Nessuno si salva da solo

Abbiamo scoperto solo oggi che nessuno si salva da solo?

Abbiamo scoperto solo oggi la bellezza del vuoto?

Per alcuni sembra di sì, e Papa Francesco senza andare troppo per il sottile ce lo ha ricordato e, come un vero Cristo, ci ha lasciato sentire la pienezza del nostro vuoto.

Due giorni di pioggia esteriore ed interiore, il cielo plumbeo che ha scurito l’anima di ognuno di noi e il silenzio dei vuoti gradoni bagnati di piazza San Pietro, hanno fatto da cornice ad una preghiera. Una voce che ha scandito poche ma significative parole.

Parole dense di fede e ricche di sentimento. Parole che non hanno cercato di colmare un vuoto ma lo hanno alimentano.

Abbiate fede

Era il 1522 e nella stessa piazza veniva esposto il Crocifisso miracoloso che salvò Roma dalla peste del 1522.

Questa volta, tuttavia, non ci sono fedeli, pellegrini o devoti. Il vuoto davanti al Papa però è un vuoto pieno di fede.

Francesco, davanti alla piazza, ha alzato l’ostensorio con il panno d’oro che copre il corpo di Cristo e, la pioggia prende il posto del sangue.

Bergoglio ha scelto un brano ben preciso del Vangelo: una barca sta per essere travolta dalla tempesta mentre Gesù dorme a poppa. I discepoli lo svegliano disperati chiedendogli la salvezza e lui risponde con un laconico: abbiate fede.

Proprio quella fede che ci guida in qualsiasi azione della nostra vita, anche se siamo atei o mussulmani, pagani o cristiani. Abbiamo fede nella religione, nella razionalità, nella scienza, nella psicologia, nella vita e nella morte. Senza fede non ci sarebbe la sicurezza di poter vivere.

Il Coronaviurs rappresenta la tempesta che si abbatte sul mare dell’umanità e noi, poveri discepoli, attendiamo fiduciosi. Mentre la fede -etimologicamente- è la corda musicale di un piccolo strumento.

Ogni strumento a corde fa del vuoto la sua potenza e creatività. Quell’abbiate fede è proprio un invito ad affidarsi al vuoto delle cose. 

La tempesta che distrugge gli stereotipi

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene a dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di imballare e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente salvatrici, incapaci di fare appello alle nostre radici (Papa Francesco). 

Con la tempesta è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ego sempre preoccupati della propria immagine (Papa Francesco). 

Perché, prima della tempesta, provavamo affanno nel truccarci?

Rispondo con le parole di Hillman: poiché la natura collettiva di noi occidentali aborrisce il vuoto, ci diamo da fare per riempire quella vuotezza con qualcosa, qualunque cosa, dal cibo spazzatura ai rimedi fai da te, dall’alcol, lo shopping e i giochi e gli apparecchi più nuovi alla commiserazione degli amici oppure, semplicemente, di lacrime a non finire. (Psicologia Alchemica, pp.57/58)

Secondo Bergoglio ora è il momento di abbracciare la croce, ovvero di abbracciare tutte le contrarietà del tempo, abbandonando il nostro affanno di onnipotenza per dare spazio alla creatività dello spirito. Allo stesso modo ci consigliava James Hillman: leggiamo all’incontrario il senso del vuoto e scopriremo un vuoto come sorgente di bellezza. 

Papa Francesco ci ha aperto gli occhi sulla dinamica del vuoto, il vuoto come indizio della presenza di un vaso che sta prendendo forma. Siamo noi a dover scegliere la forma del vaso che nascerà dopo la tempesta. Saremo noi a compiere una scelta.

Cosa ne faremo di questo vuoto che stiamo vivendo? 

Conclusioni

Oggi abbiamo scoperto che nessuno si salva da solo

Oggi abbiamo scoperto che da soli cerchiamo solamente di riempire la sensazione di vuoto che ci assale, mentre insieme riusciamo a vedere il vaso che lo circonda. 

La strada per la salvezza psicologica è l’abbandono, l’abbandono alla bellezza del vuoto che ri-formerà un nuovo vaso aderente alla nostra nuova vita.

Ecco perché credo che il discorso di oggi del Papa sia stato una vera e propria lezione di psicologia del vuoto e della sua bellezza.

“Se Dio non ci avesse dato un vaso / gli altri suoi doni sarebbero stati inutili”

P.S. CLICCA QUI per leggere Colmare il vuoto interiore può essere uno sbaglio