Robert Moss




Come da tradizione L’Anima Fa Arte è luogo di confronto e di incontro per i grandi pensatori del nostro secolo. Nel n.14 Nuvole [che puoi leggere gratuitamente CLICCANDO QUI], abbiamo avuto l’onore di poter dialogare con Robert Moss.

Robert Moss è uno storico australiano, giornalista e saggista. È famoso per il suo magnifico lavoro sul sogno, e per aver creato l’Active Dreaming, una tecnica onirica della quale parleremo fra poco.

L’intervista a Robert Moss è stata un’esperienza profonda e immersiva, pertanto non ti rubo altro tempo e ti auguro una buona lettura!

L’intervista 

Michele Mezzanotte: Che cos’è un sogno?

Robert Moss: Un sogno è un’esperienza in una realtà che va oltre quella dei sensi ordinari.
Ci sono “grandi” sogni e “piccoli” sogni. I sogni ci portano oltre ciò che noi già sappiamo e spesso al di là del corpo e della mente. Tra i Makiritare, una popolazione sciamanica del Venezuela, la parola che si usa per indicare il Sogno è Adekato, ovvero viaggio dell’anima.
Nell’antico Egitto, dove sapevano molto riguardo il sogno, la parola che usavano per indicare sogno era rwst, che significa risveglio.
Sognare non accade solo durante il sonno. Sognare è svegliarsi in un ordine più profondo della realtà. Possiamo farlo nel sonno, nello stato tra sonno e veglia, nella meditazione, nel viaggio sciamanico, in uno stato di flusso creativo – o quando ci apriamo al gioco dei segni e dei simboli del sogno durante la vita quotidiana.

Michele Mezzanotte: Come è iniziata la tua passione per il sogno?

Robert Moss: Il mondo dei sogni è casa mia. Ho capito fin dall’infanzia che ci sono mondi al di là di quello fisico e che il sogno è il nostro modo più semplice per accedere a loro.
Ero stato considerato clinicamente morto in ospedale quando avevo tre anni e a nove anni ebbi quella che ora è chiamata “esperienza ai confini della morte”. Quando avevo nove anni, ho lasciato il mio corpo sotto i bisturi del chirurgo nella sala operatoria dell’ospedale di Melbourne, Australia. Fui attratto in un mondo affascinante che sembrava essere all’interno della terra stessa. I suoi abitanti erano molto alti, belli e saggi. Mi sollevarono come se fossi uno di loro. Mi sembrò di vivere con essi una vita intera prima di morire nel loro mondo e tornare in quella sala operatoria nel corpo spaventato di un bambino di nove anni. L’unica persona che sembrò capire quella esperienza fu un ragazzo aborigeno che mi disse in modo deciso: “Oh si, noi facciamo questo. Lo facciamo quando siamo molto malati, andiamo e viviamo con gli spiriti. Quando torniamo, a volte rimaniamo uguali, a volte no.”

Michele Mezzanotte: A cosa serve il sogno?

Robert Moss: Molte società, recentemente hanno capito che i sogni sono importanti per tre motivi.

Primo, i sogni ci danno accesso a fonti di saggezza oltre il senso ordinario delle cose – puoi parlare ad un Dio, o ad una Dea, agli antenati, ai poteri animati della natura, al grande Sè. “È un fatto antico”, dice il grande psicologo C.G. Jung nel suo ultimo grande saggio, “che Dio parla principalmente attraverso i sogni e le visioni.”

Secondo, i sogni ci mostrano il futuro, in modi che possono contribuire al benessere e alla sopravvivenza di intere comunità. Non solo ci mostrano eventi che accadranno; ci mostrano possibili futuri. Se siamo in grado di raccogliere, chiarire le informazioni e prendere misure appropriate, noi possiamo migliorare la possibilità di avere il futuro che scegliamo o evitarne uno indesiderato.

Terzo, il sogno è medico, in diversi sensi. Nei sogni somatici o prodromici, vediamo cosa accade dentro il corpo e quali sono i sintomi che potrebbero svilupparsi nel futuro. Perciò i sogni posso assolvere la funzione di diagnosi. Quando ci ammaliamo, i sogni sono una fabbrica di immagini che ci possono aiutare a star meglio. La scienza medica è sempre più ricettiva al fatto che il corpo riceve immagini come eventi, e risponde di conseguenza. Inizialmente le immagini dei sogni possono risultare spaventose, ma insisto che qualsiasi immagine che ci appartiene può essere sviluppata nella direzione della totalità e della guarigione, se siamo disposti a lavorare con esse.

