Che fine hanno fatto le prostitute?

Prostituzione è una parola piuttosto complessa. Anche perché nella sua etimologia troviamo banalmente un “mettere avanti”, un “esporre”. Il che poco ci aiuta a coglierne il senso dispregiativo ormai consolidato dal nostro culturally correct.

Allora potremmo parlare di “puttane”, o di “puttani” se preferite, per cercare l’origine negativa di questa immagine. Ma, sarete delusi, anche qui, nel ritrovarvi semplicemente con una parola che, non solo significa fanciulla o cavità naturale, ma che ha a che fare con qualcosa di sacro. Allora giungiamo al più aulico “meretrice”, termine quasi in disuso, e ci ritroviamo, ancora una volta, solo con una guadagnatrice. Ma non demordiamo, proviamo con “baldracca”, ossia osteria. “Mignotta” è carezzevole e preferita e amante. Dunque “bagascia” che è fanciulla servente. “Troia” è solo la femmina del maiale, animale sacro a Demetra… Insomma sembra che dobbiamo faticare per trovare un’origine malefica di quello che viene chiamato il mestiere più antico del mondo.

“La messa al bando della pornografia fa chiudere i battenti a tutta un’industria e preclude il diritto individuale al perseguimento della felicità attraverso l’esercizio di una professione – di attrice porno, di spogliarellista, di scrittrice o fotografa porno, o, anche, di prostituta” (J. Hillman figure del mito)

Quando un settore soffre

Molti settori soffrono, ma ce ne sono alcuni che soffrono anche il fatto che nessuno si accorge della loro sofferenza. Del resto parte del lavoro della psicoterapia è il compatire, il patire insieme, testimoniare quella sofferenza di cui nessuno si accorge. Allora da psicoterapeuti non siamo settore che soffre, ma siamo chiamati ad accorgerci della sofferenza, anche di quella politically scorrect. Vi sono diversi settori che soffrono. Gli artisti di strada e di teatro o i circensi, i giostrai, i porchettari, i pulitori di vetri ai semafori oppure le prostitute.

Non saprei dirvi il preciso momento in cui abbia pensato alle prostitute. Non sono un frequentatore, e se lo fossi non lo avrei scritto, ma quando mi muovo verso la capitale, e da quando ho memoria, osservare sul ciglio della strada delle donne che vendono il loro corpo ha sempre animato in me sentimenti contrastanti. Si perché agli eventi concreti che mi lacerano al pensiero del turismo sessuale, del traffico di donne, degli abusi e della malavita, si affiancano le immagini archetipiche dei riti dionisiaci, delle ninfe, delle afroditi, delle sabine che si concessero. Insomma la prostituzione ha un retroterra archetipico che ci suggerisce come la funzione puttanesca nell’anima sia nutriente come la pasta che ne porta il nome e, sempre come la pasta, bruci in bocca. Allora osserviamo un settore che ci suggerisce qualcosa sulla psiche e, al tempo stesso, che viene troppo tralasciato.

La prostituzione in vetrina

Noi siamo il paese del Vaticano e più di altri abbiamo bandito la pornografia e la prostituzione. Bandire non vuol certo dire eliminare, quanto piuttosto perseguire penalmente chi guarda, frequenta, agisce all’interno degli imperi di Afrodite. Ma noi stiamo usando una lente immaginale, noi vogliamo osservare il senso della prostituzione come funzione psicologica. Si perché, come in ognuno è contenuto un femminile e un maschile, Anima e Animus li chiamava Jung, in ognuno c’è una sacra cavità naturale che guadagna, serve e ama. E bandirla dal mondo rischia di vederla bandita nella psiche. Ora è chiaro che, una volta chiarito che Afrodite è origine della capacità immaginativa e generativa, stiamo bandendo l’eros, la spinta immaginativa e questo non è bene. Ed è bene ricordare che a una Afrodite Urania, aulica sessualità elettiva, si affianca, secondo Platone, Afrodite Pandemia, di tutto il popolo e, per questo più orgiastica. Hillman ci parla anche di una Afrodite porneia che è terrena esecutrice della Pandemia.

