Instagram for Psyche

Perché la nostra immaginazione è rapita dalle storie di Instagram? Perché le storie curano direbbe James Hillman, ma non solo. 

In questi anni i social hanno acquisito un’importanza vitale.  Essi sono un vero e proprio strumento di socializzazione e coinvolgimento emotivo. 

I social ci emozionano e, per questo motivo, sono al centro dei dialoghi e delle conversazioni quotidiane, e sappiamo tutti che dove c’è emozione, c’è la curiosità dell’uomo. 

Esistono diversi tipi di social ma, in questo momento, sono le storie di Instagram ad essere protagoniste nelle relazioni tra individui. 

Nel mio lavoro da psicoterapeuta, il racconto delle persone che ascolto verte spesso sulle relazioni e, per questo motivo, il social ha fatto prepotentemente irruzione anche nella stanza psicoanalitica: “Gianni ha messo questa storia, cosa voleva dire?”, “A chi voleva dirlo?”, etc…

Sovente, in molte sedute c’è un aspetto di una storia Instagram da approfondire o da affrontare, come se fossero dei veri e propri sogni da amplificare. Un mio docente diceva che i sogni sono un modo per portare qualcosa di doloroso in analisi senza doverne parlare direttamente. La stessa cosa accade oggi con le storie di Instagram. Esse vengono portate come oggetto di discussione analitica e devono essere usate proprio come porta d’ingresso verso le sofferenze di Psiche. 

Per questo motivo ho sentito la necessità di farne una lettura immaginale. 

Instagram

Il modo in cui immaginiamo la nostra vita è anche il modo in cui ci apprestiamo a viverla (J.Hillman, Storie che curano, p.29)

Instagram è un’applicazione lanciata sul mercato nel 2010, ed è stata pensata per essere centrata totalmente sulle immagini visive (e uditive). È annoverata tra i social network perché attraverso le immagini è possibile comunicare con l’altro. 

Furono Kevin Systrom e Mike Krieger che ebbero l’idea di chiamare la piattaforma Instagram, che in realtà doveva chiamarsi Burbn. 

Il nome è una sorta di crasi tra Instant Camera e Telegram, ovvero una vera e propria “posta per immagini”. Personalmente trovo questo concetto fantastico soprattutto perché il mio lavoro è basato sulle immagini psicologiche. Tra le immagini psicologiche vi sono anche le immagini visive delle quali Instagram è padrone.

Instagrammare la vita 

Instagram è un modo per raccontare noi stessi attraverso immagini e storie. Parafrasando a mia volta Hillman potremmo dire: il modo in cui instagrammiamo la vita è anche il modo in cui ci apprestiamo a viverla. Ovvero il modo in cui facciamo storie è il modo in cui viviamo la vita. 

Spesso diciamo che le storie Instagram raccontano il falso. In realtà, a mio parere, raccontano il vero: la verità di un istante, o la verità dell’apparire agli occhi degli altri. 

Quante azioni facciamo per apparire come meglio crediamo? Ci laviamo, ci vestiamo in un certo modo, ci trucchiamo, ci atteggiamo, ci relazioniamo, etc… Instagram è solo una di queste azioni finalizzate ad apparire o al farsi riconoscere dall’altro. 

La verità di un istante può dirci tante cose rispetto alla Psiche di un individuo e del suo modo di vivere la vita. 

Le storie 

Etimologicamente storia significa riconoscere. Attraverso le storie riconosciamo l’altro e noi stessi.

Raccontare una storia permette di conoscere ciò che abbiamo dentro. Ascoltare una storia permette di ri-conoscerci nell’altro.

Assetati, guardiamo le storie di Instagram e interagiamo con esse. Le guardiamo per riconoscerci e le postiamo per farci riconoscere. 

Superficialmente, potremmo dire che guardare le storie instagram sia pettegolezzo, ma il pettegolezzo nasconde la curiosità, la curiosità nasconde il riconoscere sé stessi, il riconoscere nasconde infine il “conosci te stesso”. 

Le storie che curano, i sogni che aprono

Ovviamente Hillman non pensava alle storie di Instagram quando nel 1983 uscì Healing fictionStorie che curano -, un vero e proprio capolavoro della psicologia contemporanea. 

In sintesi il libro ci propone una psicologia fatta di storie, ma non solo. La psiche stessa è composta da storie, ecco perché narrare ed ascoltare storie mette in atto un processo curativo.

Una terapia riuscita è una collaborazione di narrazioni, una revisione della storia in una trama più intelligente, più immaginativa, che implichi altresì il senso del mythos in ogni parte della storia (J.Hillman, Storie che curano, p.21).

Le storie di Instagram ci curano in qualche modo? 

Ci curano nel senso che sono veri e propri sogni, come abbiamo detto nell’introduzione dell’articolo. Come un sogno, la storia Instagram ci apre alla Psiche, ci mette in contatto con alcune parti di noi che altrimenti rimarrebbero nascoste. Detta in termini archetipici potremmo dire che nelle storie di Instagram risiede parte del “fare anima” contemporaneo, sommuovendo gli immaginari psichici e stimolando la nostra fantasia. 

La lotta delle storie

Se la psicoterapia è un incontro di storie, Instagram può essere definito come una vera e propria lotta tra storie.

Instagram non ha un temenos sufficiente a contenere la potenza delle immagini, che inevitabilmente invadono la vita quotidiana e di conseguenza i racconti analitici. 

Instagram è una sorta di Far West di proiezioni dove potenzialmente ci potrebbe essere un dialogo tra storie, ma alla fine emergono costantemente le ombre psichiche. Guardare le immagini ci induce a liberare le proiezioni della fantasia senza però avere un interlocutore con il quale interagire. 

Conclusioni – Un nuovo stile narrativo 

Il grande successo di Instagram risiede proprio nelle narrazione attraverso le immagini. Le storie sono la sintesi perfetta di ciò che la Psiche vuole comunicare attraverso le immagini: ci emozionano, ci curano, ci fanno conoscere e ri-conoscere nell’altro. 

Non dobbiamo, però, dimenticare che ogni immagine porta con sé luci ed ombre, gioie e dolori. Ogni immagine è una Healing Fiction, ovvero una finzione nel senso etimologico del termine: una rappresentazione. Non è importante se ciò che raccontiamo è vero o è falso, ma è la natura stessa della finzione che ci descrive per ciò che è la soggettività.

Il modo in cui “facciamo storie” è il modo in cui ci rappresentiamo agli altri. Le storie di Instagram sono una sorta di nuovo stile narrativo. Pertanto ognuno di noi ha un proprio modo di raccontarsi che, nel bene e nel male, ci presenta al mondo inequivocabilmente per ciò che siamo.

P.S. CLICCA QUI per leggere in che modo Facebook è lo specchio della nostra Psiche

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Info sull'autore

Michele Mezzanotte

Psicoterapeuta, Direttore Scientifico de L'Anima Fa Arte. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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