Inoltre i sogni ci mettono in contatto con molteplici aspetti di noi stessi – con l’ombra che possiamo aver represso o negato, con il bambino magico che avrebbe potuto essere presente con noi quando il mondo sembrava troppo freddo e crudele, con i nostri spiriti animali. Lavorare consapevolmente a queste connessioni può aiutarci a essere più forti. Tutto ciò può portarci alla guarigione dell’anima.

Michele Mezzanotte: A chi servono i sogni?

Robert Moss: Sognare è un’attività essenziale per l’uomo, così come il sesso o il sonno. Se abbiamo perso il contatto con i nostri sogni, dicono gli Irochesi, abbiamo perso una parte vitale della nostra anima. I sogni sono importanti e utili per tutti.

Attraverso il nostro radar del sogno, siamo in grado di vedere sfide e opportunità che si trovano davanti a noi. Questo fa parte del nostro kit di sopravvivenza. I sogni sono come uno specchio magico per le nostre azioni e atteggiamenti quotidiani – talvolta in modi scioccanti o divertenti – e ci aiutano a guardare noi stessi da una prospettiva più alta. In questo modo (come Dostojevsky ci ha ricordato in Delitto e Castigo) i sogni della notte possono essere una correzione delle delusioni del giorno.

E poi c’è anche il valore di intrattenimento e ristoro dei sogni, il cui regalo può essere semplicemente una buona storia o una buona risata. Se non ricordi i tuoi sogni, ti stai perdendo il bello di un film.

Michele Mezzanotte: A chi vanno raccontati i sogni?

Robert Moss: Sono pronto a condividere i sogni con chiunque e in qualunque momento. Ho inventato un processo divertente, veloce e ad alta energia per la condivisione dei sogni. Questo processo ci da uno spazio sicuro per ascoltare i sogni degli altri e offrire utili risposte per intraprendere strade da applicare alla vita quotidiana. Chiamo questo processo Lightining Dreamwork perché è veloce come un fulmine e intende focalizzarci sull’energia. È molto importante che questo tipo di lavoro con il sogno vada oltre il pensiero e l’analisi. Il sogno inoltre, inspira un’azione.

Michele Mezzanotte: Che cos’è l’Active Dreaming?

Robert Moss: In primo luogo, l’Active Dreaming è un modo di parlare di parlare dei nostri sogni e di ripercorrerli, di portare energia dal mondo dei sogni alla vita quotidiana. Impariamo a creare un spazio sicuro dove possiamo condividere i sogni della notte e i sogni della vita con gli altri, ricevere feedback utili, e incoraggiarci gli uni con gli altri ad intraprendere un’azione creativa e di guarigione.

In secondo luogo, l’Active Dreaming è un metodo sciamanico per fare sogni lucidi. Si basa sulla comprensione che non necessitiamo del sonno per sognare. Il modo più semplice per diventare un sognatore cosciente o lucido è quello di partire lucidi e rimanere così. Ci immergiamo nel sogno lucido dallo stato di consapevolezza liminale, noto come ipnagogico, quando siamo tra il sonno e la veglia o tra la veglia e il sonno. Impariamo a usare la porta di un sogno ricordato per lanciarci in un viaggio conscio nel sogno.

In terzo luogo, l’Active Dreaming è un modo per vivere coscientemente. Ci invita a scoprire e seguire il percorso naturale delle nostre energie, ad afferrare ciò che esse ci portano. Gli atteggiamenti che scegliamo in base ad esse hanno effetti magnetici sul mondo intorno a noi, disegnando o respingendo incontri e circostanze.

Michele Mezzanotte: Che cos’è il Dream reentry?

Robert Moss: Il Dream Reentry è la pratica di usare un sogno ricordato come un portale per un viaggio cosciente. Nei miei workshop, usiamo spesso il tamburo sciamanico per fare focus e dare potere a questo viaggio.

Ti devi chiedere Perché vuoi tornare indietro in un sogno?

Per i principianti il modo più semplice di capire cosa sta accadendo dentro un sogno è di recuperare la maggior parte di quel sogno. Non dobbiamo confondere il racconto del sogno con l’esperienza originale del sogno. Il racconto del sogno non descrive mai l’esperienza diretta del sogno e manca sempre qualche dettaglio.

Forse stavi vivendo una grande avventura onirica con il tuo amante in un’isola de Mare del Sud o in Atlantide, ma la sveglia è suonata ed è stata interrotta. Il Dream Reentry può permetterti di divertirti ancora, magari proseguendo la storia del sogno.

