Revenge porn, Codice Rosso, puritanesimo e psicologia

Tra le norme del Codice Rosso, votato e approvato alla camera, c’è anche una legge che ci tutela dal Revenge porn.

La psicologia si propone di studiare, conoscere, ed ascoltare i sintomi individuali e collettivi.

Il Revenge Porn è un sintomo della società contemporanea che provoca sofferenza e morti, un sintomo che, come ogni altro sintomo, sta cercando di comunicarci qualcosa. La psicologia è sempre stata restia a prendere seriamente in considerazione le immagini pornografiche a causa di una malattia chiamata puritanesimo, che cerca di rendere la realtà e la psiche totalmente pure. In realtà è evidente che il mondo, la creazione, la vita in tutte le sue forme è sporca, confusa, bella e piena di contraddizioni. [A.Guggenbühl-Craig, La parte naascosta, p.76]

Il confronto con la sessualità rende impotenti, e gli psicologi non vogliono perdere la loro potenza. La sessualità fa parte dei misteri della vita, non può essere dominata, addomesticata o completamente compresa. Il disperato tentativo di intendere la sessualità come qualcosa che può e deve essere integrata e compresa, porta a grottesche distorsioni delle realtà psichiche. [A.Guggenbühl-Craig, La parte nascosta, p.62]

Si dice che ogni sintomo sia un tentativo di cura fallito. Cosa vuole curare il revenge porn? Scopriamolo insieme

Revenge Porn, il sintomo

Il Revenge porn è un atto che contiene sempre quel velo di maschilismo e femminismo inflazionati che costellano il discorso erotico contemporaneo. Maschilista in quanto la donna viene oggettualizzata come contenuto erotico fruibile da chiunque. Femminista perché il maschio è il carnefice di una donna eccessivamente vittimizzata e reputata impotente. Come ogni atto sessuale contiene contraddizioni e tensioni che non possono essere congiunte, nella loro tensione è annidato il piacere stesso dell’incontro di ciò che non può essere avvicinato.

Svestiamo, ora, il revenge porn dal moralismo e parliamone psicologicamente.

Cosa c’è di male nel fare sesso, e cosa c’è di male nel fare sesso con una donna? Nulla, e fino a questa prima domanda penso che il 90 per cento dei lettori non abbia difficoltà nel rispondere.

Cosa c’è di male nel riprendersi mentre si fa sesso? Nulla. Già nel rispondere a questa domanda la percentuale di consensi diminuirà al 50 per cento. Tuttavia il riprendersi in un momento di intimità può far parte delle fantasie erotiche e afroditiche, soprattutto con i mezzi tecnologici contemporanei che permettono alle immagini voyeuristiche di declinarsi più facilmente.

Cosa c’è di male a mostrare ad un altro un proprio momento di intimità? Arrivati a questa domanda sorge il problema del revenge porn. Di per sé, la fantasia di mostrarsi a qualcuno nell’atto di fare sesso potrebbe riguardare la mitologia dionisiaca e rientrare nella immagini eccitatorie e trasgressive. 

Il revenge porn diventa sintomo quando per vendetta si divulga il video dell’atto sessuale con amici o siti pornografici.

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Vendetta e libertà 

Etimologicamente vendicare significa liberare. Con la vendetta si vuole liberare qualcosa dentro di sé, togliere dalle sbarre della prigionia interiore una dinamica psicologica reclusa. 

Nel caso della vendetta pornografica ci sono due tipi di libertà: la prima è riferita alla liberazione dell’intimità, la seconda si riferisce all’etimologia del termine porn che significa prostituta

1. Liberazione dell’intimità

Dopo un rapporto fallito, ci si vendica liberando l’intimità di una coppia.

L’intimità, tuttavia, è una dimensione che deve rimanere privata per essere erotica. Quando essa viene liberata diventa sintomatica e crea sofferenza. L’intimo è ciò che sta dentro, dentro una coppia o dentro una persona. Trasformare in esterno ciò che è interno, non sempre è benefico. Il revenge porn ci permette di capire che la vera vittima di questa pratica è l’intimità. Porre fuori ciò che è nato per stare dentro porta l’intimità alla putrefazione e alla morte, come se mettessimo un pesce abituato ad abitare le profondità del mare, sopra una spiaggia assolata con tanti bagnanti ad osservarlo morire.

