Sei talmente abituato a vivere da vittima che la felicità che ricevi in questo momento ti fa piangere (Alejandro Jodorowsky)

Questo pomeriggio mi sono imbattuto in questa frase che subito mi è balzata all’occhio, non solo per la sua brevità, ma anche per un impatto direi devastante che ha avuto su di me. Sei così abituato a vederti come una vittima che il mondo aspetta solo di punirti un’altra volta, questo ho pensato. Un fulmine a ciel sereno che mi ha indotto a volervi raccontare del suo autore, Alejandro Jodorowsky, che con la sua emotività ha costruito un nuovo modo di fare arte.

Voglio raccontarvi la storia di Alejandro e del suo percorso artistico al limite tra l’Apollineo ed il Dionisiaco, dove la vita produce una danza a spirale come nell’estasi dei dervisci.

Introduzione

Alejandro Jodorowsky, artista eclettico e sovversivo è tutt’oggi un rivoluzionario nel campo dell’arte. È un esteta, un rivoluzionario, la sua arte dalla natura complessa talvolta è difficile da accettare. Lo spettro dei suoi atti aleggia ancora negli occhi di chi ha assistito ad uno dei suoi spettacoli del teatro panico così come accade a  chi ha beneficiato dei suoi film e delle sue opere. Va da sè che, in questo articolo, del vasto campo artistico di Jodorowsky vengono analizzati solamente determinati aspetti.

Alejandro Jodorowsky

Nato nel 1929 nella cittadina di Tocopilla in Cile Alejandro Jodorowsky è un’artista a 360 gradi che ha raccontato di sé quasi con ogni mezzo artistico possibile. È disegnatore, narratore, pittore, scrittore, regista, attore ed anche psicomago. Il percorso artistico di Alejandro inizia sin dalla sua infanzia, quando per complesse concause della vita si ritrova a nascere in una famiglia che gli darà modo, attraverso la privazione, di evolversi nell’uomo che è oggi.

Curiosità

Da bambino ha un amico speciale, si chiama Rebe ed è immaginario. Ebbene sì! Rebe è immaginario ma Alejandro fa la sua conoscenza attraverso Jaime, suo padre. Nato dalla psicosi di nonno Alejandro, il padre di Jaime, Rebe “risorge” dal regno dei morti attraverso Jaime che lo “affida” ad Alejandro affinché gli faccia compagnia nei momenti di solitudine. Potremmo immaginarci Rebe come il Daimon di Alejandro che di padre in figlio viene a consultare tutta la famiglia.

L’arte di Alejandro Jodorowsky

Personalmente, la poesia è il mio inizio, dove s’infrange l’onda lì la poesia offre una breccia al grido dell’Anima.

“La poesia è azione” così cita Marinetti e Jodorowsky ne fa il suo motto e lo mette in pratica dando vita ad un oceano di atti che scatenano la sua più recondita fantasia.

Jodorowsky mette in mostra tutta la sua creatività attraverso gli atti poetici, gesti che trasportano la poesia nella dimensione della realtà. È accompagnato da Enrique Lihn, suo amico e futuro poeta cileno, questo si presta ad ogni atto che condivide con una finalità rivoluzionaria, basata sulla denuncia delle apparenze al fine di smascherare la realtà e mettere in discussione qualsiasi convenzionalismo.

Esempio di atto poetico:

Nel libro “La danza della realtà” Jodorowsky afferma che in compagnia di Lihn ha messo in scena un atto poetico, la cui finalità era di camminare in linea retta oltrepassando ogni ostacolo gli si parasse davanti. Scavalcano, corrono ed entrano addirittura nelle case! Fino a ritrovarsi in un parcheggio rincorsi da un branco di cani.

La psicomagia

Jodorowsky, creatore della psicomagia, ricerca le origini delle arti magiche in Città del Messico, quando l’incontro con Paquita, una guaritrice messicana, darà fuoco alla miccia della sua ricerca. Paquita è una fonte d’ispirazione per Alejandro perché le forze della suggestione che lui mette all’interno degli atti psicomagici sono state incentivate dall’incontro con quest’ultima.

Cos’è la psicomagia?

È un metodo ideato da Jodorowsky, il cui scopo è quello di mitigare i problemi e i traumi della persona incatenata al passato. Jodorowsky fa uso di riti e prove fisiche atte ad agire direttamente sull’inconscio del soggetto. Egli sostiene che la psicomagia funzioni poiché ogni rito è cucito come un abito sartoriale intorno alla psiche del soggetto.

Esempio di atto psicomagico

Alejandro racconta nel suo libro Psicomagia una terapiapanica di un ragazzo che va da lui per esprimere la sua frustrazione riguardo al fatto sia di sentirsi sempre tra le nuvole che incapace di creare da sé una propria indipendenza economica. Alejandro afferma:

” Prendo le sue parole alla lettera e gli propongo di trovare due monete d’oro e di incollarle alle suole delle scarpe, perché calpesti oro tutto il giorno. A partire da quel momento, scende dalle nuvole, mette i piedi nella realtà e avanza.”

