una vita propria nella nostra psiche non è così strano. Tuttavia non è compito facile estrarre l’immagine del termosifone dal suo aspetto concreto come non è così immediato domandarsi cosa si celi veramente dietro il fatto raccontato dal paziente: è un diversivo o un enigma simbolico? Dove vuole condurmi con il suo racconto?

In realtà stiamo facendo esperienza di un’altra dimensione, e il prezzo per esservi ammessi è la perdita del punto di vista materiale (J. Hillmam, Il sogno e il mondo infero, Adelphi, Milano, 2003, p.72).

 

Conclusioni

Il problema psicologico si delinea quando di fronte ad un evento apparentemente concreto lo psicoterapeuta evita di letteralizzare i termini del racconto per trovare in essi ciò che affligge o riguarda il mondo psichico del paziente. Pertanto lo psicoterapeuta non si sofferma sul fatto reale ma porta il suo sguardo oltre i significati concretistici un po’ come se stesse indagando su di un evento misterioso.

Ora, il mistero non è una classe di eventi diversi dagli eventi letterali, ma sono quegli stessi eventi letterali che, considerati sotto una luce diversa, sono visti come schermi ambigui e danno il via alla nostra psicologizzazione (J. Hillman, Re-visione della psicologia, Adelphi, Milano, 2000, p. 259).

 

Nel lato psicologico delle cose si cela il profondo, l’insieme degli immaginari per questo anche detti inconsci. In quei luoghi c’è spesse volte il motivo che mette gli individui in situazioni che non si riescono a risolvere con le soluzioni concrete e che richiedono la specifica competenza dello psicoterapeuta per essere gestite e curate.

P.S. se ti interessa l’argomento CLICCA QUI per leggere FARE ANIMA O FARE PSICOTERAPIA?