La divulgazione di un rapporto sessuale intimo uccide l’intimità e l’erotismo stesso della coppia. Vendicarsi della propria relazione attraverso il revenge porn significa mettere in atto un tentativo maldestro di liberarsi dall’intimità che si viveva nella coppia, mitologicamente di distruggere Estia. Chi attua il revenge porn non ancora è riuscito a scrollarsi di dosso l’intimità di una vecchia relazione così, ferito, sente il bisogno di umiliarla esponendo la sua parte nascosta agli occhi morali, giudicanti e curiosi degli altri. 

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2. Liberazione di  Afrodite

L’etimologia della parola porno è prostituta. Questo secondo significato ci porta ad una riflessione psicologica collettiva. Se invochiamo l’immagine della prostituta, mitologicamente invochiamo Afrodite. Quindi vendicarsi pornograficamente, etimologicamente e mitologicamente, significa tentare di liberare Afrodite. 

James Hillman in Figure del mito parla della follia rosa e del perché Afrodite fa impazzire gli uomini con la pornografia: se fosse toccato a voi di essere rinchiusi da centinaia di anni in uno sgabuzzino per volontà di preti, filosofi e donne morigerate, che amano la religione più del proprio corpo, che cosa fareste, per avvertire i mortali che siete ancora vibranti di vita e salute? E se foste banditi dalla vita concreta, fatta eccezione per sporadiche occasioni in circoli ristretti di devoti o in momenti o professioni speciali, senza una cornice sociale che vi inserisca nella realtà letterale della religiosità medievale, del capitalismo protestante, dell’individualismo ferriero, del colonialismo trionfale, del progressismo scientifico – se insomma non esistesse per voi un posto dignitoso nel vasto mondo letterale, quale strada rimarrebbe se non la fantasia? [p.179]

Il revenge porn è un altro sintomo della follia rosa di Afrodite che, secondo lo psicoanalista americano, fa impazzire l’uomo con la pornografia per riprendersi il posto nel mondo che le è stato vietato. La sessualità, come sappiamo, non è gestibile e non può essere controllata, così più cerchiamo di spiegarla, di moralizzarla, di renderla romantica o pura, più essa vuole tornare al mondo con potenza e brutalità. 

Conclusioni 

È evidente che nella nostra società fanno più paura le foto di peni scattate da Robert Mapplethorpe che non le immagini della mitraglietta di Rambo . Ci fa più paura guardare guardare un normale ano umano che non certi personaggi dalla faccia come il culo che imperversano ogni sera alla televisione. [James Hillman, Figure del mito, p.192]

Cosa fareste al posto di Afrodite se fosse stati confinati per secoli dal bigottismo e dal puritanesimo? Non vi vendichereste? Non cerchereste di liberarvi in qualsiasi modo e qualsiasi mezzo dal giogo che vi intrappola? 

Dal punto di vista individuale il Revenge Porn è il sintomo di un tentativo fallito di liberarsi di una relazione finita. Così si cerca di deturpare il ricordo dell’intimità della coppia stessa esponendola all’occhio dell’altro. Abbiamo bisogno di una ars moriendi che ci insegni a morire dopo la fine di una relazione, di voltarci e andare altrove anche se siamo feriti, senza alcuna vendetta. Occhio per occhio, dente per dente è un goffo tentativo di resistere ad una sconfitta inevitabile e benefica. 

Dal punto di vista collettivo è invece un sintomo necessario alla liberazione di un Eros intrappolato. Il codice rosso, da questo punto di vista, è un altro tentativo di controllare il sesso o di difenderci dal “basilisco” sessuale. È una forma di tutela ovviamente necessaria, tuttavia il revenge porn come forma di sintomo psicologico non va ignorato, ma ascoltato per ciò che ha da dirci. Anche in questo caso abbiamo bisogno di un’educazione sessuale che ci prepari, per quanto possibile, a relazionarci con l’incontrollabile e con l’ingestibile. 

P.S. CLICCA QUI per leggere “L’inganno di Afrodite. Sentirsi intrappolati in una relazione.”