Lo schiaffo del Papa, parola del Signore

Il bigotto, da dizionario, è colui che assiduamente e scrupolosamente osserva le pratiche del culto senza afferrarne l’intima essenza religiosa. Molti fedeli cristiani non hanno afferrato “l’intima essenza religiosa” dello schiaffo papale.

Papa Francesco, dopo essere stato afferrato e strattonato da una donna, stupito, si è liberato dalla morsa della stessa dandole degli schiaffi sulla mano.

Io non sono qui per giudicare il gesto papale – non è il mio lavoro -, bensì per immaginare, ovvero per farne psicologia.

Ogni evento che coglie l’inconscio collettivo della massa va letto dal punto di vista immaginale e psicologico.

Pertanto cerchiamo di leggere l‘intima essenza psicologica dell’accaduto come se tutto fosse un sogno di Psiche. 

Che messaggio psicologico possiamo trarre dallo schiaffo papale?

Trattenere le emozioni

Se il Papa è il portavoce della parola di Cristo, anche quello schiaffo liberatorio è la parola di Cristo.

A questo punto mi vengono in mente le parole del poeta portoghese Fernando Pessoa:

Cristo è una forma dell’emozione

Pertanto nell’ottica immaginale il Papa rappresenta l’incarnazione dell’emozione.   

Se ponessimo sul teatro di Psiche tutti i personaggi coinvolti scorgeremmo un femminile che trattiene le emozioni.

Quanti di noi sono afflitti da questa dinamica? Quanti di noi trattengono le emozioni fino ad essere dannosi per sé stessi?

Cercare di tenere ferma un’emozione che per definizione è movimento (etimo emozione, e-movere, muovere da) è impresa ardua.

Gli schiaffi papali

Prima o poi nella vita ci troviamo ad un bivio, lasciare che l’emozione sia trattenuta o liberata.

Come liberarla?

L’episodio papale ci fornisce una tra tante risposte: possiamo liberare l’emozione prendendo a schiaffi ciò che ci trattiene, rompendo, spezzano (etimo schiaffo) le catene.

La violenza, come il sesso, è uno dei grandi tabù dell’epoca moderna. Non sappiamo cosa farcene. Ma Hillman in “Un terribile amore per la guerra” ci suggerisce:

Il compito del cristiano (e siamo tutti cristiani) è quello di scavare sotto la coltre di ipocrisie per esporre alla vista i denti del drago. (p. 238)

Come essere violenti e mostrare i denti del drago in modo costruttivo?

Eccone un esempio: possiamo essere violenti per liberarci dalla morsa delle nostre paure. In fondo anche l’Antico Testamento è pieno di azioni violente che prese alla lettera sono terribili, ma osservate dal punto di vista metaforico sono ricche di significato.

D’altronde, come affermava Adolf Guggenbühl Craig, esiste un tipo di violenza distruttiva e una invece al servizio di Eros, pertanto costruttiva.

Lo schiaffo è ciò che spezza il giogo della costrizione emotiva, ciò che ci libera, ma che, al tempo stesso, abbiamo paura di tirare.

Conclusioni

È facile giudicare un’azione attraverso l’occhio del bigotto. Difficile è dialogare con un’immagine scomoda come la violenza.

La violenza è un bene se abbiamo il coraggio di usarla sotto la bandiera di Eros, ma facendo questo abbiamo anche il coraggio di ammettere a noi stessi che questo uso della violenza, attiva in noi degli strati psicologici molto profondi e che in questo modo entriamo in contatto con l’omicida e il suicida che sono in noi. Adolf Guggenbühl Craig, Il bene del male, p.101

Dal punto di vista psicologico se dialoghiamo metaforicamente con ciò che è accaduto a Papa Francesco, scopriremo un modo per usare la violenza in modo costruttivo, ovvero un modo per liberare un’emozione che cerchiamo invano di trattenere.

P.S. CLICCA QUI per leggere “Cristo è una forma dell’emozione”