Economia di settore

Se un settore si blocca spunta da un’altra parte. La pornografia è semplicemente uno scrivere (grafia) sulla prostituta (porneia).  Dunque io sono certamente pornografico scrivendo questo articolo. Ma poi pornografia è tutto ciò che stimola l’eccitamento sessuale, l’eros. questa energia psichica non può essere bandita perché è un po’ come per le emozioni, non puoi anestetizzarti per non sentire tristezza perché, se ti anestetizzi, sei condannato a non sentire niente, neanche l’amore. Identicamente con l’Eros, la libido. Se li castriamo allora stiamo combattendo l’energia psichica tout court e con lei, la generatività, la creazione, la creatività e lo slancio vitale. E siccome quell’Elan  vital, di bergsoniana memoria, ci precede e ci succede, siccome esiste indipendentemente da noi si farà vedere altrove con una pornografia coartata.

“Ci fa più paura guardare guardare un normale ano umano che non certi personaggi dalla faccia come il culo che imperversano ogni sera alla televisione.” [James Hillman, Figure del mito, p.192]

Pornografia mediatica

Allora basta sentire come l’eros e l’eccitamento prenda gli acuti dei giornalisti dei tg di fronte ai morti da record! Oppure osservare la pornografia dei tutorial di conduttrici ancora per poco avvenenti che ci spiegano come indossare una mascherina. O pagare quella stessa mascherina cifre da prostituzione. E, ancora, vedere pubblicati in tempo record libri di epidemiologi boriosi nemici di Boris e di nome Burioni. E quanto è pornografico impastare, infornare, mangiare oltre il necessario? Senza parlare delle palestre on line, e di tutto l’on line che è come guardare dal buco della serratura. Anche la terapia è on line ma la terapia è pornografica per sua stessa definizione.

Prostitute in Casa integrazione

Le vetrine si svuotano, il lockdown obbliga a una fissità, a un fermo. Niente consumi. E dire che il consumismo era il più grande contenitore proprio di quell’eros bandito dal culturally correct. Le vetrine dei negozi vuote ci levano anche la sublimazione della pornografia. E loro, i commercianti, depressi e sconsolati, pornografi per i repressi, si dolgono di questo. Ugualmente le puttane e i puttani della mittleeuropa, da sempre meno ipocrita, lasciano vuote le loro sedie nelle vetrine in cui si esponevano come merce. Lì dove il commerciante e la merce erano la medesima cosa si avverte un vuoto imponente. Non basta chiedere ammortizzatori sociali. Non basta passare all’on line. Così come la psicoterapia on line non può sostituire le sedute in presenza, proprio lei che lavora con le parole, tanto meno può la prostituzione senza diventare onanismo mascherato.

Aumenta la violenza dentro casa

Possiamo dire che il fermo dei campionati di calcio abbia aumentato l’aggressività dentro casa perché ha eliminato il rito settimanale che scaricava a terra lo slancio vitale e l’eros. Ma non possiamo certo dire che l’eccessiva energia aggressiva dentro casa possa essere imputata al crollo del settore della prostituzione. Pur non potendo neanche dire il contrario. Ma quanta psicoterapia conosce le fuitine, le scappatelle, le amanti o le prostitute abituali. E quanta psicoterapia ne avverte il valore strutturante, finanche a stimolarlo… oops questo non si deve dire. Ma quante mogli e quanti mariti ringraziano silenziosamente quelle e quei professionisti che ammansiscono le energie di troppo che sono presenti dentro casa e, al tempo stesso le sollevano da “sveltine” di dubbia qualità in quelle coppie stanche. Mi scuso ma anche qui il dirty talking è l’unico idioma coerente con quanto sto scrivendo.