Riflessioni sulla psicomagia

Non esiste un atto psicomagico che sia identico all’altro, ogni atto viene stabilito in funzione del vissuto e del carattere del soggetto, il quale dovrà adempiere l’atto alla lettera se vorrà ottenere dei benefici. Ovviamente la psicomagia non è una scienza così come non è una tecnica ufficialmente riconosciuta dagli organi competenti, può essere vista come uno strumento artistico che ricorda in qualche modo uno psicodramma volto unicamente al beneficio di chi la sperimenta.

Userei personalmente la psicomagia? Si ma non con l’intento o la speranza di poter risolvere dinamiche profonde. Piuttosto mi concentrerei della sua efficacia su elementi psichici meno incisivi.

I tarocchi di Jodorowsky

L’ultimo elemento preso in analisi sono i tarocchi di Marsiglia, che egli stesso ha fatto restaurare con il fine di renderli uno strumento di autoconoscenza.

L’approccio con i tarocchi avviene sin dalla tenera età quando, nella biblioteca di Tocopilla dove entra in contatto con un libro alquanto particolare: Les Tarots par Etteilla. Il libro, scritto in lingua francese, suscita in lui una voglia incomprensibile di decifrarne il contenuto.

Successivamente Alejandro si trasferisce a Parigi dove, insieme a Camoin, restaura gli antichi tarocchi di Marsiglia.

In questa scena potremmo quasi azzardare la possibilità della presenza del daimon di Jodorowsky mosso dalle fila di Ananke che ne dirige il destino.   

La funzionalità dei tarocchi

I tarocchi sono stati strumento per la comprensione di dinamiche future, il soggetto chiede che gli venga svelato ciò che dovrebbe accadere affinché la sua voglia e la sua sete ansiogena vengano soddisfatte. Questo metodo poco ideale ed anche abbastanza fantasioso si discosta fortunatamente da quello che mette in atto Jodorowsky, per lui infatti i tarocchi sono uno strumento sì conoscitivo ma anche introspettivo. L’uso del tarocco è un uso psicologico, che ha lo scopo di poter indagare e comprendere meglio le dinamiche agite. Il metodo si basa sull’analisi degli arcani maggiori, i quali sono l’immagine di 22 famosi archetipi. La si potrebbe considerare quindi una lettura del simbolo nelle sue caratteristiche e nella posizione che assume nella stesura del tiraggio. Jodorowsky inizia con l’estrazione di tre carte e poi procede nella lettura dei simboli mentre personalmente ritengo che al fine di rimuovere ogni dubbio sulla possibilità di una casualità di estrazione è giusto che gli archetipi vengano scelti dal soggetto ed ordinati secondo una sua predisposizione. La mia è un’idea che non tende a sostituire il metodo Jodorowsky ma può essere un ulteriore strumento per l’analisi del simbolo.

Curiosità relative ai tarocchi

Esiste un famoso psicoanalista italiano che ha scritto ed approfondito le funzioni e le caratteristiche degli arcani dei tarocchi, il suo nome è Claudio Widmann e su YouTube è possibile recuperare diversi video per una migliore comprensione del tema. La presenza di Widmann nel mondo dei tarocchi è importante perché per certi versi non scarta la possibilità °proposta da Jodorowsky ovvero quella di utilizzare il tarocco come uno strumento introspettivo. Ulteriore testimonianza riguarda i tarocchi ce la fornisce Jung, il quale non si dedicò con completezza all’argomento poiché preferì dedicarsi allo studio dell’I Ching.

Queste sono una sorta di idee archetipiche, di natura differenziata, che si mescolano a componenti ordinari del flusso dell’inconscio, e perciò è adatto ad un metodo intuitivo che ha lo scopo di comprendere il flusso della vita, forse anche predire eventi futuri, eventi che si presentano alla lettura delle condizioni del momento presente (Carl Gustav Jung)

Conclusioni

Non parlare di te stesso senza concederti la possibilità di cambiare (Alejandro Jodorowsky)

Ripartendo dalla citazione iniziale intendo concludere l’articolo con un’altra dall’effetto altrettanto potente. La mutevolezza di Jodorowsky nella sua arte può essere un esempio per tutti noi che spesso volgiamo lo sguardo verso il basso dimenticando quello che abbiamo dentro. Così come Alejandro attraverso le difficoltà e le sofferenze si è offerto la possibilità di cambiare altrettanto possiamo fare noi. I fiori che sbocciano dalle condizioni più assurde sono anche i più belli, non resistere al cambiamento, agiscilo!

P.S. CLICCA QUI per leggere la nostra intervista esclusiva a C.Jodorowsky

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Info sull'autore

Gerardo Iannacci

Laurea magistrale Psicologia Clinica e della Salute. "Creare è vivere due volte". Albert Camus

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