Intrappolati nelle relazioni




Le relazioni sono trappole.

Non è un’affermazione pessimista o cinica, e ora ti spiego il motivo.

 

L’etimo di trappola è laccio. Da questo punto di vista ogni relazione è un “allacciare”, un cadere in trappola.

Ciò che però definisce il senso di trappola è l’inganno con la quale viene proposta. Dove risiede, pertanto, l’inganno in ogni relazione? 

L’inganno risiede nell’essenza stessa dell’amore. Infatti l’amore è venereo o, utilizzando la mitologia greca, afrodisiaco. Afrodite è la dea che presiede amore e relazioni.

Saffo, nella preghiera ad Afrodite, definisce la dea come “tessitrice di inganni“. L’inganno, quindi, fa parte della relazione, non ci può essere relazione senza inganno.

Detto ciò, sono fermamente convinto che la relazione è la base della vita e che il vero amore esiste e va costruito [CLICCA QUI per leggere l’articolo sul vero amore]

Dunque, è vero che ogni relazione è un laccio, tuttavia ci sono lacci e lacci: lacci troppo stretti come relazioni soffocanti, lacci troppo larghi come relazioni libertine, lacci troppo grandi come relazioni ingombranti, lacci troppo piccoli come relazioni che non contano.

Ogni relazione ci permette di allacciare il nostro mondo con il mondo dell’altro.

Esistono tanti modi di allacciare quante sono le relazioni esistenti nel mondo; tuttavia questo stesso modo di allacciare, definisce la qualità della relazione.

 

La scommessa della relazione 

Essere in relazione significa vivere l’inganno di Afrodite.

Che cos’è un inganno? Etimologicamente è un gioco. Essere in relazione è come essere dentro un gioco, vivere un gioco nel quale si dà e si riceve, si concede, si ruba, si prende, si rinuncia, si sacrifica e si chiede sacrificio.

La relazione è un gioco insidioso perché un gioco di dipendenze che ha come croupier Afrodite stessa e come giocatore il Diavolo in persona. Può capitare allora di compiere la mossa sbagliata, di scommettere tutto ciò che si ha, e di perdere repentinamente, senza appello, senza poter tornare indietro. 

Falling in love

Può capitare, se commessa la mossa sbagliata, di cadere totalmente nella trappola dell’amore.

Gli anglofoni hanno intuito bene l’immagine della relazione afrodisiaca definendo l’innamoramento un “falling in love” un cadere nell’amore, nell’inganno di Afrodite. 

Entrare in relazione è un lasciarsi cadere, e ognuno di noi ha un modo specifico di cadere: chi preferisce trattenersi, chi non si fida, chi si butta, chi entra cautamente. Ogni approccio alla relazione ha i suoi pregi e i suoi difetti.

Per questo motivo dobbiamo fare una differenza tra gli inganni che sono costruttivi per l’individuazione di sé stessi e della coppia, e le trappole dannose, dalle quali bisogna trovare il modo di fuggire il prima possibile.

L’essere umano, secondo Winnicott, conosce sé stesso attraverso il gioco: le relazioni sono il gioco degli adulti. Per questo motivo, come afferma Adolf Guggenbühl Craig, la relazione, così come il matrimonio, è potenzialmente un luogo di individuazione. E per lo stesso motivo, la relazione analitica aiuta l’altro nel suo processo di individuazione. In fondo, noi terapeuti siamo artisti della relazione [A.Carotenuto]. 

 

Il mito dell’indipendenza

Oggi viviamo in pieno il mito dell’indipendenza come se essa dovesse essere il valore ultimo da perseguire della vita. L’ossessivo inseguire l’indipendenza, in terapia, in filosofia, in politica, etc… è semplicemente un sintomo dell’inconscio collettivo.

Attraverso il nostro inconscio collettivo noi siamo sempre in relazione con tutti gli uomini. Com’è allora possibile l’indipendenza? Noi tutti viviamo in una complessa rete, interna ed esterna a noi, di dipendenze.

Sarebbe meglio riflettere su di esse, invece che combatterle, cercando di trovare e sviluppare l’anima all’interno di tali dipendenze. [Adolf Guggenbühl Craig, Il bene del male, p.25]

La sensazione di dipendenza è necessaria ad una relazione. Siamo in relazione se ci sentiamo dipendenti dalle regole del gioco di Afrodite. La libertà è una conseguenza della dipendenza amorosa vissuta nel pieno delle sue immagini.

Tuttavia, alcune volte, può accadere che la dipendenza amorosa si trasformi in un mostro che ci risucchia e ci fa sentire intrappolati. A questo punto bisogna alzarsi dal tavolo del gioco e andare via. 

Il gioco è finito, andate in pace. 

Alcune relazioni hanno il potere di farci sentire male e in trappola, ci fanno sentire dipendenti in un modo sbagliato.

Allora iniziamo a pensare a come uscirne. Vogliamo uscire dal groviglio di emozioni negative che ci distruggono, ma non sappiamo come fare.

Vorremmo scappare senza ferire l’altro. Vorremmo andar via rimanendo coerenti alle nostre scelte per non farci del male. Tutto ciò non è possibile. Questa è la parte ombra dell’inganno di Afrodite, è il groviglio di fili dal quale non riusciamo a trovare una via d’uscita. 

Come uscire da un groviglio di fili che ci impedisce di muoverci?

Può capitarci di invocare l’aiuto di un altro, forse di un amante, dal quale ci aspettiamo che ci tiri fuori dalla matassa.

A volte ci può andare bene, altre volte non facciamo che peggiorare la situazione aggiungendo fili ad altri fili spinati. Non sempre l’altro è capace di andare a capo del Filo di Arianna che ci intrappola. 

In queste situazioni bisogna invocare il mostro, il diavolo che è in noi, colui che ribalta; oppure Saturno, colui che taglia. Dobbiamo diventare cattivi nei confronti degli altri e di noi stessi, dobbiamo avere il coraggio di diventare imperdonabili, abbandonando il senso di colpa e recidendo la rete di fili che ci intrappola. [CLICCA QUI per leggere L’imperdonabile e il senso di colpa]

 

Conclusioni




Infine bisogna riflettere. 

Cosa ci ha portato in questa relazione?

La voglia di scappare via dalla famiglia? Il senso di solitudine? La paura di rimanere soli? L’urgenza legata alla sensazione che la vita sta scappando via? 

Il primo passo che ci conduce dentro una relazione può rivelarsi il passo falso, la prima mossa sbagliata di un gioco che può diventare un gioco pericoloso per la nostra vita. 

Le relazioni sono trappole, inganni di Afrodite. Lasciamoci ingannare, lasciamoci cadere nella trappola delle relazioni. 

Il gioco delle relazioni è un occasione per conoscere noi stessi e l’altro.

Rimaniamo nelle trappole d’amore per vivere, o fuggiamo da esse se ci stanno soffocando, uccidendo, manipolando e distruggendo.