I nonni nei dipinti di Victor Nizovtsez

La generazione più giovane è la freccia,
la più vecchia è l’arco.

(John Steinbeck)

Chiunque abbia avuto la fortuna di incontrare i propri nonni riconosce che camminare con loro è stata una delle esperienze più segnanti della propria vita.

Vivere pezzi di vita con i propri nonni equivale a guardarsi nel riflesso delle proprie radici. Nell’interazione con loro l’anima riceve segni, solchi, tracce…indispensabili per la definizione di ciò che siamo e di ciò che vorremo e potremo essere. I nonni fanno parte di una sfera particolare del nostro cosmo, una sfera contornata dai colori delle fiabe, dei sogni.

Victor Nizovtsev, un artista contemporaneo di origini russe, è un pittore con lo sguardo di un bambino. Unisce gli oggetti della vita quotidiana con la magia delle favole. E con il suo modo di essere un artista rappresenta la modalità con cui un bambino esplora il mondo e introietta i racconti che riceve.

Victor ci aiuterà a cogliere una luce diversa con cui guardare alle nostre radici, a trovare in queste righe una lente con cui guardare al rapporto con i propri nonni.

Tra reale e immaginario

Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi (Gilbert Keith Chesterton)

Una giornata con i nonni è proprio come un dipinto di Victor Nizovtsev: un tuffo  nel passato. Un quadro dall’aspetto magico dove ognuno di noi può ricondurre e concretizzare il proprio vissuto reale. Un atmosfera fiabesca che lascia spazio all’immaginazione e al ricordo.

Victor Nizovtsev permette la congiunzione di sogno e realtà, un incontro magico tra gli oggetti che ci circondano e il mondo onirico, un mondo in cui i nostri pensieri prendono forme e colori al di fuori degli schemi della razionalità. Penso che questo sia il punto di partenza migliore per comprendere ciò che possono rappresentare i nonni nel nostro immaginario.

Già, perché il ruolo dei nonni supera l’etichetta della parentela e si ammanta di un’aurea magica. Per molti ormai confinata nel mondo dei sogni e dei ricordi. I nonni hanno il ruolo di far cadere tanti veli e altrettante barriere all’esperienza delle nostre vite. Si incamminano nel mondo delle favole, dei capricci soddisfatti, delle vacanze, dei ritorni e della partenza.           

In una delle opere di Nizovtsev (CLICCA QUI per guardarle), una nonna aiuta un bimbo ad appendere la luna al cielo. Il bimbo è arrampicato su una scala a pioli. Un’immagine onirica di crescita, di evoluzione, di confronto con il proprio presente. La luna, così contraddittoria, immagine di luce e ombra, carica di bellezza ma anche di paura. Il bambino viene aiutato ad appenderla, a ritrovare il suo posto nel cielo. La nonna diviene quella rassicurazione per poter esplorare il proprio lato oscuro prendendolo in mano e riponendolo, poi, al proprio posto. È un quadro che ispira altezze e profondità trasformatrici.     

Ai piedi dell’immagine, un nonno che racconta una favola a due bambini. E nel suo cappello un nido con uova che ancora devono schiudersi. Uova in attesa di nascita come il proprio nipote in attesa del futuro. Ecco la magia dei nonni, la spettacolare dolcezza del nostro immaginario.

Ma Nizovtsev ha saputo riassumere sia la magia dei nostri ricordi che il ruolo “sociale”. I nonni dovrebbero accompagnare, proteggere, sorreggere e aiutare a spiccare il volo. Possono essere una scala e un nido. Possono trasformarsi in un perenne presente onirico. Una luce di candela nella notte dei nostri sogni

Alberi genealogici a confronto

Ogni uomo ha partecipato, bambino, ai ricordi dei suoi nonni, partecipa, vecchio, alle speranze dei suoi nipoti; abbraccia così cinque generazioni e da cento a centoventi anni (Hugo von Hofmannsthal)

Fermiamoci a riflettere sul nostro albero genealogico. Possiamo accorgerci che mentre i figli e i nipoti accolgono il grado di parentela degli avi, diventare genitore e, ancor più, diventare nonni significa compiere un passaggio psicologico ed evolutivo immenso.  

Cambiano le prospettive di rapporto, di generazione, di interazione. Arrivare a entrare in contatto con i figli dei figli significa ammettere che il mondo sta correndo a una velocità maggiore della nostra conoscenza. Significa affacciarsi ancora una volta su un terreno inesplorato e ignoto. Significa addentrarsi in un’opera di traduzione emotiva: le esperienze di una vita si affiancano a una vita che inizia.

Le emozioni vanno tradotte e portate su un nuovo registro. E nell’opera di traduzione di emozioni, sentimenti ed esperienze, in questa rielaborazione narrativa e relazionale, lì nasce e si sedimenta la magia di un incontro. Adulti che ritornano nel mondo dell’infanzia.

Molte volte si sente la frase “i nonni devono godersi i nipoti”.

Già, perché in questa relazione sembrano svanire i vincoli educativi della relazione genitore-figli, per concentrarsi sul gusto, sul ricavare piacere da un incontro che cambia la vita. Sono simbolo del nostro tempo di ieri, della nostra struttura presente e del nostro sentiero futuro. Hanno il potere di sfumare le differenze tra nipoti e genitori creando un rapporto di corrispondenza e uguaglianza. 

I nonni sono come un ponte che collega le scogliere di due argini di un fiume: l’argine della famiglia e quello di se stessi. Permettono di esprimerci al meglio, valorizzano ed esaltano i nostri punti di forza lasciando fuori dalla porta ogni atteggiamento critico.

I dipinti di Nizovtsev ci offrono l’immagine di puer e senex a confronto e di come l’anima venga nutrita e rivitalizzata dalla loro congiunzione. Come direbbe James Hillman abbiamo il Senex che si perfeziona nel tempo e l’immagine di un Puer intrinsecamente già perfetto. Abbiamo l’immagine di un Senex che nutre e di un Puer che si lascia nutrire in attesa di schiudersi.

Conclusioni

Una delle più potenti strette di mano è quella di un nipotino appena nato intorno al dito di un nonno (Joy Hargrove)

La parola amore può essere vista come a-mors: assenza di morte.

Ci sono rapporti talmente radicati nei nostri sentimenti da sconfiggere, travalicare, le separazioni dolorose dell’esistenza umana. Queste trasformazioni gettano le loro profonde radici nelle tracce, nei solchi che si sono formati nella nostra anima.

In questo terreno fertile il ruolo, la figura, l’aura magica dei nonni ha il suo posto nel mondo psichico. Vengono coniugate saggezza e scoperta, impegno e creatività. La nostra anima guardata con uno sguardo attento dell’esperienza dove a tratti prende il sopravvento quello della meraviglia.

Sia che appartengano alla nostra esperienza presente o che siano accolti nei confini del passato i nonni hanno il diritto di abitare nell’eterno presente dell’anima. Nell’incontro mistico tra puer e senex coloreranno i nostri sogni di colori fiabeschi e di immagini stracolme di senso. Sarà un incontro che, di volta in volta, rafforzerà ciò che è già indissolubile: una traccia di a-more.

P.S. CLICCA QUI per leggere “Divorziare dalla propria famiglia. Gesti reali e non solo. Psicologia del distacco”

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Info sull'autore

Teresa Di Matteo

Psicologa, Psicoterapeuta in formazione

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