Psicologia del No Vax

Finalmente scorgiamo all’orizzonte i primi vaccini contro il Coronavirus che nel 2020 ha piegato il mondo economico, sanitario e psicologico.

Con l’arrivo dei vaccini non poteva mancare il contro-movimento degli antivaccinisti, d’altronde da un punto di vista psicologico collettivo ogni dinamica sociale ha bisogno della sua controparte, la sua ombra.

I No Vax sono persone con delle evidenti difficoltà sociali, infatti è impossibile instaurare con loro un dialogo che non finisca in aggressione o presunzione. Sono persone che hanno scelto la paura per affermare sé stessi dicendo NO.

Ne esistono diversi tipi: dai sospettosi ai paranoici, dagli impauriti agli agguerriti. Esiste il No Vax che non sa cosa c’è all’interno della miscela infera che vogliono iniettargli nelle vene; colui ha intuito il complotto della dittatura sanitaria; chi ha paura degli “effetti collaterali”; e infine chi ha paura di una fantascientifica modifica del DNA.

Paura e ignoranza sono trasformati in paranoia e distruttività.

In questi giorni mi è capitato di leggere e riflettere molto riguardo il movimento antivaccinista e, a tal proposito, ho notato che emergono tre dinamiche psicologiche che vorrei approfondire: ’archetipo di Io, l’illusione della libertà e il bias cognitivo del cherry picking.

Scopriamo insieme in cosa consistono.

Trasformare gli uomini in vacche

Facciamo però qualche passo indietro, partiamo dal principio, perché per conoscere la psicologia di un movimento, come ci ha insegnato Henry Corbin, bisogna risalire all’origine.

Proprio nel 1798, quando imperversava l’epidemia del vaiolo, nacque il primo vaccino contro questa malattia grazie ad Edward Jenner. Dalla cura contro il vaiolo nacque la definizione di vaccino, la cui etimologia significa “di vacca”; il vaccino del vaiolo, infatti, veniva preso direttamente dalle mammelle delle mucche.

Subito dopo la nascita del primo vaccino, puntuale come un orologio svizzero, una voce si alzò dal coro urlando: Ci vogliono trasformare in mucche!

Non sto scherzando: questa era esattamente l’argomentazione dei primi antivaccinisti. Pensate che già nel 1802 l’illustratore Gillray ironizzava sui No Vax dell’epoca che credevano in questa minaccia mutante.

L’origine del movimento No Vax mi riporta immediatamente all’archetipo di Io.

L’archetipo di Io

Zeus, com’è noto, era avvezzo a tradire la moglie con la bellissima sacerdotessa Io. Era li scoprì, e Zeus, per proteggere l’amante dalla gelosia della moglie, la trasformo in vacca. Era, scaltra, ne reclamò la proprietà e la consegno al mostro Argo.

Ermes uccise Argo e così Zeus liberò Io.

Era si accorse della liberazione della sacerdotessa e le scagliò contro un tafano. La vacca cominciò a scappare per tutto il mondo fino a che, arrivando sulle sponde del mare, finalmente trovò un luogo per partorire e tornare umana grazie alle carezze di Zeus.

Da un punto di vista mitologico e archetipico i No Vax hanno paura subire la stessa sorte della sacerdotessa Io, ovvero hanno paura di essere trasformati in vacche per aver umiliato la loro parte Era.

Gli antivaccinisti, sono persone che resistono all’archetipo di Io, resistono al cambiamento e ne hanno paura.

Contro la libertà

Nel corso del diciannovesimo secolo i consensi al movimento contro i vaccini crebbero e da movimento individuale divenne un movimento collettivo.

Nel 1863, a Londra, nacque l’associazione internazionale contro la vaccinazione: Societas universa contra Vaccinum Virus, e nel 1885 a Leicester ci fu una manifestazione con oltre 80.000 partecipanti.

Tra le varie argomentazioni dell’epoca, oltre alla trasformazione dell’umanità in mucche, c’era la rivendicazione della libertà.

A tal proposito cito Jung che nel Liber Novus fu molto esplicito:

La nostra libertà non sta fuori di noi ma in noi. Si può essere vincolati all’esterno e tuttavia sentirsi liberi, perché ci si è liberati dalle catene interiori.

Scegliere di vaccinarsi, qualora fosse medicalmente possibile, è un’azione storicamente compiuta per il bene della comunità e per la libertà. Non farlo significa essere schiavi del proprio individualismo.

Fromm, Jung, Hillman, solo per citarne alcuni, ci insegnano che la libertà personale passa attraverso delle scelte sociali e non attraverso le scelte dell’Ego.

Il Cherry Picking

A proposito di resistenza al cambiamento, potremmo affrontare l’argomento dal punto di vista logico, osservando che il movimento antivaccinista possiede un’evidente fallacia della logica: il cherry picking.

Il Cherry Picking è il processo tramite il quale siamo sempre convinti di essere dalla parte della ragione, una vera e propria soppressione delle evidenze, in questo caso scientifiche, a favore delle fake news.

Il modo di dire cherry picking significa letteralmente “prendere le ciliegie”, e si riferisce alla dinamica del prendere per sé stessi solo le ciliegie migliori di una ciotola piena di frutta, ignorando quelle che consideriamo peggiori e inutili a supporto della nostra tesi.

Questo accade perché ragioniamo attraverso una serie di giudizi e idee maturate nel corso della vita che non ci portano a mettere in discussione i nostri valori. Nel caso dei No Vax accade che per supportare le loro paure si avvalgano di teorie pseudoscientifiche o scientifiche non convalidate dal mondo accademico di riferimento.

Gli antivaccinisti scelgono solo le “ciliegie” migliori a corroborare le loro convinzioni paranoiche.

Conclusioni

Caro No Vax, non ti affrettare a commentare l’articolo con insulti o indignazioni, non rivendicare la tua illusione di libertà, perché non è mia intenzione insultarti o aggredirti. Piuttosto cogli l’invito a porti queste tre semplici domande:

1. Cosa vale di più per te: l’individuo o la comunità? Cosa stai facendo per aiutare l’umanità a superare questo momento?

2. Perché resistere ad un cambiamento positivo per l’umanità?

3. Cos’è per te la libertà? Sei sicuro di non scambiare l’illusione della libertà personale con l’autentica libertà della condivisione sociale?

Caro No Vax, non puntare i piedi, non affermare te stesso in modo distruttivo e narcisistico, apriti al sociale perché è solo attraverso l’altro che troverai la tua libertà. Concludo dicendo che nella vita esistono alcune scelte che sono individuali e altre collettive. Scegliere di vaccinarsi durante una pandemia globale è una scelta collettiva, non individuale.

P.S. CLICCA QUI per leggere PSICOLOGIA DEI NEGAZIONISTI

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Info sull'autore

Michele Mezzanotte

Psicoterapeuta, Direttore Scientifico de L'Anima Fa Arte. Conferenziere e autore di diverse pubblicazioni.

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