In alternativa, puoi voler fuggire via dal sogno perché qualcosa ti ha spaventato. Hai sbattuto la porta e hai detto: “Grazie agli dei era solo un sogno”. Questo è un atteggiamento scorretto. Dobbiamo imparare ad affrontare qualsiasi cosa ci si presenti nel sogno. A volte ciò che liberiamo dai sogni può essere la nostra forza.

Potresti aver incontrato qualcuno in un sogno – per esempio la tua cara nonna defunta, o un giovane Italo Calvino – e ti piacerebbe avere una bella conversazione. Puoi imparare a tornare indietro nel sogno e farlo.

Nel sogno può capitare di vivere un incidente d’auto. Il Dream Reentry può aiutarti a capire se si tratta di una letterale futura possibilità, oppure se l’auto è simbolo dell’energia che ti muove nella vita: il tuo lavoro, il tuo corpo, la tua relazione.

Michele Mezzanotte: Che relazione c’è tra sogno e sincronicità?

Robert Moss: Possiamo imparare a percorrere le strade della vita quotidiana come sognatori consapevoli, sapendo riconoscere come il mondo ci parla in segni e simboli, e come un ordine più profondo degli eventi può rivelarsi attraverso il gioco della sincronicità.

Nei sogni della notte e nelle escursioni consce ci avviciniamo ad altri ordini di realtà, dove le regole del tempo lineare e della Fisica Newtoniana non si possono applicare. La sincronicità serve per confermare o incoraggiare una certa linea d’azione.

La sincornicità è quando l’universo diventa personale.

Se facciamo attenzione scopriamo che, tutti i giorni, ci vengono dati segni dal mondo. Al di là di questi segni, ci troviamo in un campo dinamico di risonanza simbolica.
Un simbolo è più che un segno: riunisce ciò che conosciamo con quello che ancora non sappiamo. Attraverso la trama della sincronicità, possiamo riconoscere l’ordine nascosto degli eventi, la storia profonda del mondo e della vita.

Michele Mezzanotte: I nostri sogni appartengono sempre a noi?

Robert Moss: I sogni sono una responsabilità, come ha detto un poeta americano. Qualunque cosa accada nei tuoi sogni, secondo la mia opinione, è una tua responsabilità. Possiamo calarci nel sogno degli altri o ricevere il sogno di altri come se fosse una lettera.
Quindi la domanda da fare riguardo ogni sogno è: chi sono io, dentro questo sogno? Potresti scoprire di aver sognato una vita di un tempo passato, futuro o parallelo -Mi capita spesso-.

Poi c’è la piccola questione dell’intrusione psichica.
Nell’epoca greco-romana, c’era molta attenzione riguardo al tema degli stregoni greci chiamati oneiropompei, “viaggiatori dei sogni” che potevano tentare di riempire la tua mente con un sogno falso o fuorviante. Non abbiamo bisogno di pensare alla stregoneria per notare che le persone che non hanno confini psichici sani possono essere turbate nella notte da visite che non vogliono, in particolare dagli ex-partners. Ancora una volta siamo responsabili. Se ci sentiamo invasi, dobbiamo imparare a creare alcuni schermi e filtri psichici.

Michele Mezzanotte: Ora a cosa stai lavorando in particolare?

Robert Moss: Dato che sto parlando con una rivista italiana, non posso che rispondere riferendomi a Italo Calvino. In un sogno dell’anno scorso si presentò nel mio studio, di fronte alla mia scrivania. Aveva una trentina di anni. Mi diede alcuni segnali che cercai di seguire.
Uno è che quando voleva liberarsi dal realismo socialista dei suoi primi romanzi, decise far apparire il libro che avrebbe voluto leggere.
Il secondo è che le meraviglie possono essere compiute in forme brevi, e in questo Calvino (come Borges, forse il mio scrittore preferito) era un maestro.

Come insegnante onirico, insieme con il mio vecchio professore di storia, abbiamo iniziato una nuova collaborazione come quella che abbiamo avuto in passato e che ha prodotto la Storia segreta dei sogni (Castelvecchi Editore) – un libro che evoca le grandi tradizioni del sogno.

Infine, si potrebbe pensare che le mie storie potrebbero essere pubblicate nel genere fantasy ma esse arrivano direttamente da esperienze reali fatte nel sogno e in quello che mi piace chiamare Imaginal Realm.

Infine Ti ringrazio per questa intervista e ti auguro che i più grandi sogni diventino realtà – ma anche che tu possa ricordarli sempre!

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