Decreto Ministro Franceschini per L’arte

Da sempre l’arte, la creatività, l’inventiva  si è mostrata una delle altre espressione dell’eros. Ma può solo lei, l’arte, farsi canale espressivo di tanta energia inespressa? Intanto, così come tardivamente io pongo con voi l’attenzione sul settore del sesso, meno tardivamente il Ministro Franceschini propone un decreto salva-arte. Ma Afrodite? Se lei non è attiva, se resta dentro casa, allora suo marito Efesto smetterà anche lui di dedicarsi, da bravo artista-artigiano, a tutti quei monili che è bravissimo a fare. Insomma l’arte e l’eros possono vivere solo se Efesto si incavola per le corna e sua moglie va in giro a divertirsi e a placare Marte. Che poi si sa le corna sono come i denti, fanno male quando spuntano, poi diventano utili.

La prostituzione non è sinonimo di delinquenza

E vorreste dire che tutto il settore della prostituzione è fatto di malavita e di delinquenza e di violenza? Una buona parte, come vediamo nell’europa nordica è del tutto funzionale, e di soddisfazione. Sarebbe come dire che le pasticcerie esistono solo per alimentare i reparti di diabetologia. Ma arriviamo a noi, a come ognuno di noi si fa prostituta dentro di se e nel mondo. Quante volte la nostra parte afroditica si è prostituita per placare Marte? Marte è arrabbiato quando si sente invaso. Allora tutte le volte che siamo stati invadenti o avevamo in conto di esserlo, ci siamo giocati la nostra afroditicità. Abbiamo blandito l’invaso o l’invasa invasati. E quante volte ci siamo sottratti ai modi maliziosi di chi, dopo averci invaso, si prostituiva a noi? Afrodite porneia è una funzione psichica fondamentale per la definizione dei confini identitari nostri e altrui, è fondamentale per la produttività artistica e artigiana. Questo vale anche dentro la pscihe. Nell’anima ogni possibile passaggio di testimone da un emozione all’altra è un invasione creativa. Prevede, quindi, da una parte la creatività di Afrodite e, dall’altra la sua capacità di prostituirsi alla rabbia marziale dell’emozione che viene spodestata.

La scelta di Paride

E se un settore si blocca, come abbiamo da tempo imparato, si bloccano e ne risentono tutti i settori connessi. Dunque si bloccherebbe anche Paride nella scelta tra Era, Afrodite o Atena per decidere chi fosse la più bella.

Un modo in cui Atena e Era dominano e Afrodite è assente, è proprio un mondo paranoico complottista, geloso come solo Era sa essere, un mondo che presta attenzione solo alla strategica crescita professionale. Ma quante volte il sesso ha sciolto le paranoie nella coppia? Quante volte ha limato le guerre strategiche? Insomma il crollo di questo settore è da un punto di vista immaginale foriero di un cambiamento psichico, individuale e collettivo, che rischia di essere debordante.

Hiv e coronavirus

Negli anni 90’ l’hiv obbligò a rivedere il settore della pornografia e del mercato del sesso in maniera sostanziale. Poi si scopri che le vie di contagio erano controllabili. Invece oggi nessuno di noi, a fine lockdown, tornerà al ristorante e, tantomeno, dopo il ristorante andrà a casa del fortunato o della fortunata a consumare una notte, o una mezza nottata di sesso adolescenziale con corpi di milf e pilf. 

Chiederemo l’esame sierologico? Chiederemo il Tampone? Non so cosa succederà, so che Afrodite piange, lì reclusa mentre osserva il marito Efesto che, invece di fare monili d’oro, si butta sul divano dicendo che non ce la fa a lavorare con lei in casa. Intanto Marte si continua a incazzare e, senza nessun freno, inizia paranoicamente a vedere nemici ovunque. Allora fa una app per controllare tutti. Intanto la pornografia si insinua in tutti i pertugi e i tg oltre alle fosse comuni, sfiorano la morte in diretta. Ecco! La morte in diretta! Questa è pornografia! Ma se nessuno racconterebbe come avviene il suo coito, il suo amplesso, tantomeno racconterebbe il modo in cui esala l’ultimo respiro.

Rivoglio afrodite per la strada. La reclamo. È fondamentale.